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mercoledì 22 febbraio 2012
 


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Video informativo
apprendere che passione

Il progetto The next quality experience
Il vino nel mondo
Il vino nell'Unione Europea
L'Italia del vino
La piramide della qualità del vino italiano
L'analisi sensoriale

 

i laboratori
provando si impara

Il vino nel mondo
Il vino nell’Unione Europea
L'Italia del vino

 
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In Primo piano

Spumanti, l’Italia prima produttrice al mondo

L’Italia batte la Francia sulle bollicine. Nel 2010, secondo i dati di Assoenologi, nel nostro Paese sono state prodotte 380 milioni di bottiglie, mentre i cugini d’Oltralpe, in questa ideale classifica, si collocano al secondo posto con 370 milioni di bottiglie, soprattutto Champagne. Secondo le stime di Assoenologi, tra Natale e Capodanno gli italiani spenderanno circa 1mld di euro per vini e spumanti. L’Italia batte la Francia sulle bollicine. Il sorpasso è finalmente avvenuto. Nel 2010, nel nostro Paese sono state prodotte 380 milioni di bottiglie, (soprattutto Metodo Martinotti), mentre i cugini d’Oltralpe, in questa ideale classifica, si collocano al secondo posto con 370 milioni di bottiglie, soprattutto Champagne. La Spagna è terza con 320 milioni di bottiglie, per la maggior parte Cava. Seguono poi la Germania con 310 milioni, la Russia 300 milioni, Usa e Ungheria 70 milioni, Australia 25milioni e, infine, Canada con 15 milioni di bottiglie
 

Antinori: "Serve una svolta in Cina"

"Da anni si parla di Cina come mercato emergente per il nostro vino, ma oggi rischiamo di essere respinti da competitor più agguerriti di noi, pronti a spartirsi un mercato da 1 miliardo di litri all'anno": così Piero Antinori, presidente dei "Grandi marchi", associazione di 17 griffe del made in Italy in bottiglia.
 

Un indice di Borsa per il vino italiano

Competitività, in arrivo l'indice di Monte Paschi. La banca di Siena ha elaborato uno specifico indice di competitività riservato alle denominazioni di vini italiani che mostra un'elevata correlazione con il future Liv-ex Fine Wine 100 Index, il principale benchmark dell'industria mondiale del vino. L’indice di competitività è calcolato come prezzo medio ponderato di quasi 100 Vini di Qualità prodotti in regioni determinate e vini da tavola. I prezzi presi a riferimento sonoi prezzi alla produzione forniti dall’Ismea. L’indice è stato presentato a metà novembre a Siena in occasione del forum sul settore organizzato da Montepaschi.
 

L’arte della moderazione

Sempre di più i giovani devono conciliare i loro studi guardando al futuro, e l'agricoltura è un settore che può offrire molte possibilità. E' così che una passione, se fatta di valori sani e consapevoli come il consumo moderato di una bevanda dalla cultura secolare come il vino, che per molti giovani non è uno sballo, ma stile di vita, può trasformarsi in professione. Ai giovani, il 21 dicembre alla Facoltà di Economia dell'Università degli Studi "Tor Vergata" di Roma, è dedicato l'appuntamento di "Vino e Giovani", la campagna di educazione alimentare e comunicazione ad hoc per le nuove generazioni di Enoteca Italiana e Ministero delle Politiche Agricole, in partnership con il progetto europeo "WineInModeration. Art de vivre", con la partecipazione del Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan, e l'attore Beppe Fiorello, testimonial della giornata (info: www.vinoegiovani.it).
 

Bollicine italiane verso lo sprint

Il 2010 è stato un anno record per le bollicine italiane: nei primi 8 mesi, l’export è cresciuto del 21%, dato che conferma il momento d’oro che stanno vivendo i nostri spumanti oltre confine. Risultati che possono ancora incrementare a Natale e Capodanno. Il Natale in arrivo indica certamente segnali di ripresa su quello del 2009. Ormai la tipologia bollicine è solidamente vicina ai gusti contemporanei e capace di attirare anche i giovani. I nostri prodotti vanno molto bene all’estero, dove la ripresa è più vivace”. Fervono anche le iniziative. I produttori del Trentino stanno per partire con “Bollicine su Trento”, classico appuntamento dedicato al Trentodoc, di scena dal 25 novembre al 13 dicembre. Ma anche il Prosecco di Conegliano e di Valdobbiadene Docg continua la sua marcia trionfale e grandi aspettative richiama la nascita della nuova Doc Prosecco.
 

Accordo Ue-Svizzera su protezione Indicazioni geografiche

In seguito ai negoziati bilaterali UE- Svizzera terminati nel dicembre 2009, la Commissione europea ha adottato oggi una bozza di decisione sull'accordo per la protezione delle rispettive indicazioni geografiche per i prodotti agricoli e alimentari. La bozza verrà trasmessa a Consiglio e Parlamento per l'approvazione. L'accordo coprirà le indicazioni geografiche di UE e Svizzera registrate prima del 15 settembre 2009, il che equivale a circa 800 indicazioni geografiche per l'UE e circa 20 per la Svizzera. In seguito all'entrata in vigore di questo accordo, l'intera gamma delle indicazioni geografiche sarà tutelata, considerando che già dal 2002 vi è un accordo per il riconoscimento e la protezione tra UE e Svizzera dei vini e delle bevande spiritose.
 

Etilometro obbligatorio in Italia

Dalla mezzanotte del 13 novembre entrerà in vigore in tutta Italia l’obbligo di esporre le tabelle sull’alcol e mettere a disposizione gli etilometri per i clienti dei locali pubblici che proseguano la loro attività oltre la mezzanotte. Gi esercenti potranno mettere a disposizione anche semplici apparecchi mono uso, addebitando il costo del test a carico dell’utente che richiede l’esame. La prova informale effettuata nel locale non avrà però alcun rilievo in caso di un successivo controllo di polizia stradale. Ad ogni modo i primi a incorrere in sanzioni in caso di irregolarità saranno proprio gli esercenti dei locali che non osserveranno le nuove regole antialcol. Per loro potrà scattare subito una multa di almeno 300 euro.
 

La Dieta Mediterranea patrimonio Unesco

L'Unesco ha premiato lo stile alimentare basato su pomodoro, olio d'oliva, pasta, frutta, verdura e vino, facendolo entrare nel patrimonio culturale immateriale dopo l'ok dalla quinta sessione del comitato intergovernativo riunita a Nairobi. Si è trattato di un negoziato non facile. «Il risultato sperato è arrivato» è stato il commento del ministro dell'Agricoltura, Giancarlo Galan. «Questo prestigioso successo mi riempie d'orgoglio e di soddisfazione e rappresenta un traguardo storico per la nostra tradizione alimentare e per la cultura dell'intero Paese».
 

Uno Cheval Blanc da record

Una rara bottiglia da 6 litri di Cheval Blanc 1947 è stata venduta ad un collezionista privato per 304.375 dollari. Lo ha annunciato la casa d'aste Christies, sottolineando che si tratta di un nuovo record mondiale per la vendita di una singola bottiglia di vino. La stima iniziale era di 150.000-250.000 dollari, ha detto l'esperto di vini di Christie's Micheal Ganne, per il classico bordolese del terroir Saint Emilion. "Probabilmente si tratta dell'unico esemplare esistente di Imperiale di questo meraviglioso Bordeaux - ha aggiunto - senza dubbio uno dei più grandi Bordeaux di tutti i tempi, non solo per la sua rara qualità ma anche per la sua longevità, nel senso che potrebbe essere conservato per altri 50 anni".
 

E’ californiano il miglior vino del mondo

È il James Berry Vineyard Paso Robles 2007, dell'azienda californiana Saxum, il "wine of the year" 2010, secondo la rivista americana Wine Spectator, che, ogni anno, stila la sua ormai celebre "Top 100", uno dei verdetti più attesi dal mondo enoico tout court. Quest'anno, il team di degustazione della testata newyorkese ha decisamente adottato un quanto meno evidente afflato patriottico nella scelta dei vini migliori del mondo: 5 dei primi 10, infatti, sono vini americani, due australiani e un solo vino italiano, un solo francese e un portoghese. Il vino vincitore è prodotto in California ed ottenuto da un blend di Grenache, Mourvedre e Syrah, per un numero di bottiglie complessivo poco superiore alle 11.000 e un prezzo di 67 dollari.
 

Sarkozy non ama il vino

Tra le centinaia di migliaia di documenti riservati resi pubblici da Wikileaks, l'organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo documenti coperti da segreto e poi li mette in rete sul proprio sito web, solo una piccola percentuale sembra in grado di scuotere le fondamenta del sistema di relazioni su cui si basa la pax mondiale. Ma ce n'è uno, però, che metterà in evidente imbarazzo un presidente, quello francese: pare che l'inquilino dell'Eliseo non ami particolarmente il vino. La notizia giunge da fonte non diplomatica, nome in codice "Agente YSL", che racconta, in un documento confidenziale, come la qualità del vino all'Eliseo sia assolutamente peggiorata dall'insediamento di Sarkò, amante non del nettare di bacco, ma del Calvados, il brandy di mela tipico dell'omonimo distretto della Bassa Normandia, che ama bere con ghiaccio e Cola.
 

