In Primo piano
L’Italia batte la Francia sulle bollicine. Nel 2010, secondo i dati di Assoenologi, nel nostro Paese sono state prodotte 380 milioni di bottiglie, mentre i cugini d’Oltralpe, in questa ideale classifica, si collocano al secondo posto con 370 milioni di bottiglie, soprattutto Champagne. Secondo le stime di Assoenologi, tra Natale e Capodanno gli italiani spenderanno circa 1mld di euro per vini e spumanti. L’Italia batte la Francia sulle bollicine. Il sorpasso è finalmente avvenuto. Nel 2010, nel nostro Paese sono state prodotte 380 milioni di bottiglie, (soprattutto Metodo Martinotti), mentre i cugini d’Oltralpe, in questa ideale classifica, si collocano al secondo posto con 370 milioni di bottiglie, soprattutto Champagne. La Spagna è terza con 320 milioni di bottiglie, per la maggior parte Cava. Seguono poi la Germania con 310 milioni, la Russia 300 milioni, Usa e Ungheria 70 milioni, Australia 25milioni e, infine, Canada con 15 milioni di bottiglie
"Da anni si parla di Cina come mercato emergente per il nostro vino, ma oggi rischiamo di essere respinti da competitor più agguerriti di noi, pronti a spartirsi un mercato da 1 miliardo di litri all'anno": così Piero Antinori, presidente dei "Grandi marchi", associazione di 17 griffe del made in Italy in bottiglia.
Competitività, in arrivo l'indice di Monte Paschi. La banca di Siena ha elaborato uno specifico indice di competitività riservato alle denominazioni di vini italiani che mostra un'elevata correlazione con il future Liv-ex Fine Wine 100 Index, il principale benchmark dell'industria mondiale del vino. L’indice di competitività è calcolato come prezzo medio ponderato di quasi 100 Vini di Qualità prodotti in regioni determinate e vini da tavola. I prezzi presi a riferimento sonoi prezzi alla produzione forniti dall’Ismea. L’indice è stato presentato a metà novembre a Siena in occasione del forum sul settore organizzato da Montepaschi.
Sempre di più i giovani devono conciliare i loro studi guardando al futuro, e l'agricoltura è un settore che può offrire molte possibilità. E' così che una passione, se fatta di valori sani e consapevoli come il consumo moderato di una bevanda dalla cultura secolare come il vino, che per molti giovani non è uno sballo, ma stile di vita, può trasformarsi in professione. Ai giovani, il 21 dicembre alla Facoltà di Economia dell'Università degli Studi "Tor Vergata" di Roma, è dedicato l'appuntamento di "Vino e Giovani", la campagna di educazione alimentare e comunicazione ad hoc per le nuove generazioni di Enoteca Italiana e Ministero delle Politiche Agricole, in partnership con il progetto europeo "WineInModeration. Art de vivre", con la partecipazione del Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan, e l'attore Beppe Fiorello, testimonial della giornata (info: www.vinoegiovani.it).
Il 2010 è stato un anno record per le bollicine italiane: nei primi 8 mesi, l’export è cresciuto del 21%, dato che conferma il momento d’oro che stanno vivendo i nostri spumanti oltre confine. Risultati che possono ancora incrementare a Natale e Capodanno. Il Natale in arrivo indica certamente segnali di ripresa su quello del 2009. Ormai la tipologia bollicine è solidamente vicina ai gusti contemporanei e capace di attirare anche i giovani. I nostri prodotti vanno molto bene all’estero, dove la ripresa è più vivace”. Fervono anche le iniziative. I produttori del Trentino stanno per partire con “Bollicine su Trento”, classico appuntamento dedicato al Trentodoc, di scena dal 25 novembre al 13 dicembre. Ma anche il Prosecco di Conegliano e di Valdobbiadene Docg continua la sua marcia trionfale e grandi aspettative richiama la nascita della nuova Doc Prosecco.
In seguito ai negoziati bilaterali UE- Svizzera terminati nel dicembre 2009, la Commissione europea ha adottato oggi una bozza di decisione sull'accordo per la protezione delle rispettive indicazioni geografiche per i prodotti agricoli e alimentari. La bozza verrà trasmessa a Consiglio e Parlamento per l'approvazione. L'accordo coprirà le indicazioni geografiche di UE e Svizzera registrate prima del 15 settembre 2009, il che equivale a circa 800 indicazioni geografiche per l'UE e circa 20 per la Svizzera. In seguito all'entrata in vigore di questo accordo, l'intera gamma delle indicazioni geografiche sarà tutelata, considerando che già dal 2002 vi è un accordo per il riconoscimento e la protezione tra UE e Svizzera dei vini e delle bevande spiritose.
Dalla mezzanotte del 13 novembre entrerà in vigore in tutta Italia l’obbligo di esporre le tabelle sull’alcol e mettere a disposizione gli etilometri per i clienti dei locali pubblici che proseguano la loro attività oltre la mezzanotte. Gi esercenti potranno mettere a disposizione anche semplici apparecchi mono uso, addebitando il costo del test a carico dell’utente che richiede l’esame. La prova informale effettuata nel locale non avrà però alcun rilievo in caso di un successivo controllo di polizia stradale. Ad ogni modo i primi a incorrere in sanzioni in caso di irregolarità saranno proprio gli esercenti dei locali che non osserveranno le nuove regole antialcol. Per loro potrà scattare subito una multa di almeno 300 euro.
L'Unesco ha premiato lo stile alimentare basato su pomodoro, olio d'oliva, pasta, frutta, verdura e vino, facendolo entrare nel patrimonio culturale immateriale dopo l'ok dalla quinta sessione del comitato intergovernativo riunita a Nairobi. Si è trattato di un negoziato non facile. «Il risultato sperato è arrivato» è stato il commento del ministro dell'Agricoltura, Giancarlo Galan. «Questo prestigioso successo mi riempie d'orgoglio e di soddisfazione e rappresenta un traguardo storico per la nostra tradizione alimentare e per la cultura dell'intero Paese».
Una rara bottiglia da 6 litri di Cheval Blanc 1947 è stata venduta ad un collezionista privato per 304.375 dollari. Lo ha annunciato la casa d'aste Christies, sottolineando che si tratta di un nuovo record mondiale per la vendita di una singola bottiglia di vino. La stima iniziale era di 150.000-250.000 dollari, ha detto l'esperto di vini di Christie's Micheal Ganne, per il classico bordolese del terroir Saint Emilion. "Probabilmente si tratta dell'unico esemplare esistente di Imperiale di questo meraviglioso Bordeaux - ha aggiunto - senza dubbio uno dei più grandi Bordeaux di tutti i tempi, non solo per la sua rara qualità ma anche per la sua longevità, nel senso che potrebbe essere conservato per altri 50 anni".
È il James Berry Vineyard Paso Robles 2007, dell'azienda californiana Saxum, il "wine of the year" 2010, secondo la rivista americana Wine Spectator, che, ogni anno, stila la sua ormai celebre "Top 100", uno dei verdetti più attesi dal mondo enoico tout court. Quest'anno, il team di degustazione della testata newyorkese ha decisamente adottato un quanto meno evidente afflato patriottico nella scelta dei vini migliori del mondo: 5 dei primi 10, infatti, sono vini americani, due australiani e un solo vino italiano, un solo francese e un portoghese. Il vino vincitore è prodotto in California ed ottenuto da un blend di Grenache, Mourvedre e Syrah, per un numero di bottiglie complessivo poco superiore alle 11.000 e un prezzo di 67 dollari.
Tra le centinaia di migliaia di documenti riservati resi pubblici da Wikileaks, l'organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo documenti coperti da segreto e poi li mette in rete sul proprio sito web, solo una piccola percentuale sembra in grado di scuotere le fondamenta del sistema di relazioni su cui si basa la pax mondiale. Ma ce n'è uno, però, che metterà in evidente imbarazzo un presidente, quello francese: pare che l'inquilino dell'Eliseo non ami particolarmente il vino. La notizia giunge da fonte non diplomatica, nome in codice "Agente YSL", che racconta, in un documento confidenziale, come la qualità del vino all'Eliseo sia assolutamente peggiorata dall'insediamento di Sarkò, amante non del nettare di bacco, ma del Calvados, il brandy di mela tipico dell'omonimo distretto della Bassa Normandia, che ama bere con ghiaccio e Cola.
Catullo scriveva "L'acqua se ne vada dove vuole a rovinare il vino, lontano, fra gli astemi". Invece sembra che il futuro non è nello spazio, ma sott'acqua. Almeno per il vino. Almeno in Spagna. Il conto alla rovescia è iniziato alla Baia di Plencia. Nel Paese Basco nel nuovo anno inizieranno ad affiorare da 15 metri di profondità migliaia di bottiglie oggetto di un ambizioso esperimento che punta a dimostrare gli effetti positivi dell'acqua di mare sull'invecchiamento. Un processo durato quasi 2 anni, rigorosamente monitorato da videocamere per trasmettere in superficie i dati registrati: "Ogni bottiglia sott'acqua ha una bottiglia sorella in una cantina - spiega un ricercatore basco - serve per confrontare i due campioni e vedere le differenze nell'affinamento". La degustazione avverrà alla cieca, ogni campione sarà assaporato insieme alla stessa annata dello stesso vino, invecchiato in cantina. "Questo vino sarà più complesso - spiega un enologo - e forse più espressivo con più carattere e struttura al palato.
Si è scelto il principale appuntamento fieristico del Regno Unito, il World travel market, per presentare in anteprima il programma 2011 della Primavera del Prosecco Docg. A Londra, con le proposte turistiche del Veneto, ci sono anche le 17 mostre dedicate al Prosecco superiore che dal prossimo febbraio fino al mese di giugno si susseguiranno per quattro mesi lungo le colline trevigiane. Nello stand della Regione Veneto saranno presentate fino all'11 novembre prossimo, tutte le iniziative enologiche, turistiche, gastronomiche, sportive e culturali che il prossimo anno andranno a comporre la ricca offerta della rassegna enologica tra le più celebri in Italia e in alcuni Paesi europei, primo fra tutti la Germania.
Il vino assomiglia sempre di più alla moda: da un lato i “top brand” si rafforzano, grazie alla riconoscibilità presso un consumatore che - a maggior ragione in tempi di crisi economica - esige certezze; dall’altro emergono prodotti “facili” e caratterizzati da un buon rapporto qualità-prezzo. È quanto emerge dall’analisi fatta da Pambianco Strategie d’impresa sui bilanci di 69 aziende vinicole, per un fatturato complessivo del 2009 di 2,896 miliardi di euro, in leggera flessione (-0,3%) rispetto ai 2,905 miliardi di euro dei 2008. La classifica dei fatturati vede in testa la conferma del Gruppo Italiano Vini (Giv) di Verona, che supera i 300 milioni di euro, seguito dalla romagnola Caviro a poco meno di 250 milioni e dalla trentina Mezzacorona con oltre 145 milioni. A seguire nella top ten compaiono Cavit, Cantine Riunite & Civ, Marchesi Antinori, Fratelli Martini, Ferdinando Giordano, La Vis e Zonin.
Preoccupazione per le conseguenze della cancellazione dei diritti di impianto dei vigneti a partire dal 2015 sono state espresse dal consorzio del Vino Nobile di Montepulciano (Siena). Il rischio maggiore è la sovrapproduzione. La Spagna è favorevole alla cancellazione del regime, nettamente contrarie Francia e Germania. L’Italia per ora non ha espresso una posizione ufficiale.
L'Italia supera la Francia, in discesa (in 6 anni -16 per cento nella Ue) nella produzione di vino, e torna a essere il primo fornitore mondiale. Tengono invece in termini assoluti, cioè aumentano le quote di mercato, i Paesi extraeuropei, con forte avanzamento di Cina e Cile. Nei consumi gli Stati Uniti superano l’Italia, diventando il primo bevitore in termini assoluti, ma nella fruizione pro capite l’Italia supera di 5 volte gli Usa. A sorpresa, se nella graduatoria si inseriscono i micro Stati, il maggiore consumo pro capite di vino (67 litri) è in Vaticano: forse per l’uso liturgico?
In scienza dell'alimentazione con il termine paradosso francese si cerca di spiegare il perché i Francesi mangino grassi in quantità doppia degli Americani per avere poi una percentuale di mortalità per infarto dimezzata. La spiegazione starebbe nell’abitudine dei Francesi di bere a tavola vino rosso. Esso, infatti, è ricco di una sostanza antiossodante chiamata resveratrolo, capace di svolgere una notevole protezione sulle coronarie. Il meccanismo sarebbe quello di innalzare la frazione ‘buona’ del colesterolo, la cosiddetta Hdl, quella cioè capace di allontanare il colesterolo cattivo dalle arterie. E qui c’è dell’incredibile: ad innalzare l’Hdl ci riesce solo il vino rosso; nemmeno le potentissime statine sono capaci di fare questo. Ma quanto berne di vino? La quantità utile sono due piccoli bicchieri al giorno; di più si rischiano danni al fegato. Ma il resveratrolo ha anche altri meriti, quello ad esempio di combattere i virus influenzali.