L’acqua fa bene al vino

Catullo scriveva "L'acqua se ne vada dove vuole a rovinare il vino, lontano, fra gli astemi". Invece sembra che il futuro non è nello spazio, ma sott'acqua. Almeno per il vino. Almeno in Spagna. Il conto alla rovescia è iniziato alla Baia di Plencia. Nel Paese Basco nel nuovo anno inizieranno ad affiorare da 15 metri di profondità migliaia di bottiglie oggetto di un ambizioso esperimento che punta a dimostrare gli effetti positivi dell'acqua di mare sull'invecchiamento. Un processo durato quasi 2 anni, rigorosamente monitorato da videocamere per trasmettere in superficie i dati registrati: "Ogni bottiglia sott'acqua ha una bottiglia sorella in una cantina - spiega un ricercatore basco - serve per confrontare i due campioni e vedere le differenze nell'affinamento". La degustazione avverrà alla cieca, ogni campione sarà assaporato insieme alla stessa annata dello stesso vino, invecchiato in cantina. "Questo vino sarà più complesso - spiega un enologo - e forse più espressivo con più carattere e struttura al palato.
 

Primavera del Prosecco a Londra

Si è scelto il principale appuntamento fieristico del Regno Unito, il World travel market, per presentare in anteprima il programma 2011 della Primavera del Prosecco Docg. A Londra, con le proposte turistiche del Veneto, ci sono anche le 17 mostre dedicate al Prosecco superiore che dal prossimo febbraio fino al mese di giugno si susseguiranno per quattro mesi lungo le colline trevigiane. Nello stand della Regione Veneto saranno presentate fino all'11 novembre prossimo, tutte le iniziative enologiche, turistiche, gastronomiche, sportive e culturali che il prossimo anno andranno a comporre la ricca offerta della rassegna enologica tra le più celebri in Italia e in alcuni Paesi europei, primo fra tutti la Germania.
 

La crisi rafforza i top brand

Il vino assomiglia sempre di più alla moda: da un lato i “top brand” si rafforzano, grazie alla riconoscibilità presso un consumatore che - a maggior ragione in tempi di crisi economica - esige certezze; dall’altro emergono prodotti “facili” e caratterizzati da un buon rapporto qualità-prezzo. È quanto emerge dall’analisi fatta da Pambianco Strategie d’impresa sui bilanci di 69 aziende vinicole, per un fatturato complessivo del 2009 di 2,896 miliardi di euro, in leggera flessione (-0,3%) rispetto ai 2,905 miliardi di euro dei 2008. La classifica dei fatturati vede in testa la conferma del Gruppo Italiano Vini (Giv) di Verona, che supera i 300 milioni di euro, seguito dalla romagnola Caviro a poco meno di 250 milioni e dalla trentina Mezzacorona con oltre 145 milioni. A seguire nella top ten compaiono Cavit, Cantine Riunite & Civ, Marchesi Antinori, Fratelli Martini, Ferdinando Giordano, La Vis e Zonin.
 

Via i diritti di impianto, il Nobile in allarme

Preoccupazione per le conseguenze della cancellazione dei diritti di impianto dei vigneti a partire dal 2015 sono state espresse dal consorzio del Vino Nobile di Montepulciano (Siena). Il rischio maggiore è la sovrapproduzione. La Spagna è favorevole alla cancellazione del regime, nettamente contrarie Francia e Germania. L’Italia per ora non ha espresso una posizione ufficiale.
 

È il Vaticano lo Stato dove si beve più vino

L'Italia supera la Francia, in discesa (in 6 anni -16 per cento nella Ue) nella produzione di vino, e torna a essere il primo fornitore mondiale. Tengono invece in termini assoluti, cioè aumentano le quote di mercato, i Paesi extraeuropei, con forte avanzamento di Cina e Cile. Nei consumi gli Stati Uniti superano l’Italia, diventando il primo bevitore in termini assoluti, ma nella fruizione pro capite l’Italia supera di 5 volte gli Usa. A sorpresa, se nella graduatoria si inseriscono i micro Stati, il maggiore consumo pro capite di vino (67 litri) è in Vaticano: forse per l’uso liturgico?
 

Quando il vino rosso fa bene

In scienza dell'alimentazione con il termine paradosso francese si cerca di spiegare il perché i Francesi mangino grassi in quantità doppia degli Americani per avere poi una percentuale di mortalità per infarto dimezzata. La spiegazione starebbe nell’abitudine dei Francesi di bere a tavola vino rosso. Esso, infatti, è ricco di una sostanza antiossodante chiamata resveratrolo, capace di svolgere una notevole protezione sulle coronarie. Il meccanismo sarebbe quello di innalzare la frazione ‘buona’ del colesterolo, la cosiddetta Hdl, quella cioè capace di allontanare il colesterolo cattivo dalle arterie. E qui c’è dell’incredibile: ad innalzare l’Hdl ci riesce solo il vino rosso; nemmeno le potentissime statine sono capaci di fare questo. Ma quanto berne di vino? La quantità utile sono due piccoli bicchieri al giorno; di più si rischiano danni al fegato. Ma il resveratrolo ha anche altri meriti, quello ad esempio di combattere i virus influenzali.
 

Nelle langhe si adottano i vigneti

Un filare in "adozione" contro la fuga dalla campagna. È l' inedita iniziativa di un piccolo comune del Basso Piemonte, Castagnole delle Lanze, tremilaottocento anime, disteso sulle colline di Langhe e Monferrato. Tra crisi economica e uva venduta sottocosto, infatti, i vigneti storici della zona rischiano l’abbandono e la morte. E allora ecco l’idea: la possibilità di adottare un filare di Barbera che, grazie a questo sostegno economico, potrà essere coltivato e vinificato al meglio. Chi aderisce sarà costantemente aggiornato sui progressi della vigna e potrà assistere alla vendemmia. Infine gli saranno consegnate le bottiglie prodotte nella "propria" porzione di vigna, con un’ etichetta speciale e il nome del “papà” adottivo.
 

A Barolo il vino si fa gran museo

A Barolo, inteso come comune, nel castello dei Marchesi Falletti, ultima figura nobile a risiedervi la marchesa Julette Colbert, salita in paradiso nel 1864, a metà settembre è stato inaugurato il WiMu, il Wine Museum. È un museo del vino che, con il pretesto del Barolo, celebra sua maestà il vino nella sua totale importanza. Le 25 sale sono un inno alla grandezza di un prodotto che non è solo una bevanda, di un nettare che accompagna l’uomo da migliaia di anni, che si presenta in tre colori, bianco, rosso e rosato, e più anime. Chi lo ha pensato e plasmato, l’architetto svizzero François Confino, a cui si devono anche il Museo del Cinema e dell’Auto a Torino, ha messo in relazione il vino con la storia e le religioni (Islam escluso), con la cucina perché il bicchiere completa il piatto, ma anche con arte, musica, letteratura perché il vino è amico dell’uomo in ogni frangente della sua giornata.
 

Se salta il tappo, va in crisi tutto il Mediterraneo

Un brindisi per difendere il clima. La proposta viene da Wwf, Assoimballaggi e Federlegno che, a fine ottobre, lanceranno una campagna per salvare i 2,2 milioni di foreste da sughero in pericolo nel Mediterraneo. Queste sugherete assorbono, ogni anno, 14 milioni di tonnellate di anidride carbonica. E se si sono conservate così fino a oggi è, in buona parte, perché hanno alimentato l’industria del vino fornendo un elemento considerato per decenni essenziale: il tappo di sughero, un materiale leggero ed elastico che garantisce la perfetta chiusura della bottiglia. La concorrenza dei tappi a corona, di silicone e di vetro, da qualche tempo ha però cominciato a minacciare la sopravvivenza di un ecosistema oggi perfettamente compatibile con il mondo produttivo ma che, un domani, potrebbe scomparire, lasciando il via libera alla speculazione edilizia.
 

La Puglia in rosa conquista a Parigi

Successo per "Puglia in rosè", serata parigina organizzata dall'Assessorato alle risorse agroalimentari della regione Puglia, in collaborazione con l'Accademia italiana della vite e del vino e l'Assoenologi Puglia-Basilicata-Calabria nella settimana del Salone internazionale dell'alimentazione (Sial 2010) svoltosi a Parigi dal 17 al 21 ottobre. La popolarità e il successo dei vini pugliesi all'estero non hanno lasciato indifferenti gli esperti di enologia e la stampa specializzata francesi, presso i quali il gusto e la tradizione italiana suscitano da sempre un ottimo riscontro.
 

Vinitaly sbarca in America

La tappa americana del Vinitaly world tour sarà di scena dal 25 al 28 ottobre, con due giorni a New York, mercato più importante degli States, e poi a Philadelphia e Washington. Teatro principale dell'evento di VeronaFiere sarà Eataly, il nuovo "quartier generale" del wine & food italiano. Teatro principale dell'evento di VeronaFiere sarà Eataly, il nuovo "quartier generale" del wine & food italiano in Usa progettato da Oscar Farinetti, dove, il 25 ottobre, sarà di scena il "Vinitaly day at Eataly", con oltre 60 cantine italiane.
 

Firenze diventa capitale del vino

Quattro giorni di Wine Town per ribadire che Firenze è una delle nove capitali mondiali del vino. Il sindaco ha voluto che la città si riappropriasse del titolo che le spetta per diritto, consuetudine e storia: capitale (anche) del vino assieme ad altre otto città del mondo. Nasce da questo intento culturale, economico, politico Wine Town una kermesse che coinvolge tutti i palazzi storici della città, i suoi bellissimi spazi verdi, le sue più vive emerge culturali. Impossibile declinare tutto il programma. Basti dire che sono in calendario 100 degustazioni, cento spettacoli con altrettanti artisti impegnati, tre grandi cene officiate dai migliori chef italiani, la partnership con otto città del mondo, menù a tema in 30 differenti ristoranti, 40 eventi collaterali (dalle mostre di architettura ai percorsi sensoriali). In tutto questo c’è posto anche per i bambini ai quali è dedicato uno speciale villaggio. Per informazioni info@winetownfirenze.com.
 

La vendemmia in Puglia

Rispetto allo scorso anno, quella che sta per concludersi è una vendemmia che fa registrare l’incremento del 10% per la Puglia del vino. Un altro risultato importante, che colloca la nostra regione al terzo posto, per produzione quantitativa, dopo il Veneto e l’ Emilia Romagna. Anche per quest’anno la Puglia enologica occupa i primi posti della classifica nazionale. Quali sono i numeri? Le stime riferiscono di 6,5 milioni di ettolitri, con il Veneto (8.585.000 ettolitri) al primo posto e l’Emilia Romagna (6.610.000 ettolitri) al secondo.
 

Forum spumanti d'Italia a Venezia

Si terrà dal 15 al 17 ottobre nella prestigiosa location di Ca’ Vendramin Calergi il Forum spumanti d’Italia, tra degustazioni e convegni. Molto attesa la serata del 16 con la Premiazione dei vincitori del Concorso enologico nazionale Forum spumanti d’Italia 2010. Nel centro storico di Venezia, il Forum si candida a diventare il più prestigioso momento di sintesi del sistema spumantistico italiano ed offre ai giornalisti un’imperdibile occasione di conoscenza e approfondimento di questo comparto dell’economia italiana che sta riscuotendo sempre maggior successo nel mercato internazionale. Un fenomeno globale che investe anche numerosi aspetti culturali, storici e geografici legati al territorio italiano, e che sarà possibile analizzare proprio incontrando direttamente i produttori e gli esperti del settore presenti.
 

Export italiano a luglio

Il vino italiano è fuori dalla crisi, con l’export a +6,9 per cento nei primi sette mesi dell’anno. Il vino italiano sta uscendo dalla crisi e le esportazioni nei primi sette mesi hanno registrato una crescita del 4 per cento in volume e del 6,9 per cento in valore, conquistando anche i consumatori asiatici, con una crescita di volumi del 74 per cento e del 60 per cento sui mercati dell'Estremo Oriente.
 

Obbligo di riportare l’annata per i vini a DOCG e DOC

Con decreto del ministero delle Politiche agricole, sono state emanate le disposizioni per l’inserimento nei disciplinari di produzione dell’obbligo di indicazione dell’annata che si riferisce a tutte le tipologie di vini, salvo i vini liquorosi, spumanti e frizzanti.
Nel testo dei disciplinari viene inserito, nell’articolo relativo all’etichettatura (generalmente l’articolo 7), il seguente comma: “E’ fatto obbligo di indicare in etichetta l’annata di produzione delle uve”.
 

Nuove Doc in arrivo

Il Comitato nazionale vini ha dato il parere favorevole a ben sette richieste per la Regione Veneto: 3 nuove Docg, una Doc e la modifica dei disciplinari di 3 Doc esistenti. In particolare sono state approvate due nuove Docg per la zona del Piave del Veneto Orientale e una nel Padovano: si tratta della Docg “Piave Malanotte” relativa ad un vino di particolare pregio derivante dal vitigno autoctono Raboso. E’ stata poi approvata la Docg “Lison”, nell’area del portogruarese ai confini orientali del Veneto. Per la provincia di Padova è stata approvata la Docg “Colli Euganei Fiori d’Arancio”, che riguarda la produzione di vini di particolare pregio, nelle tipologie spumante, tranquillo e, passito, derivate tutte dal vitigno “Moscato giallo”, caratteristico della nella fascia collinare dei Colli Euganei.
 

Asta record per vino italiano a Londra

Una bottiglia di vino "L'Andrea" dell'azienda umbra Monte Vibiano, realizzata in vetro di Murano dal Maestro veneziano Pino Signoretto, è stata battuta per 70.000 euro a un'asta di beneficienza londinese. Si tratta di un prezzo record per una bottiglia di vino italiano. "L'Andrea" è il fiore all'occhiello della Monte Vibiano, azienda in provincia di Perugia, che ha scelto il Mastro vetraio Signoretto, i cui lavori sono esposti nelle più prestigiose gallerie d'arte di tutto il mondo, per il proprio "rosso" più prestigioso. L'offerente si è aggiudicato anche un weekend da 'special guest' al castello di Monte Vibiano, ospite della famiglia di Fasola Bologna. Sono le credenziali d'eccellenza dell’azienda che hanno portato l'associazione di beneficenza inglese "Pratham UK" a scegliere i vini di Monte Vibiano per l'asta, i cui proventi saranno destinati alla promozione della scolarizzazione dei bambini più poveri delle zone urbane e rurali dell'India.
 

Entrato in vigore accordo fra Ue e Australia

Il 1° settembre 2010 è entrato in vigore un nuovo accordo che disciplina il commercio del vino fra l’Australia e l’Unione europea. Questo nuovo accordo, che sostituirà quello firmato nel 1994, protegge il regime di etichettatura del vino adottato nell’Ue, garantisce la piena protezione delle indicazioni geografiche dell’Ue, anche per i vini destinati all’esportazione in paesi terzi, e include un esplicito impegno da parte dell’Australia a proteggere le espressioni tradizionali dell’Ue. In aggiunta, entro un anno dall’entrata in vigore dell’accordo e dopo un periodo di transizione, l’Australia non utilizzerà più per i propri vini alcune importanti denominazioni dell’Ue, quali “Champagne” e “Porto”.
 

Import Usa, a marzo l’Italia cresce

Incominciano ad arrivare segnali positivi dal mercato americano. Dopo una fine 2009 di continue perdite, marzo regala uno spiraglio di luce alle importazioni dei vini italiani, che riprendono slancio sia sul fronte dei volumi che, cosa più importante, su quello dei valori. Nei 31 giorni del mese, la performance italiana ritorna ad avvicinare i migliori periodi del 2009, superando i 104 milioni di dollari per 207.000 ettolitri, mentre nel trimestre gennaio-marzo riesce a incamerare un incoraggiante +6% sui valori (266 milioni di dollari) e un +1,5% sui volumi (quasi 520.000 ettolitri), per un prezzo medio salito del 4% a 5 dollari al litro.
Ad andare meglio sono i vini rossi in bottiglia, cresciuti di quasi il 10% sia a volume che a valore. Un dato in linea con l’andamento delle preferenze del mercato retail americano, che tra 2008 e 2009, secondo i dati Nielsen, ha visto la quota vendite dei rossi passare dal 44 al 47%, a discapito sia dei bianchi (scesi dal 42 al 40%) e dei rosé (da 14 a 13%). E infatti per i nostri bianchi in bottiglia il trimestre, sempre nel contesto dell’import, non è stato troppo brillante: variazione nulla in valori, -2% sui volumi.
 

Produzione Italia, nel 2009 crescono solo i Doc

Sono solo i vini a denominazione di origine a crescere nella prima vendemmia italiana nata con le regole dettate dall’Ocm in tema di classificazione dei vini secondo il nuovo schema Dop- Igp, varietali e vini da tavola. Nel 2009, a fronte di una produzione nazionale in leggero calo (-2% a 43 milioni di ettolitri), gli ex Vqprd segnano una progressione del 4% a 15 milioni di ettolitri, mentre i vini a indicazione geografica incassano una pesante perdita (pari a -7%, a 12,2 milioni), così come i vini generici, fermi a 15,8 milioni, per un calo del 3%. Si riduce quindi la forchetta tra produzione a marchio di qualità e vino da tavola: nel 2008 questi ultimi erano risultati in forte crescita (+12% a oltre 16 milioni di ettolitri), a fronte di 14 milioni di vini Doc- Docg, solo +1%.
 

Uk, si annuncia un anno di grandi sacrifici

Un inizio 2010 che lascia intravedere bene come sarà il prosieguo dell’anno: ovvero difficile. Nel primo trimestre 2010, il Regno Unito ha assorbito un quantitativo di vino di oltre 2,7 milioni di ettolitri, per un valore di quasi 600 milioni di sterline, numeri in crescita rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso: +12% i volumi, +7,6% i valori. Ma il messaggio, letto sulla colonna dei prezzi medi, è di tutt’altro tenore e fin troppo chiaro: un litro di vino l’anno scorso veniva pagato il 4% in più. Tagliate e verrete premiati, insomma. Lette in questa luce, le performance di crescita dei vari Paesi assumono ben altro colore: l’Australia si conferma leader del mercato, con una performance in forte crescita a volumi (+13%) e valori stabili, ma con un prezzo medio tagliato del 12%. La palma della maggiore svendita va alla Francia, che recupera fortemente a volumi (+41%), a fronte di un taglio dei listini da lacrime e sangue: -23%. Un litro di vino francese l’anno scorso di questi tempi spuntava 6,30 sterline, oggi viaggia attorno a 4,90. Anche l’Italia guadagna (+38% in volume e +9% in valore), ma anche per il nostro Paese il sacrificio sul fronte prezzi da un anno all’altro è stato notevole: -21%, il che porta il nostro vino a 1,66 sterline, sotto la soglia dei 2 pound che riuscivamo a incamerare l’anno scorso.
 