Un filare in "adozione" contro la fuga dalla campagna. È l' inedita iniziativa di un piccolo comune del Basso Piemonte, Castagnole delle Lanze, tremilaottocento anime, disteso sulle colline di Langhe e Monferrato. Tra crisi economica e uva venduta sottocosto, infatti, i vigneti storici della zona rischiano l’abbandono e la morte. E allora ecco l’idea: la possibilità di adottare un filare di Barbera che, grazie a questo sostegno economico, potrà essere coltivato e vinificato al meglio. Chi aderisce sarà costantemente aggiornato sui progressi della vigna e potrà assistere alla vendemmia. Infine gli saranno consegnate le bottiglie prodotte nella "propria" porzione di vigna, con un’ etichetta speciale e il nome del “papà” adottivo.
A Barolo, inteso come comune, nel castello dei Marchesi Falletti, ultima figura nobile a risiedervi la marchesa Julette Colbert, salita in paradiso nel 1864, a metà settembre è stato inaugurato il WiMu, il Wine Museum. È un museo del vino che, con il pretesto del Barolo, celebra sua maestà il vino nella sua totale importanza. Le 25 sale sono un inno alla grandezza di un prodotto che non è solo una bevanda, di un nettare che accompagna l’uomo da migliaia di anni, che si presenta in tre colori, bianco, rosso e rosato, e più anime. Chi lo ha pensato e plasmato, l’architetto svizzero François Confino, a cui si devono anche il Museo del Cinema e dell’Auto a Torino, ha messo in relazione il vino con la storia e le religioni (Islam escluso), con la cucina perché il bicchiere completa il piatto, ma anche con arte, musica, letteratura perché il vino è amico dell’uomo in ogni frangente della sua giornata.
Un brindisi per difendere il clima. La proposta viene da Wwf, Assoimballaggi e Federlegno che, a fine ottobre, lanceranno una campagna per salvare i 2,2 milioni di foreste da sughero in pericolo nel Mediterraneo. Queste sugherete assorbono, ogni anno, 14 milioni di tonnellate di anidride carbonica. E se si sono conservate così fino a oggi è, in buona parte, perché hanno alimentato l’industria del vino fornendo un elemento considerato per decenni essenziale: il tappo di sughero, un materiale leggero ed elastico che garantisce la perfetta chiusura della bottiglia. La concorrenza dei tappi a corona, di silicone e di vetro, da qualche tempo ha però cominciato a minacciare la sopravvivenza di un ecosistema oggi perfettamente compatibile con il mondo produttivo ma che, un domani, potrebbe scomparire, lasciando il via libera alla speculazione edilizia.
Successo per "Puglia in rosè", serata parigina organizzata dall'Assessorato alle risorse agroalimentari della regione Puglia, in collaborazione con l'Accademia italiana della vite e del vino e l'Assoenologi Puglia-Basilicata-Calabria nella settimana del Salone internazionale dell'alimentazione (Sial 2010) svoltosi a Parigi dal 17 al 21 ottobre. La popolarità e il successo dei vini pugliesi all'estero non hanno lasciato indifferenti gli esperti di enologia e la stampa specializzata francesi, presso i quali il gusto e la tradizione italiana suscitano da sempre un ottimo riscontro.
La tappa americana del Vinitaly world tour sarà di scena dal 25 al 28 ottobre, con due giorni a New York, mercato più importante degli States, e poi a Philadelphia e Washington. Teatro principale dell'evento di VeronaFiere sarà Eataly, il nuovo "quartier generale" del wine & food italiano. Teatro principale dell'evento di VeronaFiere sarà Eataly, il nuovo "quartier generale" del wine & food italiano in Usa progettato da Oscar Farinetti, dove, il 25 ottobre, sarà di scena il "Vinitaly day at Eataly", con oltre 60 cantine italiane.
Quattro giorni di Wine Town per ribadire che Firenze è una delle nove capitali mondiali del vino. Il sindaco ha voluto che la città si riappropriasse del titolo che le spetta per diritto, consuetudine e storia: capitale (anche) del vino assieme ad altre otto città del mondo. Nasce da questo intento culturale, economico, politico Wine Town una kermesse che coinvolge tutti i palazzi storici della città, i suoi bellissimi spazi verdi, le sue più vive emerge culturali. Impossibile declinare tutto il programma. Basti dire che sono in calendario 100 degustazioni, cento spettacoli con altrettanti artisti impegnati, tre grandi cene officiate dai migliori chef italiani, la partnership con otto città del mondo, menù a tema in 30 differenti ristoranti, 40 eventi collaterali (dalle mostre di architettura ai percorsi sensoriali). In tutto questo c’è posto anche per i bambini ai quali è dedicato uno speciale villaggio. Per informazioni info@winetownfirenze.com.
Rispetto allo scorso anno, quella che sta per concludersi è una vendemmia che fa registrare l’incremento del 10% per la Puglia del vino. Un altro risultato importante, che colloca la nostra regione al terzo posto, per produzione quantitativa, dopo il Veneto e l’ Emilia Romagna. Anche per quest’anno la Puglia enologica occupa i primi posti della classifica nazionale. Quali sono i numeri? Le stime riferiscono di 6,5 milioni di ettolitri, con il Veneto (8.585.000 ettolitri) al primo posto e l’Emilia Romagna (6.610.000 ettolitri) al secondo.
Si terrà dal 15 al 17 ottobre nella prestigiosa location di Ca’ Vendramin Calergi il Forum spumanti d’Italia, tra degustazioni e convegni. Molto attesa la serata del 16 con la Premiazione dei vincitori del Concorso enologico nazionale Forum spumanti d’Italia 2010. Nel centro storico di Venezia, il Forum si candida a diventare il più prestigioso momento di sintesi del sistema spumantistico italiano ed offre ai giornalisti un’imperdibile occasione di conoscenza e approfondimento di questo comparto dell’economia italiana che sta riscuotendo sempre maggior successo nel mercato internazionale. Un fenomeno globale che investe anche numerosi aspetti culturali, storici e geografici legati al territorio italiano, e che sarà possibile analizzare proprio incontrando direttamente i produttori e gli esperti del settore presenti.
Il vino italiano è fuori dalla crisi, con l’export a +6,9 per cento nei primi sette mesi dell’anno. Il vino italiano sta uscendo dalla crisi e le esportazioni nei primi sette mesi hanno registrato una crescita del 4 per cento in volume e del 6,9 per cento in valore, conquistando anche i consumatori asiatici, con una crescita di volumi del 74 per cento e del 60 per cento sui mercati dell'Estremo Oriente.
Con decreto del ministero delle Politiche agricole, sono state emanate le disposizioni per l’inserimento nei disciplinari di produzione dell’obbligo di indicazione dell’annata che si riferisce a tutte le tipologie di vini, salvo i vini liquorosi, spumanti e frizzanti. Nel testo dei disciplinari viene inserito, nell’articolo relativo all’etichettatura (generalmente l’articolo 7), il seguente comma: “E’ fatto obbligo di indicare in etichetta l’annata di produzione delle uve”.
Il Comitato nazionale vini ha dato il parere favorevole a ben sette richieste per la Regione Veneto: 3 nuove Docg, una Doc e la modifica dei disciplinari di 3 Doc esistenti. In particolare sono state approvate due nuove Docg per la zona del Piave del Veneto Orientale e una nel Padovano: si tratta della Docg “Piave Malanotte” relativa ad un vino di particolare pregio derivante dal vitigno autoctono Raboso. E’ stata poi approvata la Docg “Lison”, nell’area del portogruarese ai confini orientali del Veneto. Per la provincia di Padova è stata approvata la Docg “Colli Euganei Fiori d’Arancio”, che riguarda la produzione di vini di particolare pregio, nelle tipologie spumante, tranquillo e, passito, derivate tutte dal vitigno “Moscato giallo”, caratteristico della nella fascia collinare dei Colli Euganei.
Una bottiglia di vino "L'Andrea" dell'azienda umbra Monte Vibiano, realizzata in vetro di Murano dal Maestro veneziano Pino Signoretto, è stata battuta per 70.000 euro a un'asta di beneficienza londinese. Si tratta di un prezzo record per una bottiglia di vino italiano. "L'Andrea" è il fiore all'occhiello della Monte Vibiano, azienda in provincia di Perugia, che ha scelto il Mastro vetraio Signoretto, i cui lavori sono esposti nelle più prestigiose gallerie d'arte di tutto il mondo, per il proprio "rosso" più prestigioso. L'offerente si è aggiudicato anche un weekend da 'special guest' al castello di Monte Vibiano, ospite della famiglia di Fasola Bologna. Sono le credenziali d'eccellenza dell’azienda che hanno portato l'associazione di beneficenza inglese "Pratham UK" a scegliere i vini di Monte Vibiano per l'asta, i cui proventi saranno destinati alla promozione della scolarizzazione dei bambini più poveri delle zone urbane e rurali dell'India.
Il 1° settembre 2010 è entrato in vigore un nuovo accordo che disciplina il commercio del vino fra l’Australia e l’Unione europea. Questo nuovo accordo, che sostituirà quello firmato nel 1994, protegge il regime di etichettatura del vino adottato nell’Ue, garantisce la piena protezione delle indicazioni geografiche dell’Ue, anche per i vini destinati all’esportazione in paesi terzi, e include un esplicito impegno da parte dell’Australia a proteggere le espressioni tradizionali dell’Ue. In aggiunta, entro un anno dall’entrata in vigore dell’accordo e dopo un periodo di transizione, l’Australia non utilizzerà più per i propri vini alcune importanti denominazioni dell’Ue, quali “Champagne” e “Porto”.
Incominciano ad arrivare segnali positivi dal mercato americano. Dopo una fine 2009 di continue perdite, marzo regala uno spiraglio di luce alle importazioni dei vini italiani, che riprendono slancio sia sul fronte dei volumi che, cosa più importante, su quello dei valori. Nei 31 giorni del mese, la performance italiana ritorna ad avvicinare i migliori periodi del 2009, superando i 104 milioni di dollari per 207.000 ettolitri, mentre nel trimestre gennaio-marzo riesce a incamerare un incoraggiante +6% sui valori (266 milioni di dollari) e un +1,5% sui volumi (quasi 520.000 ettolitri), per un prezzo medio salito del 4% a 5 dollari al litro. Ad andare meglio sono i vini rossi in bottiglia, cresciuti di quasi il 10% sia a volume che a valore. Un dato in linea con l’andamento delle preferenze del mercato retail americano, che tra 2008 e 2009, secondo i dati Nielsen, ha visto la quota vendite dei rossi passare dal 44 al 47%, a discapito sia dei bianchi (scesi dal 42 al 40%) e dei rosé (da 14 a 13%). E infatti per i nostri bianchi in bottiglia il trimestre, sempre nel contesto dell’import, non è stato troppo brillante: variazione nulla in valori, -2% sui volumi.
Sono solo i vini a denominazione di origine a crescere nella prima vendemmia italiana nata con le regole dettate dall’Ocm in tema di classificazione dei vini secondo il nuovo schema Dop- Igp, varietali e vini da tavola. Nel 2009, a fronte di una produzione nazionale in leggero calo (-2% a 43 milioni di ettolitri), gli ex Vqprd segnano una progressione del 4% a 15 milioni di ettolitri, mentre i vini a indicazione geografica incassano una pesante perdita (pari a -7%, a 12,2 milioni), così come i vini generici, fermi a 15,8 milioni, per un calo del 3%. Si riduce quindi la forchetta tra produzione a marchio di qualità e vino da tavola: nel 2008 questi ultimi erano risultati in forte crescita (+12% a oltre 16 milioni di ettolitri), a fronte di 14 milioni di vini Doc- Docg, solo +1%.
Un inizio 2010 che lascia intravedere bene come sarà il prosieguo dell’anno: ovvero difficile. Nel primo trimestre 2010, il Regno Unito ha assorbito un quantitativo di vino di oltre 2,7 milioni di ettolitri, per un valore di quasi 600 milioni di sterline, numeri in crescita rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso: +12% i volumi, +7,6% i valori. Ma il messaggio, letto sulla colonna dei prezzi medi, è di tutt’altro tenore e fin troppo chiaro: un litro di vino l’anno scorso veniva pagato il 4% in più. Tagliate e verrete premiati, insomma. Lette in questa luce, le performance di crescita dei vari Paesi assumono ben altro colore: l’Australia si conferma leader del mercato, con una performance in forte crescita a volumi (+13%) e valori stabili, ma con un prezzo medio tagliato del 12%. La palma della maggiore svendita va alla Francia, che recupera fortemente a volumi (+41%), a fronte di un taglio dei listini da lacrime e sangue: -23%. Un litro di vino francese l’anno scorso di questi tempi spuntava 6,30 sterline, oggi viaggia attorno a 4,90. Anche l’Italia guadagna (+38% in volume e +9% in valore), ma anche per il nostro Paese il sacrificio sul fronte prezzi da un anno all’altro è stato notevole: -21%, il che porta il nostro vino a 1,66 sterline, sotto la soglia dei 2 pound che riuscivamo a incamerare l’anno scorso.