Agricoltura Ue: in 10 anni persi 3,7 milioni di posti di lavoro

Tra il 2000 e il 2009 l’Europa a 27 ha perso 3,7 milioni di posti di lavoro, riducendosi di un quarto (-25%). È l’impietoso bilancio tracciato da Eurostat, che ha misurato anche la performance del reddito degli agricoltori nello stesso periodo, rilevandone però un andamento positivo (+5%), anche se nell’ultimo anno, sempre nell’Ue a 27, gli addetti al settore primario hanno visto una riduzione del reddito del 12%. se le riduzioni più vistose si sono avute nei nuovi Paesi membri (con il picco dell’Estonia, -55%, della Bulgaria, -48%, e della romania, -41%), l’italia ha visto comunque un forte calo (-16%, per 1,2 milioni di addetti), inferiore comunque a spagna (-18%) e francia (-17%). Per quanto riguarda i redditi, l’italia segna il meno sia sul decennio (-36%), sia sull’ultimo anno (-21%). in controtendenza rispetto al panorama europeo la Polonia (+107% in dieci anni), Paese primo in graduatoria come numero di addetti in agricoltura (oltre 2,2 milioni).
 

Etichettatura allergeni, chiesta nuova proroga

Un’ulteriore proroga di un anno per l’obbligo di indicazione degli allergeni in etichetta. È quanto ha chiesto il Comité vins in una lettera del suo presidente, Lamberto Vallarino Gancia, indirizzata ai commissari europei alla Salute, John Dalli, e all’Agricoltura, Dacian Ciolos. Un anno in più, dal 31 dicembre 2010 al 2011, per consentire all’Oiv di presentare alla Commissione europea il dossier con gli incoraggianti risultati emersi dalle sperimentazioni effettuate nel 2009 da alcuni Stati membri, compresa l’Italia sui residui dei derivati da caseina. Sperimentazioni che hanno dimostrato come con corrette pratiche di cantina la presenza di residui venga praticamente azzerata. Nell’anno di proroga l’Autorità per la sicurezza alimentare europea avrà tutto il tempo di valutare le conclusioni degli studi e, in caso di esito positivo, suggerire alla Commissione l’adozione dell’esenzione permanente.
 

Import Usa, a marzo primi segnali di crescita

Nel primo trimestre dell’anno in corso, si registra un robusto incremento dell’import a valore di vini in Usa (+8% a 915 milioni di dollari), a fronte di un leggero calo del volume (-2% per 2,1 milioni di ettolitri), per un prezzo medio in decisa crescita (+11% a 4 dollari al litro). In stand-by le cantine australiane, che archiviano i primi tre mesi dell’anno con volumi in forte calo (-17%) ma a fronte di un fatturato stabile, segno che il dollaro debole australiano ha consentito agli di piazzare vini di prezzo maggiore (+19% infatti il valore al litro di un litro di vino australiano importato).
Effetto monetario apprezzabile anche per gli argentini, che grazie all’andamento al ribasso del peso sono riusciti a incrementare la loro performance a valori (+17%), a fronte di volumi in netto calo (-15%), per un prezzo medio schizzato in su del 37% a poco meno di 3 dollari al litro.
Continuano invece ad andar male le cose per la Francia, inchiodata a valori ma con performance a volumi in netto arretramento (-8%), mentre la Spagna segna la progressione più decisa tra i grandi Paesi produttori del Vecchio continente, attorno al 30% di aumento.
 

Le “icone” del buon vino italiano secondo Wine Enthusiast

Secondo Wine Enthusiast sono quindici i vini italiani che rappresentano delle “icone” che ogni amante del buon vino dovrebbe provare e conoscere. Cinque in particolare sarebbero veri e propri “ambasciatori” del vino italiano: Mionetto Prosecco, Santa Margherita Pinot grigio, Bolla Soave, Riunite Lambrusco e Chianti Ruffino. Gli altri vini sono: Gaja Barbaresco, Pio Cesare Barolo, Bertani Amarone della Valpolicella Classico, Barone Ricasoli Castello di Brolio Chanti Classico, Marchesi Antinori Tignanello, Biondi-Santi Brunello di Montalcino, Tenuta San Guido Sassicaia, Ornellaia, Mastroberardino Radici Riserva Taurasi e Planeta Santa Sicilia.
 

Export Italia, un inizio 2010 incoraggiante

Un inizio d’anno incoraggiante per le cantine italiane. A gennaio l’export segna il più sia sul fronte volumi sia – quel che più conta – su quello dei valori, interrompendo quella tendenza alla svendita che aveva contraddistinto l’intero 2009. Nei primi 31 giorni del 2010, sono stati spediti nel mondo 1,2 milioni di ettolitri di vino, per un incasso di poco meno di 200 milioni di euro, con un segno positivo di oltre il 7%. Prezzo medio praticamente invariato rispetto al gennaio 2009, pari a 1,77 euro al litro.
Le buone notizie coinvolgono sia il segmento bottiglia, che inaugura l’anno con un incoraggiante +12% a volume e un +11% a valore, sia quello degli spumanti, cresciuti del 23%in volume e del 7,6% a valore. In sofferenza il mercato dello sfuso, che cede il 20% sul fronte valore, con un prezzo medio in forte ribasso (-18% a 44 centesimi al litro).
Venendo ai Paesi, continua il trend positivo della Germania, mentre incoraggianti notizie arrivano dai mercati di lingua inglese, che nell’ultimo anno avevano patito più di altri la crisi internazionale: Regno Unito +24%, Usa +16% sui volumi, entrambi confermati da segni positivi anche sui valori.
 

Inaugurato il più grande museo del vino della Cina

Ha aperto a Qingdao City il più grande museo della Cina dedicato al vino. In meno di due settimane ha già attirato più di 5.000 visitatori. Nei suoi oltre 8.000 metri quadrati, il museo illustra i processi di impianto dei vigneti, la storia del vino e di famose cantine internazionali. I visitatori possono degustare gratuitamente vini provenienti da 17 Paesi.
 

Alcol, consumi italiani in stile nordeuropeo

Un evidente cambiamento negli stili di consumo è il dato che emerge con maggior forza dalla consueta analisi dell’Istat dedicata al consumo di alcol in Italia. Il report 2009 indica infatti un progressivo incremento - documentato anche dal trend di lungo periodo - del consumo di alcolici al di fuori dei pasti e con frequenza prevalentemente occasionale. Un modello meno “italiano”, e più vicino a quello nord europeo. Che sembra in prevalenza riflettere gli orientamenti dei più giovani, sganciati dagli schemi di consumo abituali. Qualche elemento di tradizione, comunque, resta nel tracciato statistico più recente. In relazione ai diversi tipi di bevande (tra quelle alcoliche), la fotografia scattata dall’Istat ribadisce infatti, come già evidenziato, la preferenza accordata al vino, anche se si assiste a una riduzione dei consumatori di solo vino e birra e a un aumento dei soggetti che includono nella gamma anche aperitivi, amari e superalcolici.
 

In calo le vendite di Cava nel 2009

Sono state 219 milioni le bottiglie di Cava vendute nel 2009, di cui 88 milioni sul mercato spagnolo (-1% rispetto al 2008) e 131 sui mercati d’esportazione (-5,5%). Il calo estero - comunque inferiore a quello dello Champagne - è dovuto principalmente alle performance negative su mercati chiave come la Germania (-32%) e il Giappone (-24%), in parte compensate da altri mercati come il Regno Unito (+8% a 32 milioni di bottiglie), Belgio (+58% a 15 milioni di bottiglie) e Stati Uniti (+2% a 14 milioni). Interessante anche l’incremento sul mercato francese: +40% a oltre 3 milioni di bottiglie.
 

Champagne, segnali di ripresa dal mercato

Secondo il Centro Informazioni Champagne, i segnali di ripresa per le bollicine d’Oltralpe ci sono. Infatti, anche se l’Unione Europea, ha perso il 17,4%, l’Italia si riconferma il terzo mercato a valore dopo Stati Uniti e Regno Unito e il quinto a volumi, con 6,8 milioni di bottiglie. Inoltre, nel corso dell’ultimo bimestre del 2009, le spedizioni sono aumentate del 5,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
 

Vendemmia Italia 2010, le prime stime

Le stime produttive per la prossima vendemmia sembrerebbero indicare una crescita rispetto allo scorso anno, con un aumento comunque contenuto entro i limiti del 5%. Se così fosse, in volume assoluto, la campagna 2010 potrebbe tornare sui livelli del 2008 e superare quota 46 milioni di ettolitri. Secondo i dati Istat nel 2009 la produzione vinicola si era invece fermata a 45,4 milioni di ettolitri. Attesa, in media, una qualità buona. È quanto emerge da una prima ricognizione sullo stato dei vigneti della Penisola, svolta da Ismea e Unione Italiana Vini, nella prima settimana di luglio.
 

Export Italia, volumi da record nel 2009

Come ampiamente prevedibile, visto l’andamento registrato nel corso dell’anno, l’export italiano chiude il 2009 con un aumento significativo dei volumi (+6% a 19,5 milioni di ettolitri) ma con un passivo sulla colonna del fatturato, sceso del 6% a 3,4 miliardi di euro, dovuto a un abbattimento del prezzo medio di vendita dell’11%, a 1,77 euro al litro.
I segni negativi sui valori coinvolgono tutte e tre le macrotipologie dei vini italiani: spumanti -18% (377 milioni di euro), imbottigliato -4% (2,7 miliardi) e sfuso -6% (312 milioni), ma a soffrire di più sono stati sicuramente i primi due, saliti a volume rispettivamente di solo il 2% e il 3%, mentre lo sfuso è riuscito a portare a casa un +14%, grazie a performance di tutto rilievo sul mercato russo, cresciuto nell’ordine delle tre cifre (+364% a 405.000 ettolitri).
Insomma, un anno interlocutorio, che ha subito il peso della crisi a livello internazionale, riflessa nelle performance deludenti di mercati chiave come Regno Unito (-10% a valori), Usa (-7%), Canada (-5%), mentre stabile si è dimostrata la Germania (-0,2% a valori, +8% a volumi), ma grazie a una sforbiciata ai listini dell’8%. In salute il mercato svizzero (+14% a volumi, +1% a valore).
 

Questione Tocaj, Ungheria contro Slovacchia

Nella battaglia per il riconoscimento del Tocaj quale Doc nazionale, l'Ungheria si trova davanti adesso la Slovacchia che nel 2009 aveva allargato la propria superficie di coltivazione, infrangendo un precedente accordo con cui le veniva riconosciuto il 10% della produzione complessiva di Tocaj. Entro la fine di quest’anno la Ue dovrà pronunciarsi sull’utilizzo esclusivo della denominazione, e non si esclude che vengano create due regioni vinicole differenti.
 

Canada, l’Italia supera la Francia

Con 59 milioni di litri esportati nel 2009 (+8%) e vendite a valore che superano i 205 milioni di euro (+2%), l’Italia è diventato primo Paese esportatore a volume sul mercato canadese. A perdere quote è stata soprattutto la Francia, che l’anno scorso ha fatto registrare una riduzione di vendite a volume e a valore rispettivamente pari al 2% e all’8%. Un 2009 difficile anche per l’Australia che, pur rimanendo terzo Paese importatore in Canada, ha aumentato del 3% il volume esportato, ma ha perso il 13% delle vendite a valore. A trainare i consumi di vino italiano è stato soprattutto il vino rosso strutturato, particolarmente apprezzato dai “baby boomers”, 40-50enni con un’elevata propensione all’acquisto di prodotti di qualità evocativi dello stile di vita italiano.
 

Concours de Bruxelles, sul podio Italia, Francia e Spagna

Francia, Spagna e Italia sono nell’ordine i Paesi vincitori della XVII edizione del Concours mondial de Bruxelles che si è svolto a Palermo. Al primo posto si sono piazzati i cugini d’Oltralpe con 606 riconoscimenti (401 medaglie d’Argento, 191 d’Oro e 14 Gran medaglie d’oro) su 2.277 campioni inviati. Al secondo la Spagna con 378 su 1.394 e infine l’Italia con 228 medaglie su 949 vini, che si è aggiudica il terzo.
Tra i risultati più interessanti le prestazioni del Portogallo – quarto posto - con 177 medaglie e del Cile, quinto, con 158 medaglie. All’interno poi della classifica italiana, la Sicilia con 77 medaglie conquistate è in testa alla classifica delle regioni, seguita dal Veneto con 41 riconoscimenti e poi dalla Toscana con 28.
 

Colline di Conegliano Valdobbiadene verso riconoscimento Unesco

Nei giorni scorsi il ministro Galan ha uffi cialmente trasmesso all’Unesco la richiesta di inserire le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella lista propositiva dei siti patrimonio mondiale dell’umanità. “Ritengo di buon auspicio che uno dei primi atti da me compiuti in qualità di ministro sia fi nalizzato a valorizzare uno dei paesaggi rurali più signifi cativi d’Europa” ha commentato Galan.
 

Uiv-Catania insieme per il “bere consapevole”

Dopo Verona, anche la Provincia di Catania sposa il progetto di Unione Italiana Vini, elaborato nel quadro del programma europeo Wine in Moderation, che si pone l’obiettivo di promuovere stili di vita positivi, favorendo la cultura del consumo consapevole. A ospitare i corsi di analisi sensoriale finalizzati a educare i giovani a un consumo sano ed equilibrato del cibo e delle bevande alcoliche saranno gli istituti agrari Mazzei di Giarre, Eredia di Catania e Ipa di Paternò, e gli istituti alberghieri Enrico Medi di Randazzo e Giovanni Falcone di Giarre. Il progetto pilota si basa su un programma educativo ideato da Uiv in grado di stimolare la consapevolezza e la competenza dei ragazzi. I corsi permetteranno di acquisire crediti formativi, e il progetto proseguirà anche al di fuori delle mura scolastiche, grazie a un accordo con alcuni locali alla moda, che ospiteranno serate a tema e premieranno i ragazzi che avranno frequentato con profitto i corsi.
 

Vini biologici, fumata nera a Bruxelles

Fumata nera a Bruxelles sulla nuova disciplina dei vini biologici. La Commissione ha deciso di rinviare la riunione del Comitato scientifico per l’approvazione del progetto di regolamento dopo aver preso atto della contrarietà degli Stati membri ad alcuni – cruciali – aspetti riguardanti le pratiche enologiche, anidride solforosa in primis.
La Commissione propone un limite di solfiti di 150 mg / l per i vini bianchi e di 100 per i rossi, mentre chiedono rispettivamente 180 e 130 mg Germania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Svezia e UK. Francia, Italia e Spagna chiedono invece un limite di 120 mg per i vini rossi. “Il rinvio dimostra che in Europa non c’è ancora unanimità di vedute sui parametri qualitativi del vino bio – ha commentato il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan -. I Paesi del Centro-Nord non l’hanno ancora avuta vinta e la proroga ci permette di sostenere le tesi italiane, che puntano su un vino con caratteristiche ben distinte dal prodotto convenzionale. L’Italia chiede in particolare un contenuto inferiore di solfiti per non ingannare i consumatori”.
 

Germania, mercato positivo nel 2009

Complessivamente, secondo i dati dell’Ice diffusi al ProWein, anche nel 2009 il mercato dei vini in Germania si è caratterizzato per una certa stabilità e un forte orientamento verso la qualità dei prodotti. Le vendite, in quantità, sono diminuite solo dell’1,5% rispetto al 2008. La leadership rimane ai vini tedeschi che, pur perdendo qualcosa rispetto al 2008, detengono una quota di mercato del 54% in volume e del 48% in valore. Seguono Italia e Francia, quasi pari merito, con quote sia a valore che a volume intorno al 13%. Dopo Italia e Francia, i vini maggiormente venduti in Germania sono quelli spagnoli (con una quota del 6,1% in volume e del 5,8% in valore) e del Nuovo mondo, con il 5,2% in volume e il 4,6% a valore.
 

Nasce Efow, voce dei vini Do europei

È stata presentata al Parlamento europeo e alla stampa la Efow, European federation of origin wines, associazione senza scopo di lucro con sede a Bruxelles, nata per rappresentare, tutelare e promuovere i vini con denominazione di origine o indicazione geografica nella Comunità Europea e nel mondo. I membri sono: Francia (Cnaoc), Italia (Federdoc), Spagna (Cecrv), Portogallo (Ivdp) e Ungheria (Hnt). Alla presidenza è stato eletto Riccardo Ricci Curbastro, già presidente Federdoc.
 

Australia, produttori in aumento nonostante la crisi

Nonostante la crisi (20 milioni di hl di giacenze), il numero di produttori di vino australiano continua a crescere: nel 2010 sono arrivati a quota 2.420, 100 in più rispetto all’anno precedente. Il tasso di crescita dell’ultimo decennio è stato di fatto equivalente a quello degli anni Novanta, quando nulla sembrava ostacolare lo sviluppo dell’industria australiana. Quasi tre quarti dei nuovi arrivati (72,6%) sono piccoli operatori, che trattano meno di 100 tonnellate all’anno.
 

Prosecco e Lambrusco sinonimi di frizzante

Il segmento dei vini frizzanti è caratterizzato da una gamma d’offerta molto concentrata: le prime 4 tipologie di rossi frizzanti rappresentano infatti il 91% del comparto di riferimento a valore, mentre le prime 4 tipologie di bianchi/rosati arrivano a coprire il 41%, sempre a valore. Decisamente più dinamico è il comparto dei bianchi frizzanti, che nel 2009 ha visto il Prosecco e lo Chardonnay crescere rispettivamente quasi del 16% e dell’11%, sia a valore che a volume. Una situazione più stazionaria si riscontra invece nel comparto dei rossi, dove salta all’occhio un’importante perdita di quote del Barbera frizzante, che ha fatto registrare un -11% a volume e un –7% a valore. Unica tipologia di rossi frizzanti ad essersi lasciata alle spalle un 2009 soddisfacente è invece il Gutturnio, che ha aumentato di un 6,5% e di un 2,2% rispettivamente le sue vendite a valore e a volume.
 