Tra il 2000 e il 2009 l’Europa a 27 ha perso 3,7 milioni di posti di lavoro, riducendosi di un quarto (-25%). È l’impietoso bilancio tracciato da Eurostat, che ha misurato anche la performance del reddito degli agricoltori nello stesso periodo, rilevandone però un andamento positivo (+5%), anche se nell’ultimo anno, sempre nell’Ue a 27, gli addetti al settore primario hanno visto una riduzione del reddito del 12%. se le riduzioni più vistose si sono avute nei nuovi Paesi membri (con il picco dell’Estonia, -55%, della Bulgaria, -48%, e della romania, -41%), l’italia ha visto comunque un forte calo (-16%, per 1,2 milioni di addetti), inferiore comunque a spagna (-18%) e francia (-17%). Per quanto riguarda i redditi, l’italia segna il meno sia sul decennio (-36%), sia sull’ultimo anno (-21%). in controtendenza rispetto al panorama europeo la Polonia (+107% in dieci anni), Paese primo in graduatoria come numero di addetti in agricoltura (oltre 2,2 milioni).
Un’ulteriore proroga di un anno per l’obbligo di indicazione degli allergeni in etichetta. È quanto ha chiesto il Comité vins in una lettera del suo presidente, Lamberto Vallarino Gancia, indirizzata ai commissari europei alla Salute, John Dalli, e all’Agricoltura, Dacian Ciolos. Un anno in più, dal 31 dicembre 2010 al 2011, per consentire all’Oiv di presentare alla Commissione europea il dossier con gli incoraggianti risultati emersi dalle sperimentazioni effettuate nel 2009 da alcuni Stati membri, compresa l’Italia sui residui dei derivati da caseina. Sperimentazioni che hanno dimostrato come con corrette pratiche di cantina la presenza di residui venga praticamente azzerata. Nell’anno di proroga l’Autorità per la sicurezza alimentare europea avrà tutto il tempo di valutare le conclusioni degli studi e, in caso di esito positivo, suggerire alla Commissione l’adozione dell’esenzione permanente.
Nel primo trimestre dell’anno in corso, si registra un robusto incremento dell’import a valore di vini in Usa (+8% a 915 milioni di dollari), a fronte di un leggero calo del volume (-2% per 2,1 milioni di ettolitri), per un prezzo medio in decisa crescita (+11% a 4 dollari al litro). In stand-by le cantine australiane, che archiviano i primi tre mesi dell’anno con volumi in forte calo (-17%) ma a fronte di un fatturato stabile, segno che il dollaro debole australiano ha consentito agli di piazzare vini di prezzo maggiore (+19% infatti il valore al litro di un litro di vino australiano importato). Effetto monetario apprezzabile anche per gli argentini, che grazie all’andamento al ribasso del peso sono riusciti a incrementare la loro performance a valori (+17%), a fronte di volumi in netto calo (-15%), per un prezzo medio schizzato in su del 37% a poco meno di 3 dollari al litro. Continuano invece ad andar male le cose per la Francia, inchiodata a valori ma con performance a volumi in netto arretramento (-8%), mentre la Spagna segna la progressione più decisa tra i grandi Paesi produttori del Vecchio continente, attorno al 30% di aumento.
Secondo Wine Enthusiast sono quindici i vini italiani che rappresentano delle “icone” che ogni amante del buon vino dovrebbe provare e conoscere. Cinque in particolare sarebbero veri e propri “ambasciatori” del vino italiano: Mionetto Prosecco, Santa Margherita Pinot grigio, Bolla Soave, Riunite Lambrusco e Chianti Ruffino. Gli altri vini sono: Gaja Barbaresco, Pio Cesare Barolo, Bertani Amarone della Valpolicella Classico, Barone Ricasoli Castello di Brolio Chanti Classico, Marchesi Antinori Tignanello, Biondi-Santi Brunello di Montalcino, Tenuta San Guido Sassicaia, Ornellaia, Mastroberardino Radici Riserva Taurasi e Planeta Santa Sicilia.
Un inizio d’anno incoraggiante per le cantine italiane. A gennaio l’export segna il più sia sul fronte volumi sia – quel che più conta – su quello dei valori, interrompendo quella tendenza alla svendita che aveva contraddistinto l’intero 2009. Nei primi 31 giorni del 2010, sono stati spediti nel mondo 1,2 milioni di ettolitri di vino, per un incasso di poco meno di 200 milioni di euro, con un segno positivo di oltre il 7%. Prezzo medio praticamente invariato rispetto al gennaio 2009, pari a 1,77 euro al litro. Le buone notizie coinvolgono sia il segmento bottiglia, che inaugura l’anno con un incoraggiante +12% a volume e un +11% a valore, sia quello degli spumanti, cresciuti del 23%in volume e del 7,6% a valore. In sofferenza il mercato dello sfuso, che cede il 20% sul fronte valore, con un prezzo medio in forte ribasso (-18% a 44 centesimi al litro). Venendo ai Paesi, continua il trend positivo della Germania, mentre incoraggianti notizie arrivano dai mercati di lingua inglese, che nell’ultimo anno avevano patito più di altri la crisi internazionale: Regno Unito +24%, Usa +16% sui volumi, entrambi confermati da segni positivi anche sui valori.
Ha aperto a Qingdao City il più grande museo della Cina dedicato al vino. In meno di due settimane ha già attirato più di 5.000 visitatori. Nei suoi oltre 8.000 metri quadrati, il museo illustra i processi di impianto dei vigneti, la storia del vino e di famose cantine internazionali. I visitatori possono degustare gratuitamente vini provenienti da 17 Paesi.
Un evidente cambiamento negli stili di consumo è il dato che emerge con maggior forza dalla consueta analisi dell’Istat dedicata al consumo di alcol in Italia. Il report 2009 indica infatti un progressivo incremento - documentato anche dal trend di lungo periodo - del consumo di alcolici al di fuori dei pasti e con frequenza prevalentemente occasionale. Un modello meno “italiano”, e più vicino a quello nord europeo. Che sembra in prevalenza riflettere gli orientamenti dei più giovani, sganciati dagli schemi di consumo abituali. Qualche elemento di tradizione, comunque, resta nel tracciato statistico più recente. In relazione ai diversi tipi di bevande (tra quelle alcoliche), la fotografia scattata dall’Istat ribadisce infatti, come già evidenziato, la preferenza accordata al vino, anche se si assiste a una riduzione dei consumatori di solo vino e birra e a un aumento dei soggetti che includono nella gamma anche aperitivi, amari e superalcolici.
Sono state 219 milioni le bottiglie di Cava vendute nel 2009, di cui 88 milioni sul mercato spagnolo (-1% rispetto al 2008) e 131 sui mercati d’esportazione (-5,5%). Il calo estero - comunque inferiore a quello dello Champagne - è dovuto principalmente alle performance negative su mercati chiave come la Germania (-32%) e il Giappone (-24%), in parte compensate da altri mercati come il Regno Unito (+8% a 32 milioni di bottiglie), Belgio (+58% a 15 milioni di bottiglie) e Stati Uniti (+2% a 14 milioni). Interessante anche l’incremento sul mercato francese: +40% a oltre 3 milioni di bottiglie.
Secondo il Centro Informazioni Champagne, i segnali di ripresa per le bollicine d’Oltralpe ci sono. Infatti, anche se l’Unione Europea, ha perso il 17,4%, l’Italia si riconferma il terzo mercato a valore dopo Stati Uniti e Regno Unito e il quinto a volumi, con 6,8 milioni di bottiglie. Inoltre, nel corso dell’ultimo bimestre del 2009, le spedizioni sono aumentate del 5,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le stime produttive per la prossima vendemmia sembrerebbero indicare una crescita rispetto allo scorso anno, con un aumento comunque contenuto entro i limiti del 5%. Se così fosse, in volume assoluto, la campagna 2010 potrebbe tornare sui livelli del 2008 e superare quota 46 milioni di ettolitri. Secondo i dati Istat nel 2009 la produzione vinicola si era invece fermata a 45,4 milioni di ettolitri. Attesa, in media, una qualità buona. È quanto emerge da una prima ricognizione sullo stato dei vigneti della Penisola, svolta da Ismea e Unione Italiana Vini, nella prima settimana di luglio.
Come ampiamente prevedibile, visto l’andamento registrato nel corso dell’anno, l’export italiano chiude il 2009 con un aumento significativo dei volumi (+6% a 19,5 milioni di ettolitri) ma con un passivo sulla colonna del fatturato, sceso del 6% a 3,4 miliardi di euro, dovuto a un abbattimento del prezzo medio di vendita dell’11%, a 1,77 euro al litro. I segni negativi sui valori coinvolgono tutte e tre le macrotipologie dei vini italiani: spumanti -18% (377 milioni di euro), imbottigliato -4% (2,7 miliardi) e sfuso -6% (312 milioni), ma a soffrire di più sono stati sicuramente i primi due, saliti a volume rispettivamente di solo il 2% e il 3%, mentre lo sfuso è riuscito a portare a casa un +14%, grazie a performance di tutto rilievo sul mercato russo, cresciuto nell’ordine delle tre cifre (+364% a 405.000 ettolitri). Insomma, un anno interlocutorio, che ha subito il peso della crisi a livello internazionale, riflessa nelle performance deludenti di mercati chiave come Regno Unito (-10% a valori), Usa (-7%), Canada (-5%), mentre stabile si è dimostrata la Germania (-0,2% a valori, +8% a volumi), ma grazie a una sforbiciata ai listini dell’8%. In salute il mercato svizzero (+14% a volumi, +1% a valore).
Nella battaglia per il riconoscimento del Tocaj quale Doc nazionale, l'Ungheria si trova davanti adesso la Slovacchia che nel 2009 aveva allargato la propria superficie di coltivazione, infrangendo un precedente accordo con cui le veniva riconosciuto il 10% della produzione complessiva di Tocaj. Entro la fine di quest’anno la Ue dovrà pronunciarsi sull’utilizzo esclusivo della denominazione, e non si esclude che vengano create due regioni vinicole differenti.
Con 59 milioni di litri esportati nel 2009 (+8%) e vendite a valore che superano i 205 milioni di euro (+2%), l’Italia è diventato primo Paese esportatore a volume sul mercato canadese. A perdere quote è stata soprattutto la Francia, che l’anno scorso ha fatto registrare una riduzione di vendite a volume e a valore rispettivamente pari al 2% e all’8%. Un 2009 difficile anche per l’Australia che, pur rimanendo terzo Paese importatore in Canada, ha aumentato del 3% il volume esportato, ma ha perso il 13% delle vendite a valore. A trainare i consumi di vino italiano è stato soprattutto il vino rosso strutturato, particolarmente apprezzato dai “baby boomers”, 40-50enni con un’elevata propensione all’acquisto di prodotti di qualità evocativi dello stile di vita italiano.
Francia, Spagna e Italia sono nell’ordine i Paesi vincitori della XVII edizione del Concours mondial de Bruxelles che si è svolto a Palermo. Al primo posto si sono piazzati i cugini d’Oltralpe con 606 riconoscimenti (401 medaglie d’Argento, 191 d’Oro e 14 Gran medaglie d’oro) su 2.277 campioni inviati. Al secondo la Spagna con 378 su 1.394 e infine l’Italia con 228 medaglie su 949 vini, che si è aggiudica il terzo. Tra i risultati più interessanti le prestazioni del Portogallo – quarto posto - con 177 medaglie e del Cile, quinto, con 158 medaglie. All’interno poi della classifica italiana, la Sicilia con 77 medaglie conquistate è in testa alla classifica delle regioni, seguita dal Veneto con 41 riconoscimenti e poi dalla Toscana con 28.
Nei giorni scorsi il ministro Galan ha uffi cialmente trasmesso all’Unesco la richiesta di inserire le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella lista propositiva dei siti patrimonio mondiale dell’umanità. “Ritengo di buon auspicio che uno dei primi atti da me compiuti in qualità di ministro sia fi nalizzato a valorizzare uno dei paesaggi rurali più signifi cativi d’Europa” ha commentato Galan.
Dopo Verona, anche la Provincia di Catania sposa il progetto di Unione Italiana Vini, elaborato nel quadro del programma europeo Wine in Moderation, che si pone l’obiettivo di promuovere stili di vita positivi, favorendo la cultura del consumo consapevole. A ospitare i corsi di analisi sensoriale finalizzati a educare i giovani a un consumo sano ed equilibrato del cibo e delle bevande alcoliche saranno gli istituti agrari Mazzei di Giarre, Eredia di Catania e Ipa di Paternò, e gli istituti alberghieri Enrico Medi di Randazzo e Giovanni Falcone di Giarre. Il progetto pilota si basa su un programma educativo ideato da Uiv in grado di stimolare la consapevolezza e la competenza dei ragazzi. I corsi permetteranno di acquisire crediti formativi, e il progetto proseguirà anche al di fuori delle mura scolastiche, grazie a un accordo con alcuni locali alla moda, che ospiteranno serate a tema e premieranno i ragazzi che avranno frequentato con profitto i corsi.