Oiv, l’effetto crisi ferma i consumi nel mondo

La crisi economica mondiale ha avuto il suo riflesso concreto e tangibile sul settore vino. Riassunto in un dato, quello dei consumi, che a livello globale nel 2009 si sono ridotti del 3%, a 237 milioni di ettolitri. Con una produzione rimasta pressoché stabile, a 266 milioni di ettolitri (-0,5%), è così andata ampliandosi la forchetta che misura lo scarto tra ciò che viene immesso sul mercato e ciò che viene assorbito, arrivata a 29,4 milioni di ettolitri, in aumento del 22% rispetto al 2008. La forbice negli ultimi tre anni è andata progressivamente allargandosi: era a 24 milioni nel 2008 e 19 nel 2007. E’ questo il dato più significativo che si può estrapolare dalla consueta “Nota di congiuntura” pubblicata dall’Oiv, nella quale viene data una fotografia dello stato dell’arte del settore nell’anno appena concluso. Sul fronte consumi, i cali sono da ascriversi sia ai Paesi Ue 15 (-5,8 milioni di hl), sia a quelli extra Ue 15 monitorati (-1 milione di hl), con punte molto forti in Italia (-1,6 milioni), Spagna (-1,5), Francia e UK (poco meno di 1 milione di hl). Fotografati in discesa anche i consumi americani (-700.000 hl circa).
 

Brunello, stop a obbligo certificazione in Usa

Si chiude, almeno per il mercato americano, la saga Brunello di Montalcino. Con circolare a firma dell’amministratore John Manfreda, il Tax and trade bureau (Ttb) ha rimosso il vincolo della certificazione obbligatoria da parte delle autorità italiane di tutte le partite del vino toscano destinate alla vendita negli Usa. Nella circolare, motivata dal fatto che tutto il vino coinvolto è stato o declassato o sequestrato, il Ttb segnala che rimarrà comunque in contatto con le autorità italiane impegnate a monitorare e assicurare la correttezza delle spedizioni di Brunello da parte delle sette cantine coinvolte nella vicenda (di cui a oggi cinque hanno risolto le loro pendenze con la giustizia). La palla ora passa al ministero italiano, che con apposito decreto dovrà sospendere la validità del dispositivo con cui erano state prorogate fino a giugno di quest’anno le richieste di certificazione da parte dell’Icqrf
 

Cina & vino: protagoniste le donne

Secondo una recente ricerca Vinexpo, saranno le donne le future protagoniste dei consumi di vino in Cina. Dallo studio - indagine sulle abitudini di consumo di 2.810 donne in Cina, Giappone, Hong Kong e Corea del Sud - è emerso ad esempio che il 50% delle donne cinesi intervistate acquista vino in maniera autonoma a differenza di quelle degli altri Paesi asiatici, che sono invece più sensibili a essere influenzate da terzi. Inoltre, il 38% consuma vino perché ritiene che abbia effetti positivi.
 

Nasce la Doc “Abruzzo”

“Quello di oggi è un giusto riconoscimento al valore e all’eccellenza di vini che hanno segnato la storia enologica di regioni fondamentali per la nostra produzione, come Lazio, Abruzzo e Piemonte”. Con queste parole il ministro Galan ha accolto il parere favorevole di due nuovi disciplinari, Igt Anagni e Doc Abruzzo, da parte del Comitato Nazionale Vini. Dopo ampia discussione è stata inoltre approvata l’importante modifi ca della Doc Piemonte e di altre Doc della regione: Colline Salluzzesi e Carema e le Docg Barbera d’Asti e Gavi o Cortese di Gavi.
 

Giacomo Tachis si ritira

È considerato il “principe” degli enologi italiani, ha inventato vini celebri e i suoi consigli possono fare la fortuna di un’azienda. Si tratta di Giacomo Tachis, piemontese da tempo trapiantato in Toscana, che dopo una lunghissima carriera ha deciso di ritirarsi a vita privata. “Lascio – spiega Tachis - perché ho 77 anni, ho avuto grandi soddisfazioni e ora voglio dedicarmi interamente alla famiglia, ai miei nipoti e ai miei libri”.
 

Galan nuovo ministro dell’Agricoltura

Giancarlo Galan è il nuovo ministro dell’Agricoltura, lo ha nominato il presidente del Consiglio Berlusconi. Galan succede a Luca Zaia, che a sua volta ne prenderà il posto a presidente della Regione Veneto.
Galan nasce nel 1956 a Padova, città in cui vive attualmente. Laureato in Giurisprudenza, dopo un Master in Business Administration alla Bocconi di Milano, entra giovanissimo in Publitalia e diventa direttore centrale. Nel 1993 viene invitato da Silvio Berlusconi a formare assieme la squadra di Forza Italia. Organizza le elezioni politiche del 1994, studia i programmi, cura i rapporti con gli altri movimenti di area liberale, riformatrice e moderata. Eletto in Parlamento, nel 1995 entra nel Consiglio regionale del Veneto, in seguito è scelto come Presidente della Giunta. Nel 2000, sono i cittadini a sceglierlo direttamente come Presidente del Veneto.
 

Italia batte Francia sul mercato australiano

Con 6,56 milioni di litri di vino venduti lo scorso anno l’Italia ha battuto la Francia (6,23 milioni) e si è collocata al secondo posto, dopo la Nuova Zelanda (42,55 milioni di litri, in gran parte Sauvignon Blanc), nella classifica dei fornitori dell’Australia. È ormai un dato di fatto la preferenza per i vini made in Italy, che superano in quantità l’import dalla Francia, con la sola eccezione dell’ultimo trimestre dell’anno, quando la richiesta di Champagne fa più che raddoppiare le vendite.
 

Export Italia 2010, un inizio incoraggiante

Un inizio d’anno incoraggiante per le nostre cantine. A gennaio l’export segna il più sia sul fronte volumi sia – quel che più conta – su quello dei valori, interrompendo quella tendenza alla svendita che aveva contraddistinto l’intero 2009. Nei primi 31 giorni del 2010, sono stati spediti nel mondo 1,2 milioni di ettolitri di vino, per un incasso di poco meno di 200 milioni di euro, con un segno positivo di oltre il 7%. Prezzo medio praticamente invariato rispetto al gennaio 2009, pari a 1,77 euro al litro.
Le buone notizie coinvolgono sia il segmento bottiglia, che inaugura l’anno con un incoraggiante +12% a volume e un +11% a valore, sia quello degli spumanti, cresciuti del 23%in volume e del 7,6% a valore. In sofferenza il mercato dello sfuso, che cede il 20% sul fronte valore, con un prezzo medio in forte ribasso (-18% a 44 centesimi al litro).
 

Svezia, vendite di vino in crescita nel 2009

Nel 2009 le vendite di vino al Monopolio svedese sono cresciute del 9%, a 176 milioni di litri. Si conferma primo il Sudafrica, con 35,6 milioni (+33%) e una quota del 20% sul totale vendite. Seconda l’Italia, con 28,5 milioni di litri (+8%) e una quota del 16%. Terza l’Australia, 25,6 milioni di litri (+2%) e una quota del 15%. Seguono Spagna, Francia, Cile e Germania.

La Romania scommette sul mercato Uk

www.romanian-winegrowers.com. È questo l’indirizzo del sito lanciato dall’omonima associazione di viticoltori e destinato specificatamente al mercato Uk. Obiettivo: creare un canale diretto di comunicazione e informazione sull’industria del vino romena e i suoi prodotti. “Crediamo - ha detto Paul Evans, direttore di Rumpus, la società che ha seguito la strategia di comunicazione - che la domanda di informazioni sui vini romeni aumenterà infatti notevolmente nei prossimi dieci anni”.
 

Nuova Zelanda, vendemmia 2010 al ribasso

Le prime previsioni della New Zealand Winegrovers Association sulla vendemmia 2010 stimano una raccolta leggermente inferiore al 2009, a dispetto dell’incremento delle superfici produttive, aumentate di circa 2.000 ettari. La produzione si assesterebbe tra le 265 e le 285.000 tonnellate. Questa pausa nella crescita dei volumi è rassicurante per gli operatori del settore, i quali temevano che un raccolto abbondante avrebbe influito sui prezzi.
 

Marchio ombrello per i vini portoghesi

Il ministero dell’Agricoltura portoghese ha annunciato un forte incremento della spesa a favore della promozione dei vini portoghesi nei prossimi 4 anni. Verranno infatti stanziati 50 milioni di euro, contro i 15 che erano stati destinati nel quadriennio precedente. L’investimento è stato annunciato in occasione del lancio del nuovo marchio ombrello per i vini portoghesi, “Wines of Portugal: a world of difference”.
 

Brunello di Montalcino: buone notizie dall’estero

Buone notizie anche per l’annata 2005 del Brunello di Montalcino, valutata con 4 stelle. “È stata una vendemmia di buon livello – ha spiegato il presidente del Consorzio Patrizio Cencioni inaugurando Benvenuto Brunello – nonostante le quantità di uve raccolte e vinificate abbiano registrato una contrazione del 15% rispetto al 2004”. Tra i dati da segnalare quello delle fascette, che dal 1° gennaio al 31 dicembre 2009 sono arrivate a 7 milioni 180 mila per il Brunello di Montalcino, contro le 6 milioni 850 mila dello stesso periodo del 2008, con un aumento del 5%.
 

Export Italia 2009, bene i volumi

L’export italiano chiude il 2009 con un aumento significativo dei volumi (+6% a 19,5 milioni di ettolitri) ma con un passivo sulla colonna del fatturato, sceso del 6% a 3,4 miliardi di euro, dovuto a un abbattimento del prezzo medio di vendita dell’11%, a 1,77 euro al litro. I segni negativi sui valori coinvolgono tutte e tre le macrotipologie dei vini: spumanti -18% (377 milioni di euro), imbottigliato -4% (2,7 miliardi) e sfuso -6% (312 milioni). Insomma, un anno interlocutorio, che ha subito il peso della crisi a livello internazionale, riflessa nelle performance deludenti di mercati chiave come Regno Unito (-10% a valori), Usa (-7%), Canada (-5%), mentre stabile si è dimostrata la Germania (-0,2% a valori, +8% a volumi).
 

Export Spagna: un 2009 al ribasso

Secondo dati Oemv l’export vinicolo spagnolo 2009 ha segnato cali sia a valore che a volume, rispettivamente -13,5% per 1,718 miliardi di euro e -9,7% per 15,1 milioni di ettolitri. I più colpiti gli spumanti (-30% a valore). In generale il prezzo medio ha evidenziato una riduzione del 4,2%, attestandosi a 1,14 euro/litro.
 

Vino Nobile di Montepulciano: limatura dei valori

“Otto milioni di bottiglie di Vino Nobile e 3 di Rosso, più o meno la stessa quantità dell’anno scorso però con una perdita di valore consistente anche perché c’è stato un sensibile transito dalle bottiglie dei produttori a quelle degli imbottigliatori”. Questa la situazione secondo Federico Carletti, presidente del Consorzio, che ha proseguito presentando l’annata 2009 che si è aggiudicata 4 stelle. “Una grande annata che dà valore aggiunto al nostro vino nei mercati internazionali. In questi anni poi siamo riusciti ad abbinare all’eccellenza del prodotto la cultura, la tradizione, la qualità della vita della nostra città”.
 

Export Austria: 2009 in crescita

Le esportazioni 2009 di vini austriaci sono state decisamente più positive di quello che ci si aspettava, nonostante la diminuzione del prezzo per bottiglia: +16% in volume (70 milioni di litri) e +5,3% (119 milioni di euro) in valore, rispetto al 2008. Il ritmo di sviluppo è stato determinato da alcuni mercati chiave, come Germania (volume +15%, valore +9%) e Svizzera, compreso il Liechtenstein (volume +27%, valore +6%), ma anche da altri in crescita come Paesi Bassi, Svezia e Giappone
 

Champagne, bottiglia leggera taglia emissioni CO2

Il Comité Champagne ha lanciato un nuovo standard di bottiglia, che passando da 900 a 835 grammi di peso, contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 di 8.000 t, equivalenti alle emissioni di 4.000 automobili per un anno. La bottiglia è stata progettata per resistere alla pressione di 6 atmosfere e per sopportare ogni stadio della produzione e del trasporto. Il provvedimento rientra nella più ampia campagna per ridurre le emissioni della filiera del 25% entro il 2020.
 

Chianti Classico, “il peggio è passato”

Il bilancio del 2009 si chiude per il Chianti Classico con una contrazione nelle vendite del 15%. Ora però i mercati si sono assestati e il fenomeno della ricostituzione delle scorte ha interessato in misura rilevante tutte le maggiori piazze internazionali. Un trend che fa ben sperare per il 2010 e che indica, se pure con segnali in qualche caso ancora contraddittori, che il peggio potrebbe davvero essere passato.
 

Alcol in Gran Bretagna: cambiare l’etichettatura

Il Partito conservatore in Gran Bretagna si è impegnato, nel suo Libro verde sulla salute pubblica, a dismettere il sistema delle unità alcoliche. Le unità, secondo i Tories, dovrebbero essere sostituite con etichette che indichino il volume di alcol e il contenuto calorico di ogni bevanda.
 

Richiesta Una nuova Doc “Venezia”

Una nuova Doc Venezia, che ricomprenda l’intero territorio delle province di Venezia e Treviso; una modifica delle attuali Doc Piave e Lison Pramaggiore in modo da caratterizzare ancora di più il legame tra vitigno e territorio; la Docg per il Malanotte e il Lison. Queste le richieste che la Regione Veneto, in accordo e in rappresentanza dell’intera filiera, presenterà al Mipaaf. Lo ha deciso la Giunta veneta, su iniziativa del vicepresidente Franco Manzato.
 

Controlli a scaffale: gli 007 del Chianti Classico

Il Consorzio vino Chianti Classico si prepara a sguinzagliare i suoi 007: nei supermercati e nelle enoteche si aggireranno presto speciali sentinelle, investite della missione di controllare sugli scaffali la conformità al disciplinare delle bottiglie del celebre vino. La nuova figura dell’agente vigilatore è prevista nell’articolo 17 della proposta di revisione della legge sulle denominazioni di origine.
 

Import Usa, vince il fattore prezzo

Si sono concluse con risultati contrastanti le importazioni vinicole americane che per il 2009 hanno visto un incremento del 13% in quantità e una diminuzione dell’11% in valore. Dati che, secondo Lucio Caputo, presidente dell’Italian Wine & Food Institute, confermano un trend ormai consolidato che vede espandersi negli Usa il consumo dei vini di importazione ma al contempo privilegia i vini con i prezzi più competitivi.
 

Brunello, omaggio dal Giappone

A celebrare il Brunello di Montalcino, quest’anno, ci ha pensato il Giappone. Sono stati infatti gli autori di “The Drops of God”’, popolare manga che parla di vino, a realizzare la tradizionale piastrella celebrativa di “Benvenuto Brunello”, che riporta la valutazione dell’annata. Per la cronaca, il 2009 ne ha conquistate 4.
 

Sud Africa: vino in vetro più leggero

Nell’ottica di una produzione ecologicamente più responsabile, il Sud Africa si propone di adottare bottiglie in vetro più leggero. Rispetto ai tradizionali contenitori da 500 grammi, a partire da aprile - quindi per imbottigliare la produzione 2010 - saranno disponibili bottiglie da 0,75 l, predisposte per l’utilizzo con tappo a vite, del peso di 350 grammi. Anche per quanto riguarda le bottiglie con tappi in sughero il peso è stato ridotto da 570 a 460 grammi.
 

Enoarcheologia: antico torchio in Israele

È stato scoperto in Israele, vicino a Gerusalemme, un antico torchio per il vino, risalente all’epoca bizantina. Le eccezionali dimensioni del torchio sembrano avvalorare l’ipotesi che la quantità di vino prodotta non fosse solo per un consumo locale, ma destinata anche a essere esportata in Egitto o in Europa, secondo quanto dichiarato dal direttore degli scavi Uzi Ad.
 

33° Congresso Oiv a giugno in Georgia

“Vite e vino, patrimonio mondiale dell’umanità - Tradizione e innovazione”, questo il tema che farà da fil rouge alle relazioni di viticoltura, enologia, metodi di analisi, sicurezza e salute del consumatore, economia e diritto dei prodotti vitivinicoli al 33° Congresso mondiale dell’Oiv, in programma a Tbilisi (Georgia) dal 20 al 27 giugno prossimi. In concomitanza si terrà anche l’8ª Assemblea generale Oiv. Info: www.oiv2010.ge
 

Ue e vino biologico, regolamento in arrivo

È previsto per fi ne marzo-inizio aprile prossimi l’arrivo della proposta della Commissione europea per regolamentare la produzione di vino biologico in Europa. I contrasti maggiori - che dovranno essere necessariamente appianati entro tale data - sembrano vertere principalmente sul livello accettabile di solfi ti nel vino.
 

Giappone: verso vini di prezzo più basso

Secondo dati Oemv, le importazioni di vino giapponesi sono aumentate, lo scorso anno, del 4,5% in volume, a fronte tuttavia di un calo a valore del 16,7%. Il prezzo medio del vino importato è infatti sceso del 20,3% a 4,10 euro rispetto ai 5,15 del 2008. La Francia rimane il primo Paese fornitore, benché abbia subito cali sia a volume che a valore. L’Italia, a fronte di un -6,1% a valore, ha messo a segno un +3,2% a volume. Cile invece protagonista: +26% in valore e +23% in volume.
 

Champagne: campagna contro i “falsi” negli Usa

Negli Stati Uniti il Civc ha lanciato una campagna per “smascherare” le produzioni americane di spumante che utilizzano il nome “Champagne” in etichetta. Head line della campagna “Unmask the truth… no more coverups” e come immagine una maschera dai bordi dorati sopra la bottiglia.
 

Un sito per ridurre i rischi alcol-correlati

La European spirits organisation Ceps e il Forum europeo per il consumo responsabile Efrd hanno realizzato un sito - www.drinksinitiatives.eu - con lo scopo di contribuire alla riduzione dei rischi alcol-correlati. Il sito offre informazioni sulle iniziative nei diversi Paesi, suddivise in 5 aree tematiche: Consumo e minori, Alcol e guida, Informazioni al consumatore, Informazioni ai responsabili vendita, Sul posto di lavoro.
 

Il Cile vinicolo dopo il terremoto

Nonostante le scosse di assestamento del terremoto continuino a far tremare il Paese, si è provato a tracciare un primo bilancio dei danni subiti dall’industria del vino cilena. Secondo quanto dichiarato da René Merino, presidente di Wines of Chile, si stima una perdita di 125 milioni di litri, per un valore di circa 250 milioni di dollari. Numeri che, sebbene alti, rappresentano tuttavia – ha rassicurato Merino - solo il 12% del frutto della campagna 2009.
 