Fumata nera a Bruxelles sulla nuova disciplina dei vini biologici. La Commissione ha deciso di rinviare la riunione del Comitato scientifico per l’approvazione del progetto di regolamento dopo aver preso atto della contrarietà degli Stati membri ad alcuni – cruciali – aspetti riguardanti le pratiche enologiche, anidride solforosa in primis. La Commissione propone un limite di solfiti di 150 mg / l per i vini bianchi e di 100 per i rossi, mentre chiedono rispettivamente 180 e 130 mg Germania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Svezia e UK. Francia, Italia e Spagna chiedono invece un limite di 120 mg per i vini rossi. “Il rinvio dimostra che in Europa non c’è ancora unanimità di vedute sui parametri qualitativi del vino bio – ha commentato il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan -. I Paesi del Centro-Nord non l’hanno ancora avuta vinta e la proroga ci permette di sostenere le tesi italiane, che puntano su un vino con caratteristiche ben distinte dal prodotto convenzionale. L’Italia chiede in particolare un contenuto inferiore di solfiti per non ingannare i consumatori”.
Complessivamente, secondo i dati dell’Ice diffusi al ProWein, anche nel 2009 il mercato dei vini in Germania si è caratterizzato per una certa stabilità e un forte orientamento verso la qualità dei prodotti. Le vendite, in quantità, sono diminuite solo dell’1,5% rispetto al 2008. La leadership rimane ai vini tedeschi che, pur perdendo qualcosa rispetto al 2008, detengono una quota di mercato del 54% in volume e del 48% in valore. Seguono Italia e Francia, quasi pari merito, con quote sia a valore che a volume intorno al 13%. Dopo Italia e Francia, i vini maggiormente venduti in Germania sono quelli spagnoli (con una quota del 6,1% in volume e del 5,8% in valore) e del Nuovo mondo, con il 5,2% in volume e il 4,6% a valore.
È stata presentata al Parlamento europeo e alla stampa la Efow, European federation of origin wines, associazione senza scopo di lucro con sede a Bruxelles, nata per rappresentare, tutelare e promuovere i vini con denominazione di origine o indicazione geografica nella Comunità Europea e nel mondo. I membri sono: Francia (Cnaoc), Italia (Federdoc), Spagna (Cecrv), Portogallo (Ivdp) e Ungheria (Hnt). Alla presidenza è stato eletto Riccardo Ricci Curbastro, già presidente Federdoc.
Nonostante la crisi (20 milioni di hl di giacenze), il numero di produttori di vino australiano continua a crescere: nel 2010 sono arrivati a quota 2.420, 100 in più rispetto all’anno precedente. Il tasso di crescita dell’ultimo decennio è stato di fatto equivalente a quello degli anni Novanta, quando nulla sembrava ostacolare lo sviluppo dell’industria australiana. Quasi tre quarti dei nuovi arrivati (72,6%) sono piccoli operatori, che trattano meno di 100 tonnellate all’anno.
Il segmento dei vini frizzanti è caratterizzato da una gamma d’offerta molto concentrata: le prime 4 tipologie di rossi frizzanti rappresentano infatti il 91% del comparto di riferimento a valore, mentre le prime 4 tipologie di bianchi/rosati arrivano a coprire il 41%, sempre a valore. Decisamente più dinamico è il comparto dei bianchi frizzanti, che nel 2009 ha visto il Prosecco e lo Chardonnay crescere rispettivamente quasi del 16% e dell’11%, sia a valore che a volume. Una situazione più stazionaria si riscontra invece nel comparto dei rossi, dove salta all’occhio un’importante perdita di quote del Barbera frizzante, che ha fatto registrare un -11% a volume e un –7% a valore. Unica tipologia di rossi frizzanti ad essersi lasciata alle spalle un 2009 soddisfacente è invece il Gutturnio, che ha aumentato di un 6,5% e di un 2,2% rispettivamente le sue vendite a valore e a volume.
La crisi economica mondiale ha avuto il suo riflesso concreto e tangibile sul settore vino. Riassunto in un dato, quello dei consumi, che a livello globale nel 2009 si sono ridotti del 3%, a 237 milioni di ettolitri. Con una produzione rimasta pressoché stabile, a 266 milioni di ettolitri (-0,5%), è così andata ampliandosi la forchetta che misura lo scarto tra ciò che viene immesso sul mercato e ciò che viene assorbito, arrivata a 29,4 milioni di ettolitri, in aumento del 22% rispetto al 2008. La forbice negli ultimi tre anni è andata progressivamente allargandosi: era a 24 milioni nel 2008 e 19 nel 2007. E’ questo il dato più significativo che si può estrapolare dalla consueta “Nota di congiuntura” pubblicata dall’Oiv, nella quale viene data una fotografia dello stato dell’arte del settore nell’anno appena concluso. Sul fronte consumi, i cali sono da ascriversi sia ai Paesi Ue 15 (-5,8 milioni di hl), sia a quelli extra Ue 15 monitorati (-1 milione di hl), con punte molto forti in Italia (-1,6 milioni), Spagna (-1,5), Francia e UK (poco meno di 1 milione di hl). Fotografati in discesa anche i consumi americani (-700.000 hl circa).
Si chiude, almeno per il mercato americano, la saga Brunello di Montalcino. Con circolare a firma dell’amministratore John Manfreda, il Tax and trade bureau (Ttb) ha rimosso il vincolo della certificazione obbligatoria da parte delle autorità italiane di tutte le partite del vino toscano destinate alla vendita negli Usa. Nella circolare, motivata dal fatto che tutto il vino coinvolto è stato o declassato o sequestrato, il Ttb segnala che rimarrà comunque in contatto con le autorità italiane impegnate a monitorare e assicurare la correttezza delle spedizioni di Brunello da parte delle sette cantine coinvolte nella vicenda (di cui a oggi cinque hanno risolto le loro pendenze con la giustizia). La palla ora passa al ministero italiano, che con apposito decreto dovrà sospendere la validità del dispositivo con cui erano state prorogate fino a giugno di quest’anno le richieste di certificazione da parte dell’Icqrf
Secondo una recente ricerca Vinexpo, saranno le donne le future protagoniste dei consumi di vino in Cina. Dallo studio - indagine sulle abitudini di consumo di 2.810 donne in Cina, Giappone, Hong Kong e Corea del Sud - è emerso ad esempio che il 50% delle donne cinesi intervistate acquista vino in maniera autonoma a differenza di quelle degli altri Paesi asiatici, che sono invece più sensibili a essere influenzate da terzi. Inoltre, il 38% consuma vino perché ritiene che abbia effetti positivi.
“Quello di oggi è un giusto riconoscimento al valore e all’eccellenza di vini che hanno segnato la storia enologica di regioni fondamentali per la nostra produzione, come Lazio, Abruzzo e Piemonte”. Con queste parole il ministro Galan ha accolto il parere favorevole di due nuovi disciplinari, Igt Anagni e Doc Abruzzo, da parte del Comitato Nazionale Vini. Dopo ampia discussione è stata inoltre approvata l’importante modifi ca della Doc Piemonte e di altre Doc della regione: Colline Salluzzesi e Carema e le Docg Barbera d’Asti e Gavi o Cortese di Gavi.
È considerato il “principe” degli enologi italiani, ha inventato vini celebri e i suoi consigli possono fare la fortuna di un’azienda. Si tratta di Giacomo Tachis, piemontese da tempo trapiantato in Toscana, che dopo una lunghissima carriera ha deciso di ritirarsi a vita privata. “Lascio – spiega Tachis - perché ho 77 anni, ho avuto grandi soddisfazioni e ora voglio dedicarmi interamente alla famiglia, ai miei nipoti e ai miei libri”.
Giancarlo Galan è il nuovo ministro dell’Agricoltura, lo ha nominato il presidente del Consiglio Berlusconi. Galan succede a Luca Zaia, che a sua volta ne prenderà il posto a presidente della Regione Veneto. Galan nasce nel 1956 a Padova, città in cui vive attualmente. Laureato in Giurisprudenza, dopo un Master in Business Administration alla Bocconi di Milano, entra giovanissimo in Publitalia e diventa direttore centrale. Nel 1993 viene invitato da Silvio Berlusconi a formare assieme la squadra di Forza Italia. Organizza le elezioni politiche del 1994, studia i programmi, cura i rapporti con gli altri movimenti di area liberale, riformatrice e moderata. Eletto in Parlamento, nel 1995 entra nel Consiglio regionale del Veneto, in seguito è scelto come Presidente della Giunta. Nel 2000, sono i cittadini a sceglierlo direttamente come Presidente del Veneto.
Con 6,56 milioni di litri di vino venduti lo scorso anno l’Italia ha battuto la Francia (6,23 milioni) e si è collocata al secondo posto, dopo la Nuova Zelanda (42,55 milioni di litri, in gran parte Sauvignon Blanc), nella classifica dei fornitori dell’Australia. È ormai un dato di fatto la preferenza per i vini made in Italy, che superano in quantità l’import dalla Francia, con la sola eccezione dell’ultimo trimestre dell’anno, quando la richiesta di Champagne fa più che raddoppiare le vendite.
Un inizio d’anno incoraggiante per le nostre cantine. A gennaio l’export segna il più sia sul fronte volumi sia – quel che più conta – su quello dei valori, interrompendo quella tendenza alla svendita che aveva contraddistinto l’intero 2009. Nei primi 31 giorni del 2010, sono stati spediti nel mondo 1,2 milioni di ettolitri di vino, per un incasso di poco meno di 200 milioni di euro, con un segno positivo di oltre il 7%. Prezzo medio praticamente invariato rispetto al gennaio 2009, pari a 1,77 euro al litro. Le buone notizie coinvolgono sia il segmento bottiglia, che inaugura l’anno con un incoraggiante +12% a volume e un +11% a valore, sia quello degli spumanti, cresciuti del 23%in volume e del 7,6% a valore. In sofferenza il mercato dello sfuso, che cede il 20% sul fronte valore, con un prezzo medio in forte ribasso (-18% a 44 centesimi al litro).
Nel 2009 le vendite di vino al Monopolio svedese sono cresciute del 9%, a 176 milioni di litri. Si conferma primo il Sudafrica, con 35,6 milioni (+33%) e una quota del 20% sul totale vendite. Seconda l’Italia, con 28,5 milioni di litri (+8%) e una quota del 16%. Terza l’Australia, 25,6 milioni di litri (+2%) e una quota del 15%. Seguono Spagna, Francia, Cile e Germania.
www.romanian-winegrowers.com. È questo l’indirizzo del sito lanciato dall’omonima associazione di viticoltori e destinato specificatamente al mercato Uk. Obiettivo: creare un canale diretto di comunicazione e informazione sull’industria del vino romena e i suoi prodotti. “Crediamo - ha detto Paul Evans, direttore di Rumpus, la società che ha seguito la strategia di comunicazione - che la domanda di informazioni sui vini romeni aumenterà infatti notevolmente nei prossimi dieci anni”.
Le prime previsioni della New Zealand Winegrovers Association sulla vendemmia 2010 stimano una raccolta leggermente inferiore al 2009, a dispetto dell’incremento delle superfici produttive, aumentate di circa 2.000 ettari. La produzione si assesterebbe tra le 265 e le 285.000 tonnellate. Questa pausa nella crescita dei volumi è rassicurante per gli operatori del settore, i quali temevano che un raccolto abbondante avrebbe influito sui prezzi.
Il ministero dell’Agricoltura portoghese ha annunciato un forte incremento della spesa a favore della promozione dei vini portoghesi nei prossimi 4 anni. Verranno infatti stanziati 50 milioni di euro, contro i 15 che erano stati destinati nel quadriennio precedente. L’investimento è stato annunciato in occasione del lancio del nuovo marchio ombrello per i vini portoghesi, “Wines of Portugal: a world of difference”.
Buone notizie anche per l’annata 2005 del Brunello di Montalcino, valutata con 4 stelle. “È stata una vendemmia di buon livello – ha spiegato il presidente del Consorzio Patrizio Cencioni inaugurando Benvenuto Brunello – nonostante le quantità di uve raccolte e vinificate abbiano registrato una contrazione del 15% rispetto al 2004”. Tra i dati da segnalare quello delle fascette, che dal 1° gennaio al 31 dicembre 2009 sono arrivate a 7 milioni 180 mila per il Brunello di Montalcino, contro le 6 milioni 850 mila dello stesso periodo del 2008, con un aumento del 5%.
L’export italiano chiude il 2009 con un aumento significativo dei volumi (+6% a 19,5 milioni di ettolitri) ma con un passivo sulla colonna del fatturato, sceso del 6% a 3,4 miliardi di euro, dovuto a un abbattimento del prezzo medio di vendita dell’11%, a 1,77 euro al litro. I segni negativi sui valori coinvolgono tutte e tre le macrotipologie dei vini: spumanti -18% (377 milioni di euro), imbottigliato -4% (2,7 miliardi) e sfuso -6% (312 milioni). Insomma, un anno interlocutorio, che ha subito il peso della crisi a livello internazionale, riflessa nelle performance deludenti di mercati chiave come Regno Unito (-10% a valori), Usa (-7%), Canada (-5%), mentre stabile si è dimostrata la Germania (-0,2% a valori, +8% a volumi).
Secondo dati Oemv l’export vinicolo spagnolo 2009 ha segnato cali sia a valore che a volume, rispettivamente -13,5% per 1,718 miliardi di euro e -9,7% per 15,1 milioni di ettolitri. I più colpiti gli spumanti (-30% a valore). In generale il prezzo medio ha evidenziato una riduzione del 4,2%, attestandosi a 1,14 euro/litro.
“Otto milioni di bottiglie di Vino Nobile e 3 di Rosso, più o meno la stessa quantità dell’anno scorso però con una perdita di valore consistente anche perché c’è stato un sensibile transito dalle bottiglie dei produttori a quelle degli imbottigliatori”. Questa la situazione secondo Federico Carletti, presidente del Consorzio, che ha proseguito presentando l’annata 2009 che si è aggiudicata 4 stelle. “Una grande annata che dà valore aggiunto al nostro vino nei mercati internazionali. In questi anni poi siamo riusciti ad abbinare all’eccellenza del prodotto la cultura, la tradizione, la qualità della vita della nostra città”.
Le esportazioni 2009 di vini austriaci sono state decisamente più positive di quello che ci si aspettava, nonostante la diminuzione del prezzo per bottiglia: +16% in volume (70 milioni di litri) e +5,3% (119 milioni di euro) in valore, rispetto al 2008. Il ritmo di sviluppo è stato determinato da alcuni mercati chiave, come Germania (volume +15%, valore +9%) e Svizzera, compreso il Liechtenstein (volume +27%, valore +6%), ma anche da altri in crescita come Paesi Bassi, Svezia e Giappone
Il Comité Champagne ha lanciato un nuovo standard di bottiglia, che passando da 900 a 835 grammi di peso, contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 di 8.000 t, equivalenti alle emissioni di 4.000 automobili per un anno. La bottiglia è stata progettata per resistere alla pressione di 6 atmosfere e per sopportare ogni stadio della produzione e del trasporto. Il provvedimento rientra nella più ampia campagna per ridurre le emissioni della filiera del 25% entro il 2020.
Il bilancio del 2009 si chiude per il Chianti Classico con una contrazione nelle vendite del 15%. Ora però i mercati si sono assestati e il fenomeno della ricostituzione delle scorte ha interessato in misura rilevante tutte le maggiori piazze internazionali. Un trend che fa ben sperare per il 2010 e che indica, se pure con segnali in qualche caso ancora contraddittori, che il peggio potrebbe davvero essere passato.
Il Partito conservatore in Gran Bretagna si è impegnato, nel suo Libro verde sulla salute pubblica, a dismettere il sistema delle unità alcoliche. Le unità, secondo i Tories, dovrebbero essere sostituite con etichette che indichino il volume di alcol e il contenuto calorico di ogni bevanda.
Una nuova Doc Venezia, che ricomprenda l’intero territorio delle province di Venezia e Treviso; una modifica delle attuali Doc Piave e Lison Pramaggiore in modo da caratterizzare ancora di più il legame tra vitigno e territorio; la Docg per il Malanotte e il Lison. Queste le richieste che la Regione Veneto, in accordo e in rappresentanza dell’intera filiera, presenterà al Mipaaf. Lo ha deciso la Giunta veneta, su iniziativa del vicepresidente Franco Manzato.
Il Consorzio vino Chianti Classico si prepara a sguinzagliare i suoi 007: nei supermercati e nelle enoteche si aggireranno presto speciali sentinelle, investite della missione di controllare sugli scaffali la conformità al disciplinare delle bottiglie del celebre vino. La nuova figura dell’agente vigilatore è prevista nell’articolo 17 della proposta di revisione della legge sulle denominazioni di origine.
Si sono concluse con risultati contrastanti le importazioni vinicole americane che per il 2009 hanno visto un incremento del 13% in quantità e una diminuzione dell’11% in valore. Dati che, secondo Lucio Caputo, presidente dell’Italian Wine & Food Institute, confermano un trend ormai consolidato che vede espandersi negli Usa il consumo dei vini di importazione ma al contempo privilegia i vini con i prezzi più competitivi.
A celebrare il Brunello di Montalcino, quest’anno, ci ha pensato il Giappone. Sono stati infatti gli autori di “The Drops of God”’, popolare manga che parla di vino, a realizzare la tradizionale piastrella celebrativa di “Benvenuto Brunello”, che riporta la valutazione dell’annata. Per la cronaca, il 2009 ne ha conquistate 4.
Nell’ottica di una produzione ecologicamente più responsabile, il Sud Africa si propone di adottare bottiglie in vetro più leggero. Rispetto ai tradizionali contenitori da 500 grammi, a partire da aprile - quindi per imbottigliare la produzione 2010 - saranno disponibili bottiglie da 0,75 l, predisposte per l’utilizzo con tappo a vite, del peso di 350 grammi. Anche per quanto riguarda le bottiglie con tappi in sughero il peso è stato ridotto da 570 a 460 grammi.
È stato scoperto in Israele, vicino a Gerusalemme, un antico torchio per il vino, risalente all’epoca bizantina. Le eccezionali dimensioni del torchio sembrano avvalorare l’ipotesi che la quantità di vino prodotta non fosse solo per un consumo locale, ma destinata anche a essere esportata in Egitto o in Europa, secondo quanto dichiarato dal direttore degli scavi Uzi Ad.
“Vite e vino, patrimonio mondiale dell’umanità - Tradizione e innovazione”, questo il tema che farà da fil rouge alle relazioni di viticoltura, enologia, metodi di analisi, sicurezza e salute del consumatore, economia e diritto dei prodotti vitivinicoli al 33° Congresso mondiale dell’Oiv, in programma a Tbilisi (Georgia) dal 20 al 27 giugno prossimi. In concomitanza si terrà anche l’8ª Assemblea generale Oiv. Info: www.oiv2010.ge
È previsto per fi ne marzo-inizio aprile prossimi l’arrivo della proposta della Commissione europea per regolamentare la produzione di vino biologico in Europa. I contrasti maggiori - che dovranno essere necessariamente appianati entro tale data - sembrano vertere principalmente sul livello accettabile di solfi ti nel vino.
Secondo dati Oemv, le importazioni di vino giapponesi sono aumentate, lo scorso anno, del 4,5% in volume, a fronte tuttavia di un calo a valore del 16,7%. Il prezzo medio del vino importato è infatti sceso del 20,3% a 4,10 euro rispetto ai 5,15 del 2008. La Francia rimane il primo Paese fornitore, benché abbia subito cali sia a volume che a valore. L’Italia, a fronte di un -6,1% a valore, ha messo a segno un +3,2% a volume. Cile invece protagonista: +26% in valore e +23% in volume.
Negli Stati Uniti il Civc ha lanciato una campagna per “smascherare” le produzioni americane di spumante che utilizzano il nome “Champagne” in etichetta. Head line della campagna “Unmask the truth… no more coverups” e come immagine una maschera dai bordi dorati sopra la bottiglia.
La European spirits organisation Ceps e il Forum europeo per il consumo responsabile Efrd hanno realizzato un sito - www.drinksinitiatives.eu - con lo scopo di contribuire alla riduzione dei rischi alcol-correlati. Il sito offre informazioni sulle iniziative nei diversi Paesi, suddivise in 5 aree tematiche: Consumo e minori, Alcol e guida, Informazioni al consumatore, Informazioni ai responsabili vendita, Sul posto di lavoro.
Nonostante le scosse di assestamento del terremoto continuino a far tremare il Paese, si è provato a tracciare un primo bilancio dei danni subiti dall’industria del vino cilena. Secondo quanto dichiarato da René Merino, presidente di Wines of Chile, si stima una perdita di 125 milioni di litri, per un valore di circa 250 milioni di dollari. Numeri che, sebbene alti, rappresentano tuttavia – ha rassicurato Merino - solo il 12% del frutto della campagna 2009.
L’Icqrf di Conegliano ha sequestrato 14.400 bottiglie di “Rosecco – vino spumante Brut - Rosé”, prodotto e imbottigliato da una ditta del Trevigiano e destinato al mercato Uk. “Un tentativo maldestro - ha commentato il ministro Luca Zaia - di infangare i nostri marchi all’estero. Nell’etichetta era riportato con caratteri molto evidenti il termine Rosecco, che richiama in modo palese la denominazione d’origine Prosecco”.
La Corvina, vitigno basilare per produrre l’Amarone, è la prima varietà locale di vite di cui è stato sequenziato il Dna. L’importante traguardo, che fa balzare l’Italia ai vertici mondiali dell’indagine scientifica in ambito vitivinicolo, è stato annunciato all’Accademia di agricoltura, scienze e lettere di Verona. La ricerca, condotta da Massimo Delledonne e Mario Pezzotti, del Centro di genomica funzionale dell’Università di Verona, è stata realizzata grazie al sostegno della Fondazione Cariverona e di Orvit, società per la valorizzazione dei vini veronesi costituta da cinque aziende vitivinicole: Bolla, Gruppo Italiano Vini, Masi, Pasqua e Sartori.
Il Parlamento Ue ha approvato i 26 candidati alla Commissione europea, dando il via alla nuova squadra del presidente Barroso. La Commissione è composta da 27 membri, uno per ciascun Paese dell’Ue. Quattordici, compreso il presidente, facevano già parte dell’esecutivo precedente. L’attuale squadra resterà in carica per cinque anni.
Il Tobacco tax and trade bureau americano ha riconosciuto il Prosecco com e denominazione geografica, invece che come varietà d’uva. Il riconoscimento prevede che sulle etichette destinate al mercato Usa devono apparire le indicazioni Prosecco Doc e Sparkling Wine, eccetto i vini non spumanti.
I volumi di vino venduti presso la grande distribuzione nel primo semestre 2009 – secondo un’analisi Coop – danno segnali di un generale miglioramento rispetto alla seconda metà del 2008, quando la flessione aveva approssimato il 4% anno su anno. La minore caduta, testimoniata da un -0,5% è legata soprattutto all’andamento delle vendite di vino rosso Doc-Docg, che ha superato una fase di flessione e si è portato in territorio positivo. Restano invece negativi i dati sulle quantità di vino bianco a denominazione di origine transitate nei carrelli delle famiglie. Con i consumatori italiani che stanno tra l’altro mostrando in questi mesi una crescente disaffezione anche nei confronti del vino comune in brik.
Nel corso del prossimo Simei troveranno spazio due convegni realizzati da Unione Italiana Vini in collaborazione con Assovetro e Federlegno. Il vetro e i tappi in sughero saranno protagonisti degli incontri sia dal punto di vista della qualità e dell’ecosostenibilità del prodotto che dell’utilizzo nei diversi mercati, nazionale e internazionale. In particolare verranno presentati gli accordi di capitolato, relativi alle bottiglie e ai tappi in sughero, a dimostrazione di come la filiera produttiva - produttori e fornitori - siano sempre più disponibili a reciproci impegni per garantire appunto la qualità del prodotto e la sicurezza di chi lo acquista. Tra gli argomenti trattati, naturalmente il riciclo, i controlli, la formazione e alcune case history. Per informazioni: www.simei.it e www.enovitis.it
Sono 22 milioni gli italiani che consumano vino almeno una volta alla settimana e di questi il 94% beve vini rossi e il 59% anche bianchi. L’89% conosce almeno un nome di vino rosso e il più citato è il Barbera, mentre è lo Chardonnay a prevalere tra i bianchi. È quanto emerge da una ricerca condotta da Eurisko su un campione di consumatori di vino (1.600 intervistati) e di spumante (800). L’indagine sottolinea inoltre come le regioni vitivinicole più note agli italiani siano il Piemonte (46%) e la Toscana (45%), seguite dalla Sicilia e dal Veneto. Per i bianchi domina il Veneto (33%), seguito da Piemonte, Trentino e Friuli. Per gli spumanti la ricerca mette in luce che tra i consumatori italiani i più conosciuti sono l’Asti (31%) e il Moscato (11%); tra i vini bianchi secchi prevalgono il Prosecco (12%), il Pinot Chardonnay (8%) e il Cartizze (3%).
Simei, viticoltura ed enologia sostenibili Nel corso del prossimo Simei troverà spazio un convegno su “Viticoltura ed enologia sostenibili: indirizzi, tecnologie e prospettive”, organizzato da Unione Italiana Vini e realizzato con la consulenza scientifica di illustri esperti del settore, italiani ed esteri. Moderato da Attilio Scienza, l’incontro in programma il 25 novembre, farà il punto sull’attuale gestione del vigneto per capire quali siano i nuovi fattori su cui puntare per ottimizzare l’ecosostenibilità delle produzioni: dal contributo della genomica e del miglioramento genetico, alle operazioni agronomiche e alle lavorazioni meccaniche. Per informazioni: www.simei.it e www.enovitis.it
Una vendemmia europea all’insegna della stabilità. Nel 2009, secondo una ricognizione effettuata da Unione italiana vini, la produzione di vino nella Ue dovrebbe attestarsi tra 168 e 170 milioni di ettolitri, con un leggero aumento rispetto al 2008 (+2%). Sostanzialmente il dato di crescita è dovuto al recupero della Francia - che nel 2008 aveva vissuto un annus horribilis, perdendo addirittura il primo gradino del podio -, alla buona vendemmia romena e alla stabilità registrata nella maggior parte dei Paesi, che compensano il calo segnalato in Spagna e Austria.
Nel corso del prossimo Simei troverà spazio un convegno organizzato da Anformape, Associazione nazionale fornitori macchine accessori e prodotti per enologia, dedicato a fare il punto sul settore degli ausiliari e capire come può essere applicato un protocollo produttivo, nell’ottica di una garanzia di qualità per gli utilizzatori. Inoltre ci sarà anche un convegno organizzato da Zenith International che farà il punto sul mercato mondiale delle bevande e sulle nuove opportunità di crescita in alcuni segmenti produttivi. Per informazioni: www.simei.it e www.enovitis.it
Il consuntivo dei primi sei mesi per l’export italiano è amaro. Se a maggio si era parlato di leggero vento d’ottimismo, complice la performance mensile migliore dell’anno, giugno riporta indietro le nostre “lancette”, con volumi mensili scesi da 1,8 milioni di ettolitri a poco meno di 1,6 e valori da 281 milioni di euro contro i 292 di maggio. Così, il dato cumulato si attesta a un volume globale di poco meno di 9 milioni di ettolitri (+6,5%), con valori tagliati ancora in modo consistente: -7,5%, a 1,6 miliardi di euro, e prezzo medio giù del 13% a 1,77 euro al litro.
Raccolto in calo del 13% in Austria, ma il dato è da mettere a confronto con un 2008 che era stato straordinariamente abbondante. Secondo le prime proiezioni diffuse da Statistik Austria, si produrranno circa 2,6 milioni di ettolitri, di cui 1,5 milioni (-3,5%) in Bassa Austria, 761.000 nel Burgenland (-1,7%), 165.000 in Stiria (-14%) e 20.000 hl nella regione di Vienna (-4%).
Nel primo semestre le vendite dei prodotti vinicoli sul circuito commerciale tedesco hanno subito un modesto calo, pari al 2%, dovuto soprattutto alla diminuita richiesta di vini nazionali, la quale ha evidenziato un -2,8%, mentre le vendite dei vini importati hanno rilevato un +0,8%. In questo primo semestre le maggiori richieste hanno interessato i vini francesi (+1,9%) e i vini spagnoli (+2%), mentre per i vini italiani e i vini d’oltreoceano è stato rilevato un calo rispettivamente del 2,6% e del 7%.
Torna nelle domeniche del 15 e del 22 novembre per la quarta edizione “Appassimenti aperti”, la manifestazione dedicata alla valorizzazione della Vernaccia di Serrapetrona docg e del Serrapetrona doc. Un evento nato per raccontare la storia affascinante di uno dei vini simbolo delle Marche e del suo profondo legame con il territorio. L’iniziativa è organizzata dai Comitati di tutela delle due denominazioni e dal Comune di Serrapetrona, con il sostegno della Camera di Commercio e della Provincia di Macerata, che ha inserito “Appassimenti aperti” nel sistema Fiera Diffusa. Per ulteriori informazioni: tel. 071 205115.
Si terrà a Milano e Roma dal 26 ottobre all’1 novembre il Festival Sud de France, evento nazionale che farà conoscere i vini della regione vinicola più grande del mondo: Languedoc Roussillon. Situata nel sud della paese, l’area unisce savoir faire francese a sapore mediterraneo; presenta, infatti, clima e tradizioni simili al nostro paese e una viticoltura antica, introdotta dagli etruschi. Il Sud de France offre una grande ricchezza di tipologie che vanno dagli spumanti ai rosati, dai bianchi ai rossi, fino ai passiti.
Per contrastare la concorrenza sleale e la contraffazione dei prodotti agroalimentari italiani, nasce il “Progetto per la registrazione del logo dei prodotti Dop e Igp e per la loro tutela legale in campo internazionale”. L’iniziativa, promossa dal Mipaaf, è stata affidata a Buonitalia, la società per la promozione, valorizzazione e per la tutela dell’agroalimentare italiano. Nel presentare l’iniziativa il ministro Zaia ha affermato: “I marchi di qualità dei prodotti italiani a denominazione di origine sono un patrimonio che tutela lo sviluppo dei nostri territori e assicura lavoro a tantissime famiglie. Per questo motivo è nostro dovere difendere in tutti i modi e in tutte le sedi tali marchi dalla contraffazione, dall’usurpazione e dall’imitazione indebita”.
Anche in questa edizione di Simei verrà riproposta l’iniziativa di successo del Wine bar: un’occasione - rivolta in particolare ai visitatori stranieri - per conoscere e apprezzare prestigiose etichette di qualità del nostro made in Italy, grazie anche alla consulenza degli esperti Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori vino) che si occuperanno di gestire le degustazioni e saranno in grado di raccontare i nostri migliori vini in ben 4 lingue. Torna, poi, anche quest’anno l’iniziativa Oil bar, nata per promuovere la conoscenza del mondo dell’olio extravergine di oliva italiano e gestita dal personale qualificato dell’Onaoo. Per informazioni: www.simei.it e www.enovitis.it
Che cosa hanno in comune il Nebbiolo di Langa e il Pinot nero di Borgogna? Per scoprirlo il 21 e 22 novembre prossimi, nel cuore delle Langhe si svolgerà “Le Loro Maestà” evento ideato da Artevino, che per la prima volta riunirà questi due grandi territori. Nella sala polifunzionale di La Morra, infatti, venti domaine della Borgogna e venti aziende delle Langhe accoglieranno personalmente operatori del settore, giornalisti e appassionati.
Vendemmia per ora regolare in Germania: secondo le stime del Deutsches Weininstitut non si dovrebbe discostare dai 10 milioni di ettolitri, quantitativo incantinato nelle due annate precedenti. La vendemmia si è già conclusa per il Müller thurgau e le uve base spumante, mentre per le varietà tardive, come il Riesling, e le rosse si concluderà a breve.
In flessione la vendemmia 2009 in Spagna, dove secondo il ministero dell’Agricoltura la previsione di 38,9 milioni di ettolitri evidenzia un -6% rispetto ai 41,5 milioni dello scorso anno. Diversificato l’andamento regionale: al calo pronunciato delle principali regioni produttive - Catalogna (-15%), Extremadura (-15%) e soprattutto Castilla-La Mancha (-10%), che passando dai 23 milioni di hl del 2008 ai 20,7 del 2009 pesa particolarmente sulla previsione di quest’anno - si contrappongono gli incrementi delle altre zone. In testa Aragona (+35%), Navarra (+15%) e Canarie (+14%); a seguire Galizia (+6%), La Rioja (+5%), Castilla y Leon (+2%), Valenciana (+3%). In calo invece l’Andalusia (-4%).
La tendenza è ancora marcatamente all’insegna dei saldi, con recuperi in volume (+5%, a 7,4 milioni di ettolitri), ma a scapito dell’incasso, sceso di oltre l’8%, a 1,3 miliardi di euro. Tuttavia, maggio porta qualche buona notizia per l’export italiano di vini. Innanzitutto, un recupero mese su mese: se aprile aveva fatto suonare un preoccupante campanello d’allarme, retrocedendo per la prima volta nel 2009 rispetto agli altri mesi, i 31 giorni di maggio segnano un’inversione di rotta, con il record mensile sia in fatto di volumi esportati (1,7 milioni di ettolitri) sia di valori (292 milioni di euro).
Alla vigilia dell’edizione 2009 dell’evento fieristico internazionale più atteso da tutta la filiera vitivinicola, l’incremento delle adesioni sta confermando la previsione ottimistica di inizio estate e Simei (Salone internazionale macchine per enologia e imbottigliamento) ed Enovitis (Salone internazionale delle tecniche per la viticoltura e l’olivicoltura) stanno recuperando la leggera flessione di fine luglio. Quasi tutti gli spazi espositivi sono stati occupati e si mantiene alto l’interesse degli espositori, nazionali e internazionali. Proprio l’alto tasso di internazionalità delle manifestazioni si conferma in progressivo aumento. Per informazioni: www.simei.it e www.enovitis.it
Le stime di produzione in Francia diffuse da Agreste si attestano a 48 milioni di ettolitri, +12% rispetto al raccolto del 2008 (il più magro dal 2000), ma inferiori del 5% rispetto alla media quinquennale. In aumento tutte le categorie di vini: Aoc +9%, Vdqs +59%, Vins de pays +2%. Per quanto riguarda le regioni, in calo risultano solo la Champagne (-4%), l’Alsazia (-4%) e il Languedoc-Roussillon (-2%), mentre in forte recupero sono tutte le altre zone, a cominciare da Bordeaux (+28%), Charentes (+29%), Loira (+39%). Stabile la Borgogna (+1%).
Incremento sui mercati esteri del 15% in volumi e del 4% in valore nei primi sei mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo l’anno scorso. Il mercato nazionale si esprime ancora come stazionario sia in fatturato che in quantità (-2%). Questi i primi dati comunicati dal Forum spumanti prendendo come fonti uffici doganali, importatori, esportatori, imprese, Ice, Istat e ufficio imposte. E se in Italia tengono Asti, Prosecco, Franciacorta, alla calma nei mercati tedeschi, in Francia e in Spagna si contrappone il trend positivo nei mercati del Nord-Europa, con particolare riguardo per l’Inghilterra (+10% a valore), nei Paesi scandinavi e in Sud America.
In crescita la vendemmia attesa in Portogallo. Secondo le stime diffuse dall’Instituto da vinha e do vinho, il volume di vino incantinato sarà pari a 6,1 milioni di ettolitri, +9% rispetto al 2008, ma sempre -10% rispetto alla media degli ultimi cinque an- ni. Raccolto in crescita in tutte le regioni, a eccezione del Tejo (-5%). Nel Minho +5%, Douro e Alentejo +14%, Dao e Bairrada +15%, Madeira +3%.
Secondo una recente ricerca di mercato, le vendite dei vini Rioja hanno subito un rallentamento nel corso dei primi cinque mesi dell’anno, avendo accusato, rispetto allo stesso periodo del 2008, un calo del 13% circa. La flessione in questione ha investito sia le vendite all’interno del Paese sia il comparto export. Il fenomeno negativo si era già manifestato nel 2008, soprattutto al culmine della crisi, e, principalmente, nell’ambito delle vendite effettuate presso la ristorazione.
Un secondo trimestre di nuovo contrassegnato da una flessione dei consumi italiani di vino, al pari del primo quarto dell’anno. Con una riduzione dei corrispettivi monetari ancora più accentuata rispetto alla dinamica negativa dei volumi, in scia a una generale tendenza al ribasso registrata sul fronte dei prezzi. A segnalare l’ulteriore retromarcia degli acquisti domestici di vini e spumanti in Italia è l’Ismea che nel bilancio del primo semestre 2009 rileva, su base annua, una caduta in termini quantitativi del 2,9% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Un calo affiancato da un più robusto meno 5,5% della spesa.
Il 2 ottobre a Verona il mondo del vino darà un ulteriore contributo significativo alla diffusione di un chiaro messaggio di consumo responsabile e moderato, compatibile con uno stile di vita sano. Confederazione Italiana della Vite e del Vino-Unione Italiana Vini, Federvini e Fondazione Masi organizzeranno, infatti, in occasione del Premio Masi, il convegno dal titolo: “Il vino è moderazione”. Oltre a interventi di carattere scientifico, sarà l’occasione per presentare e condividere le linee guida di “Wine in moderation”, progetto europeo sul bere responsabile.
Il grande vino diventa ambasciatore del “made in Italy” nel mondo. Al via l’accordo fra il ministero degli Esteri e l’Istituto del vino italiano di qualità Grandi Marchi, che riunisce 17 cantine storiche della Penisola, per la fornitura gratuita di doni di rappresentanza da offrire ai “grandi della Terra” in visita al nostro Paese. Si tratta di una speciale cassetta in legno di ciliegio - con il logo del ministero - contenente una selezione di etichette di prestigio che avranno il compito di ricordare ai leader del mondo il gusto italiano anche al termine del loro viaggio ufficiale.
Se le previsioni dei primi di settembre verranno confermate, con la vendemmia 2009 l’Italia tornerà ad occupare il secondo posto nella classifica dei Paesi produttori, guidata - ad eccezione dello scorso anno -dalla Francia. È infatti di 46,5 milioni di ettolitri la produzione attesa per la vendemmia 2009, secondo quanto emerge dalla seconda indagine vendemmiale, effettuata congiuntamente nella prima settimana di settembre da Ismea e Unione italiana vini.
Sviluppo sostenibile delle produzioni, attenzione all’ambiente, sicurezza per il consumatore: queste le linee direttrici che stanno animando l’organizzazione della convegnistica dell’appuntamento mondiale più importante per tutta la filiera vitivinicola, che è atteso dal 24 al 28 novembre a Milano con l’edizione 2009 delle fiere Simei, Salone internazionale macchine per enologia e imbottigliamento, ed Enovitis, Salone internazionale delle tecniche per la viticoltura e l’olivicoltura. Per informazioni: www.simei.it e www.enovitis.it
Il ministro Luca Zaia ha tenuto a battesimo una nuova zona - per ora di 200 ettari - che produrrà Prosecco Doc in Friuli Venezia Giulia, nelle colline del Carso. Vanga in mano, ha messo a dimora la prima barbatella. La Doc Prosecco ora è dunque interregionale.
Per promuovere il consumo responsabile di vino, il Comune di Alba, la capitale delle Langhe, dove si producono Barolo e Barbaresco, ha lanciato una proposta interessante. A chi darà la propria disponibilità a non bere alcolici e quindi ad accompagnare a casa in auto gli amici dopo una serata in compagnia, i gestori dei locali potrebbero offrire una bottiglia di vino (da consumare più tardi, evidentemente).
I dati sull’import Usa del primo semestre 2009 confermano una tendenza in atto da diversi mesi. Ovvero la preferenza del mercato americano, nell’attuale periodo di crisi economica, per i vini a basso prezzo. I dati recentemente resi noti dall’Italian wine & food Institute segnalano infatti un incremento del 22% in quantità controbilanciato da una riduzione del 13,1% in valore. A pesare sull’aumento in quantità è in particolare l’incremento dei vini sfusi provenienti dall’Australia, dal Cile e dall’Argentina con prezzi all’origine di circa mezzo dollaro, contro un prezzo medio di 3,74 dollari al litro dei vini imbottigliati.
Chiuderà in negativo sul fronte dei valori l’export italiano del 2009, ma la situazione, almeno stando all’ultimo dato Istat, novembre, è andata migliorando sensibilmente. Gli undici mesi infatti hanno chiuso con un passivo di -5% (a 3,1 miliardi di euro), in recupero rispetto per esempio al -10% di aprile maggio o al -8% di giugno. Il solo mese di novembre (vedi grafico) è stato, sempre per quanto riguarda i valori, il secondo best performer dell’anno, con 353 milioni di euro contro i 358 di luglio. Insomma, una buona notizia per un anno che per le nostre esportazioni è stato avaro di soddisfazioni: cantine piene e necessità di vendere, con il taglio dei prezzi usato come unica arma “di seduzione” verso i compratori esteri. Il prezzo medio di un litro di vino italiano spedito in giro per il mondo è stato, sempre negli undici mesi, di 1,76 euro, che equivale a -13% rispetto al 2008.
“What’s Docg?”. I consumatori inglesi sono confusi dalla classificazione dei nostri vini. E solo una nicchia di appassionati (3%) acquista bottiglie che costano più di 10 sterline. Lo dice una ricerca delle Città del vino, finanziata dal Monte dei Paschi di Siena, presentata a Montalcino al convegno “Strategie, performance e prospettive di Brunello, Nobile e Vernaccia nel mercato Uk”.
Su una produzione di 57,4 milioni di bottiglie di Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, per un valore complessivo al consumo di oltre 370 milioni di euro, continua la crescita dello spumante, la tipologia a maggiore valore aggiunto, che raggiunge oltre l’86% del totale. La suddivisione del mercato vede i consumi nazionali al 70% e l’export al 30%. Per quest’ultimo, il mercato europeo rimane il principale sbocco (76,6%) con in testa il mercato della Germania (37,5%), seguito dalla Svizzera (18,7%) e dall’Inghilterra (6,2%). Nei paesi extraeuropei crescono invece il Nord America (15,7%) e, in particolare, gli Stati Uniti (9,6%). Nonostante oggi il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene sia esportato in oltre 50 paesi, l’Italia si conferma il mercato più importante. Il canale Ho.Re.Ca è il primo sbocco, in particolare per lo spumante (34,9% delle vendite), ma si registra la crescita della Grande distribuzione organizzata, dove lo spumante cresce di 3 punti e il frizzante di ben 13.
Il Sagrantino di Montefalco Docg adotterà il sitema di classificazione di Saint Emilion. La classificazione si baserà su elementi quali i prezzi di vendita, la qualità del vino (degustazione ai soli fini di giudicare la capacità di invecchiamento) e infine la notorietà (presenza sul mercato italiano ed estero, quantità prodotta in percentuale importante rispetto al totale complessivo prodotto, riconoscimenti). La revisione della classificazione a intervalli è prevista inizialmente a tempi ravvicinati (3-5 anni) per poi arrivare a 10 anni, come Saint Emilion. La fase di sperimentazione del progetto terminerà alla fine del 2010 quando la commissione espressa dal Consorzio presenterà al Mipaaf le proposte operative. La Commissione di valutazione invece sarà selezionata dal Mipaaf tra una rosa di nomi proposta dal Consorzio.
Hanno riscosso ampi consensi i vini della Doc Bolgheri presentati a New York nel corso di un tour promozionale. L’evento, promosso dal Comune di Castagneto Carducci, si è svolto presso il Core Club, uno dei più esclusivi circoli newyorkesi nei pressi della Fifth Avenue. In degustazione il Bolgheri Rosso Superiore 2006 che i diciotto produttori, coordinati dal Consorzio di tutela, hanno presentato agli invitati. L’evento è stato accompagnato da una mostra fotografica di Max Vitali e di Albrecht Tuebke, che con le loro fotografie hanno presentato il territorio di Castagneto Carducci. Al banco di assaggio, svolto nella sala teatro del Club, hanno partecipato un centinaio tra importatori, dettaglianti, enotecari e ristoratori oltre ad alcuni importanti collezionisti di vino.
Partita la campagna a favore e del Brachetto d’Acqui Docg sul mercato della Corea del Sud, tramite “Wine Discovery”, progetto iniziato dal Consorzio tutela vini d’Acqui nei mesi scorsi, grazie al bando di promozione del vino sui mercati terzi che ha ottenuto l’approvazione e il patrocinio anche da parte del ministero dell’Agricoltura e della Regione Piemonte. Tre emittenti televisive coreane manderanno in onda lo spot del Brachetto d’Acqui girato a Roma dal regista Ruggero Deodato. Inoltre, sono previsti programmi radiofonici, concorsi a premi, filmati educativi, incontri con la stampa e gli operatori del settore, degustazioni mirate; mondo multimediale, carta stampata e seminari aiuteranno a far conoscere, comprendere e apprezzare le caratteristiche e peculiarità del “rosso” di Acqui
Amarone della Valpolicella promosso Docg. “È una conquista di tutta la Valpolicella, e in un momento così poco brillante per il mondo del vino è segno che c’è molta voglia di uscire in fretta da questa impasse”, è il commento del presidente del Consorzio della Valpolicella, Luca Sartori. Il lungo e tormentato percorso dell’Amarone e della sua versione dolce, il Recioto della Valpolicella, anch’esso promosso Docg, era iniziato più di dieci anni fa. La tipologia “Ripasso” invece assumerà la Denominazione di origine controllata autonoma, mentre prima era inserito nel disciplinare del Valpolicella Doc.
Sarà Sciacca a ospitare l’edizione 2010 di Sicilia en primeur, la manifestazione internazionale che ogni anno presenta le novità delle più importanti aziende vinicole della regione. La location prescelta per la manifestazione è il Verdura Golf & Spa Resort del gruppo Rocco Forte che ha inaugurato i suoi esclusivi ambienti nello scorso luglio. La manifestazione, una delle più importanti a livello nazionale per partecipazione di giornalisti esteri (nel 2009 sono stati 104 in rappresentanza di 34 Paesi) è promossa da Assovini Sicilia sin dal 2003 e quest’anno si svolgerà dal 4 al 7 marzo 2010.
Nei primi otto mesi di quest’anno le vendite di vini sul circuito commerciale tedesco hanno dati lievi segni di sofferenza, avendo accusato una flessione dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Il fenomeno negativo, tuttavia, non ha investito né gli spumanti né i vini rosati che, invece, hanno rafforzato le loro posizioni, registrando un incremento, rispettivamente del 2% e del 10,3%.
La situazione dell’export vinicolo austriaco riflette la situazione di crisi che da qualche anno attraversa l’economia mondiale, registrando un calo del valore medio del prodotto. Infatti la commercializzazione del vino austriaco sui mercati esteri ha avuto nel primo semestre di quest’anno una discreta tenuta, registrando un aumento del 10% in volume ma una perdita dell’1,8% in valore. Per quanto concerne i Paesi destinatari, al 1° posto si piazza la Germania con un volume di vino superiore del 9% e con un livello di valore più o meno stabile (+0,5%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Seguono al secondo e terzo posto rispettivamente Svizzera e Usa.
Un taglio medio ai listini del 14% consente alle esportazioni italiane di chiudere in positivo il consuntivo dei primi nove mesi del 2009 (14 milioni di ettolitri, +9%), sacrificando però l’incasso totale, che a settembre scivola del 6% a 2,4 miliardi di euro. Una tendenza, quella della “svendita”, inaugurata dall’inizio dell’anno, e che coinvolge tutte le tre macrocategorie dei nostri vini: spumanti -23% (2,60 euro al litro), vini in bottiglia -9% (2,34) e sfusi (-19%, a 50 centesimi), per un prezzo medio del nostro vino situato ormai a 1,75 euro al litro contro i 2 del 2008.
Nel complesso l’export di spumanti “Cava” sui mercati mondiali nel 2008 ha raggiunto i 139 milioni di bottiglie, con un incremento del 9,6% rispetto al 2007. Sul mercato interno, invece, il consumo di tale prodotto è calato del 9,2%, raggiungendo appena 89 milioni di bottiglie, tenendo presente, però, che complessivamente la commercializzazione del Cava (export + consumo interno) è aumentata dell’1,5%.
L’Istituto Talento metodo classico è stato rilanciato in sede nazionale al duplice scopo di distinguere i vini spumante ottenuti da rifermentazione in bottiglia partendo da uve base Chardonnay e Pinot nero e per fare massa critica a livello commerciale in Italia, ma soprattutto in sede internazionale. Il marchio Talento, dice il presidente neo-eletto dell’Istituto Claudio Rizzoli, è stato per molti anni di proprietà di alcune ditte spumantistiche. Dal 2004, in base a decreto legislativo, è diventato marchio collettivo di proprietà del ministero per le Politiche agricole. Finora sono 13 le ditte che hanno aderito all’Istituto Talento. Complessivamente sottendono una produzione di 4 milioni di bottiglie su un totale di 25 milioni.
Sono circa 1 milione le bottiglie di spumante di Conegliano Valdobbiadene che vengono spedite oggi in Uk: il paese si colloca al 5° posto dell’export totale con il 6% delle vendite e al 3° posto nei mercati europei dietro a Germania (37,5% e 5.400.000 bottiglie) e Svizzera con il 18,7 % delle vendite e 2.700.000 bottiglie. A sancire l’importanza di questi dati, Vino in Villa London, evento annuale organizzato dal Consorzio di tutela all’IOD di Londra. Qui, oltre 170 operatori del trade e della stampa e circa 200 consumatori hanno recentemente celebrato, assieme al Consorzio, 40 anni di Doc e la nuova identità Docg. La formula ormai consolidata del banco d’assaggio e dei seminari, momenti di approfondimento condotti quest’anno dal master of wine Tim Atkin, è stata arricchita da una sorpresa: una torta gigante a forma di bottiglia.
La stima produttiva relativa al 2009 fornita da Sawis è pari a 1,3 milioni di tonnellate d’uva, che rappresentano un calo dell’8,5% rispetto al 2008. La produzione di vino 2009 (inclusi succhi e concentrati, vino per brandy e vino distillato) dovrebbe quindi attestarsi sui 10 milioni di ettolitri (1,2 milioni in meno rispetto al 2008). Il calo più significativo, comparato al 2008, riguarda Orange River (-36%). Con l’eccezione della zona di Klein Karoo, raccolti in diminuzione in tutti i distretti. Prevista una qualità molto buona.
Un accordo di libero scambio destinato a smantellare, tra circa un anno, tutte le barriere commerciali tra l’Unione europea e la Corea del Sud. È il free trade agreement firmato da Catherine Ashton, commissario Ue, responsabile per il Commercio, e Kim Jong-hoon, ministro del Commercio di Seul. Il più importante accordo di libero scambio - rivela una nota di Bruxelles - mai negoziato tra l’Unione europea e un Paese terzo. Che dovrebbe portare a un consistente ampliamento degli scambi bilaterali, per un controvalore stimato, a regime, attorno ai 19 miliardi di euro. L’ok congiunto di Bruxelles e del Sud Corea getta inoltre le basi per un nuovo accesso al mercato nel settore dei servizi e degli investimenti. L’accordo rimuoverà in pratica le barriere tariffarie tra le due economie, nonché diversi ostacoli di natura non tariffaria, determinando importanti risvolti anche in ambiti come quello della proprietà intellettuale, dei pubblici appalti, della politica della concorrenza e dello sviluppo sostenibile.
Con 9,4 milioni di bottiglie di Champagne importate nel 2008 l’Italia è il terzo mercato per l’export in valore e il quinto in volume. I gusti degli italiani si distinguono nel panorama mondiale del consumo di Champagne per la particolare domanda di bottiglie di pregio. I millesimati, vini ottenuti da uve di una sola vendemmia, rappresentano da soli il 7,2% delle importazioni. Le cuvée speciali, che costituiscono il top di gamma di ogni produttore, detengono il 6% del mercato italiano, e infine gli Champagne rosè continuano la loro crescita sostenuta attestandosi nel 2008 al 5,7% del mercato. Gli italiani si confermano poi consumatori molto legati ai grandi marchi: l’89% è la quota di mercato detenuta dalle Maison, l’11% è la quota detenuta da vignerons e cooperative. Nel 2008 sono stati importati in Italia oltre 454 marchi.
La crisi mette le ali all’export di spumanti italiani in Usa, con i primi sei mesi del 2009 che hanno lasciato nei resoconti statistici una crescita “fuori misura” rispetto alle dinamiche più recenti. Il 43% in più, dice l’Istat, di quanto inviato oltre Atlantico nello stesso periodo di un anno fa. E con gli 85.000 ettolitri abbondanti di spumanti che hanno varcato le frontiere Usa in questi primi sei mesi che si rapportano ai 60.000 scarsi del gennaio-giugno 2008. A iniettare benzina nei motori dell’export tricolore è stato il contestuale crollo, sul mercato a stelle e strisce, delle esportazioni francesi di Champagne, messe quest’anno a dura prova dalla crisi economica e dalla svalutazione del dollaro. Nei primi sei mesi del 2009, rileva il dipartimento del Commercio americano, le bollicine d’Oltralpe hanno ceduto, in termini di volumi, quasi il 30% su base annua.
Sul fronte delle importazioni i dati Eurostat restituiscono, per il club dei Ventisette, una flessione del 3% in questo primo semestre, corrispondente a una spesa di 1,13 miliardi scarsi. Segnano il passo in Europa i vini australiani, con l’import Ue sceso del 17% a valore. Guadagnano al contrario terreno Cile e Sudafrica, che archiviano in Europa progressi rispettivamente del 15 e del 4 per cento, affiancati da un più 9% dell’Argentina. Segno meno, invece, per le etichette a stelle e strisce (-4%), in un semestre che ha decretato lo stesso risultato negativo per i vini neozelandesi. Tra i principali importatori della vecchia Europa, a tenere a bada i portafogli sono stati in particolare Regno Unito e Paesi Bassi, che oltre i confini Ue hanno ridotto lo shopping del 6 e del 10% rispettivamente. In Germania, al contrario, l’import di vini dal Nuovo mondo è cresciuto in valore di quasi il 9% (ha subito invece forti riduzioni in Danimarca e Francia), sperimentando, al contempo, incrementi del 5% in Svezia e del 15% in Belgio.
Secondo il New Zealand winegrowers report 2009, produttori e cantine hanno lavorato per portare il raccolto in linea con la domanda del mercato. Come risultato di questo sforzo l’annata 2009 si attesta su una quantità di 285.000 tonnellate, in linea con la raccolta 2008. La resa media è 9,2 tonnellate per ettaro, in calo rispetto al valore di 9,7 tonnellate/ettaro del 2008. Il Sauvignon blanc della zona di Marlborough ha rappresentato il 57% della vendemmia, con 161.000 tonnellate raccolte (+5% rispetto al 2008). Complessivamente, tuttavia, la produzione dell’area di Marlborough è scesa dell’1%. La produzione di Pinot nero, seconda varietà tra le più coltivate, è scesa invece del 16% a 27.000 tonnellate. Valore, questo, che riflette un calo dei rendimenti, in particolare in Marlborough e Central Otago.
Decima edizione, 10 categorie, 12 regioni in nomination, 5 regioni finaliste: and the winner is Valpolicella. Questi i numeri del “Wine Star Awards” 2009 sezione Wine Region, il premio promosso dal prestigioso periodico americano Wine Enthusiast: da vent’anni una delle più autorevoli voci sul vino degli Usa. Ogni anno viene premiata l’eccellenza della vitivinicoltura mondiale, suddivisa in dieci categorie che spaziano dalla migliore cantina, al miglior distributore, all’uomo dell’anno e ovviamente alla migliore regione vitivinicola, categoria che nel 2009 ha visto trionfare la Valpolicella. Tre le principali ragioni del riconoscimento: in primis la volontà di valorizzare una metodologia di vinificazione e affinamento unica al mondo, poi l’attenzione alla tutela del paesaggio e infine la capacità della Valpolicella di aver saputo offrire prodotti di qualità su tre diverse fasce di prezzo accontentando tutti i livelli di consumatori, con una grande flessibilità nell’offerta di vini.
Il Servicio agrícola y ganadero del Cile ha comunicato i dati ufficiali e definitivi relativi alla vendemmia 2009. La produzione è stata di quasi 10 milioni di ettolitri, in aumento del 15,4% rispetto al 2008 (8,7 milioni di hl). Con quasi 8,6 milioni di hl la categoria dei vini d’origine (secondo la locale regolamentazione in materia) rappresenta l’87% dell’intera produzione cilena e risulta in crescita del 25% rispetto all’anno precedente (6,9 milioni di hl); in netta flessione (-37%) i vini da tavola (2,6% del totale) e quelli senza denominazione (-7,5%). Questi ultimi con una produzione di 1 milione di hl rappresentano il 10% del totale. Nella categoria vini a denominazione quasi il 40%, pari a 3,35 milioni di hl, è a base di Cabernet sauvignon; il Sauvignon blanc con il 14,4% è al secondo posto, seguito da Merlot (13,3%) e Chardonnay (11,2%).
Nel complesso, secondo i dati elaborati dall’Eurostat, l’Ufficio statistico di Bruxelles, le vendite di vini da parte dei Ventisette hanno totalizzato, nelle nazioni extra- Ue, 2,38 miliardi di euro, arretrando di quasi il 20% su base annua. Della stessa entità, grosso modo, le perdite di fatturato registrate nel mercato singolo statunitense e nella vicina Svizzera. In Canada il bilancio del semestre sconta un 15% in meno di ricavi. Una percentuale, sempre preceduta dal segno negativo, che sale al 17% in Giappone. E che tocca picchi del -44% in Russia, Paese in cui la crisi, oltre a sgonfiare i consumi, ha avuto pesanti ripercussioni anche sul mercato valutario, determinando una forte svalutazione (-20% circa) del rublo nel rapporto di cambio con la moneta comune.
Secondo il report conclusivo dell’Instituto nacional de vitivinicoltura la vendemmia 2009 in Argentina segnala una significativa diminuzione rispetto ai quantitativi del 2008. La raccolta è stata pari a 2,17 milioni di tonnellate (di cui 1,43 milioni provenienti dalla zona di Mendoza e 0,58 da San Juan), equivalenti a 11,7 milioni di ettolitri di vino e 3,8 milioni di mosti. La flessione (del 24% rispetto al 2008, ma addirittura del 30% se si considera il potenziale produttivo del Paese), considerata positiva perché consentirà di smaltire gli stock e supportare in maniera positiva i prezzi dei prodotti argentini, è stata causata dall’andamento delle condizioni meteorologiche, caratterizzate da ondate di calore molto intense e umidità molto bassa. I cali si sono verificati in tutto il Paese; l’unica zona ad aver segnalato un recupero sul 2008 è stata quella meridionale, che invece lo scorso anno era stata penalizzata da problemi di gelate.
Vendemmia 2009 in calo del 7% secondo i dati della Winemaker’s federation of Australia, pari a 1,71 milioni di tonnellate contro 1,83 del 2008 e una media quinquennale di 1,79, ma al di sopra comunque delle richieste di mercato. La qualità delle uve è buona, nonostante le difficoltà sofferte in alcune regioni a causa della siccità e delle alte temperature. Le uve a bacca rossa confermano la loro leadership (52% del totale). Lo Shiraz è da quest’anno nuovamente il vitigno più coltivato (23,6%), seguito da Chardonnay (23,4%), Cabernet sauvignon (14,5%), Merlot (7%) e Semillon (4,5%).
“Mi congratulo con Dacian Ciolos. Recentemente avevo auspicato la nomina di un commissario all’agricoltura più a sud possibile o comunque attento alle esigenze dell’agricoltura dell’Europa meridionale. Credo che Ciolos corrisponda a queste caratteristiche. D’altra parte l’Italia aveva manifestato il suo appoggio a questa candidatura. Sono certo che si instaurerà una reciproca collaborazione di cui tutto il mondo agricolo europeo ha bisogno, anche a causa della crisi in cui il settore purtroppo versa”. Con queste parole Luca Zaia, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, ha commentato la nomina del rumeno Dacian Ciolos a Commissario europeo all’agricoltura e allo sviluppo rurale.
“Sono molto soddisfatto perché per il 2010 potremo stanziare a favore del settore vitivinicolo 298 milioni di euro, ben 60 in più rispetto al 2009”. Così il ministro Luca Zaia, alla notizia che la Commissione Europea non ha formulato obiezioni nei confronti del Programma nazionale di sostegno al comparto vitivinicolo. Il Programma prevede il finanziamento della ristrutturazione e della riconversione dei vigneti per 98 milioni di euro, della promozione del vino sui mercati terzi per 35 milioni di euro, della distillazione dell’alcol per uso bocca per 32 milioni di euro, per la distillazione dei sottoprodotti per 20 milioni di euro, dell’utilizzo dei mosti concentrati per 50 milioni di euro, per la vendemmia verde, le assicurazioni sul raccolto e la distillazione di crisi per ulteriori complessivi 63 milioni di euro.
La Giunta regionale del Piemonte ha approvato le istruzioni attuative per la piena applicazione della legge sui distretti rurali e agroalimentari di qualità che ha introdotto criteri omogenei e al contempo flessibili per l’individuazione e la gestione delle realtà territoriali, accomunate da produzioni di riferimento e da cui si sviluppa un’economia integrata di filiera. I distretti esistenti e quelli di nuova costituzione potranno diventare operativi. In particolare, il Distretto dei vini Langhe Roero e Monferrato, di cui era presidente e poi commissario Davide Sandalo, si fonde con quello del Nord Piemonte che era rimasto praticamente inattivo negli ultimi anni. Il nuovo Distretto unico dei vini dovrebbe diventare operativo dal prossimo anno.
Orvieto, Sagrantino, Torgiano. L’Umbria del vino per ora è raccolta attorno a questi tre capisaldi della produzione regionale, mentre i Colli del Trasimeno sembrano ancora alla ricerca di una propria autonoma identità. Eppure questa zona che si estende attorno al lago, o nelle immediate vicinanze, non ha nulla da invidiare alle altre per la suggestione dei luoghi o per capacità delle aziende che insistono sul territorio. Per provare a colmare questo gap si è costituita la filiera “Colli di Vini” - un’associazione temporanea d’imprese (ati), istituzioni che si occupano di ricerca quali l’Università di Perugia, il Parco Tecnologico 3 A e Analysis, oltre ad associazioni come la Strada del Vino dei Colli del Trasimeno, il Consorzio degli albergatori e Promozione Corciano.
Nei prossimi anni le sorti del mercato vitivinicolo globale dipenderanno soprattutto dall’aumento dei consumi di vino nella Federazione Russa e in Cina. Già alla fine del 2009, d’altronde, si prevede che questi due Paesi arriveranno ad assorbire più del 58% della crescita mondiale, e che nel 2012 la Russia, come la Cina, consumerà più vino fermo della Spagna. A delineare uno scenario di questo tipo è lo studio “Il mercato mondiale del vino e degli alcolici e le sue prospettive in vista del 2012”, che anche quest’anno la fiera francese Vinexpo (Bordeaux, 21-25 giugno 2009) ha commissionato alla società inglese Iwsr. Da queste pagine emerge in maniera evidente il fatto che i tradizionali Paesi produttori dovranno sempre più fare i conti con mercati interni vicini alla saturazione, dove i consumi sono destinati a crescere a tassi tendenti allo zero. Tra il 2008 e il 2012, per esempio, le vendite di vino a volume sul mercato italiano aumenteranno solo dello 0,51% (+1,2% a valore), e a soffrire maggiormente di questa difficile situazione saranno soprattutto le etichette con un posizionamento superiore ai 5 dollari Usa (circa 4 euro).
Campagna finanziata con il contributo dell’Unione Europea e dello Stato Italiano