UK, sequestrate 14.400 bottiglie di “Rosecco”

L’Icqrf di Conegliano ha sequestrato 14.400 bottiglie di “Rosecco – vino spumante Brut - Rosé”, prodotto e imbottigliato da una ditta del Trevigiano e destinato al mercato Uk. “Un tentativo maldestro - ha commentato il ministro Luca Zaia - di infangare i nostri marchi all’estero. Nell’etichetta era riportato con caratteri molto evidenti il termine Rosecco, che richiama in modo palese la denominazione d’origine Prosecco”.
 

Corvina, sequenziato il Dna

La Corvina, vitigno basilare per produrre l’Amarone, è la prima varietà locale di vite di cui è stato sequenziato il Dna. L’importante traguardo, che fa balzare l’Italia ai vertici mondiali dell’indagine scientifica in ambito vitivinicolo, è stato annunciato all’Accademia di agricoltura, scienze e lettere di Verona. La ricerca, condotta da Massimo Delledonne e Mario Pezzotti, del Centro di genomica funzionale dell’Università di Verona, è stata realizzata grazie al sostegno della Fondazione Cariverona e di Orvit, società per la valorizzazione dei vini veronesi costituta da cinque aziende vitivinicole: Bolla, Gruppo Italiano Vini, Masi, Pasqua e Sartori.
 

Insediata la nuova Commissione Ue

Il Parlamento Ue ha approvato i 26 candidati alla Commissione europea, dando il via alla nuova squadra del presidente Barroso. La Commissione è composta da 27 membri, uno per ciascun Paese dell’Ue. Quattordici, compreso il presidente, facevano già parte dell’esecutivo precedente. L’attuale squadra resterà in carica per cinque anni.
 

Il Prosecco riconosciuto dal Ttb Usa

Il Tobacco tax and trade bureau americano ha riconosciuto il Prosecco com e denominazione geografica, invece che come varietà d’uva. Il riconoscimento prevede che sulle etichette destinate al mercato Usa devono apparire le indicazioni Prosecco Doc e Sparkling Wine, eccetto i vini non spumanti.
 

Vino al supermercato, segnali di ripresa

I volumi di vino venduti presso la grande distribuzione nel primo semestre 2009 – secondo un’analisi Coop – danno segnali di un generale miglioramento rispetto alla seconda metà del 2008, quando la flessione aveva approssimato il 4% anno su anno. La minore caduta, testimoniata da un -0,5% è legata soprattutto all’andamento delle vendite di vino rosso Doc-Docg, che ha superato una fase di flessione e si è portato in territorio positivo. Restano invece negativi i dati sulle quantità di vino bianco a denominazione di origine transitate nei carrelli delle famiglie. Con i consumatori italiani che stanno tra l’altro mostrando in questi mesi una crescente disaffezione anche nei confronti del vino comune in brik.
 

Simei, i convegni di Unione italiana vini

Nel corso del prossimo Simei troveranno spazio due convegni realizzati da Unione Italiana Vini in collaborazione con Assovetro e Federlegno. Il vetro e i tappi in sughero saranno protagonisti degli incontri sia dal punto di vista della qualità e dell’ecosostenibilità del prodotto che dell’utilizzo nei diversi mercati, nazionale e internazionale. In particolare verranno presentati gli accordi di capitolato, relativi alle bottiglie e ai tappi in sughero, a dimostrazione di come la filiera produttiva - produttori e fornitori - siano sempre più disponibili a reciproci impegni per garantire appunto la qualità del prodotto e la sicurezza di chi lo acquista. Tra gli argomenti trattati, naturalmente il riciclo, i controlli, la formazione e alcune case history.
Per informazioni: www.simei.it e www.enovitis.it
 

Indagine sui consumi di vino in Italia

Sono 22 milioni gli italiani che consumano vino almeno una volta alla settimana e di questi il 94% beve vini rossi e il 59% anche bianchi. L’89% conosce almeno un nome di vino rosso e il più citato è il Barbera, mentre è lo Chardonnay a prevalere tra i bianchi. È quanto emerge da una ricerca condotta da Eurisko su un campione di consumatori di vino (1.600 intervistati) e di spumante (800). L’indagine sottolinea inoltre come le regioni vitivinicole più note agli italiani siano il Piemonte (46%) e la Toscana (45%), seguite dalla Sicilia e dal Veneto. Per i bianchi domina il Veneto (33%), seguito da Piemonte, Trentino e Friuli. Per gli spumanti la ricerca mette in luce che tra i consumatori italiani i più conosciuti sono l’Asti (31%) e il Moscato (11%); tra i vini bianchi secchi prevalgono il Prosecco (12%), il Pinot Chardonnay (8%) e il Cartizze (3%).
 

Simei, viticoltura ed enologia sostenibili

Simei, viticoltura ed enologia sostenibili
Nel corso del prossimo Simei troverà spazio un convegno su “Viticoltura ed enologia sostenibili: indirizzi, tecnologie e prospettive”, organizzato da Unione Italiana Vini e realizzato con la consulenza scientifica di illustri esperti del settore, italiani ed esteri. Moderato da Attilio Scienza, l’incontro in programma il 25 novembre, farà il punto sull’attuale gestione del vigneto per capire quali siano i nuovi fattori su cui puntare per ottimizzare l’ecosostenibilità delle produzioni: dal contributo della genomica e del miglioramento genetico, alle operazioni agronomiche e alle lavorazioni meccaniche.
Per informazioni: www.simei.it e www.enovitis.it
 

Vendemmia europea stabile

Una vendemmia europea all’insegna della stabilità. Nel 2009, secondo una ricognizione effettuata da Unione italiana vini, la produzione di vino nella Ue dovrebbe attestarsi tra 168 e 170 milioni di ettolitri, con un leggero aumento rispetto al 2008 (+2%). Sostanzialmente il dato di crescita è dovuto al recupero della Francia - che nel 2008 aveva vissuto un annus horribilis, perdendo addirittura il primo gradino del podio -, alla buona vendemmia romena e alla stabilità registrata nella maggior parte dei Paesi, che compensano il calo segnalato in Spagna e Austria.
 

Simei, il punto sulle tecnologie di cantina

Nel corso del prossimo Simei troverà spazio un convegno organizzato da Anformape, Associazione nazionale fornitori macchine accessori e prodotti per enologia, dedicato a fare il punto sul settore degli ausiliari e capire come può essere applicato un protocollo produttivo, nell’ottica di una garanzia di qualità per gli utilizzatori. Inoltre ci sarà anche un convegno organizzato da Zenith International che farà il punto sul mercato mondiale delle bevande e sulle nuove opportunità di crescita in alcuni segmenti produttivi.
Per informazioni: www.simei.it e www.enovitis.it
 

Export Italia, sei mesi amari

Il consuntivo dei primi sei mesi per l’export italiano è amaro. Se a maggio si era parlato di leggero vento d’ottimismo, complice la performance mensile migliore dell’anno, giugno riporta indietro le nostre “lancette”, con volumi mensili scesi da 1,8 milioni di ettolitri a poco meno di 1,6 e valori da 281 milioni di euro contro i 292 di maggio. Così, il dato cumulato si attesta a un volume globale di poco meno di 9 milioni di ettolitri (+6,5%), con valori tagliati ancora in modo consistente: -7,5%, a 1,6 miliardi di euro, e prezzo medio giù del 13% a 1,77 euro al litro.
 

Austria, vendemmia in forte calo

Raccolto in calo del 13% in Austria, ma il dato è da mettere a confronto con un 2008 che era stato straordinariamente abbondante. Secondo le prime proiezioni diffuse da Statistik Austria, si produrranno circa 2,6 milioni di ettolitri, di cui 1,5 milioni (-3,5%) in Bassa Austria, 761.000 nel Burgenland (-1,7%), 165.000 in Stiria (-14%) e 20.000 hl nella regione di Vienna (-4%).
 

Germania, vendite di vino in calo

Nel primo semestre le vendite dei prodotti vinicoli sul circuito commerciale tedesco hanno subito un modesto calo, pari al 2%, dovuto soprattutto alla diminuita richiesta di vini nazionali, la quale ha evidenziato un -2,8%, mentre le vendite dei vini importati hanno rilevato un +0,8%. In questo primo semestre le maggiori richieste hanno interessato i vini francesi (+1,9%) e i vini spagnoli (+2%), mentre per i vini italiani e i vini d’oltreoceano è stato rilevato un calo rispettivamente del 2,6% e del 7%.
 

Vernaccia di Serrapetrona, “appassimento aperto”

Torna nelle domeniche del 15 e del 22 novembre per la quarta edizione “Appassimenti aperti”, la manifestazione dedicata alla valorizzazione della Vernaccia di Serrapetrona docg e del Serrapetrona doc. Un evento nato per raccontare la storia affascinante di uno dei vini simbolo delle Marche e del suo profondo legame con il territorio. L’iniziativa è organizzata dai Comitati di tutela delle due denominazioni e dal Comune di Serrapetrona, con il sostegno della Camera di Commercio e della Provincia di Macerata, che ha inserito “Appassimenti aperti” nel sistema Fiera Diffusa. Per ulteriori informazioni: tel. 071 205115.
 

Festival Sud de France a Milano

Si terrà a Milano e Roma dal 26 ottobre all’1 novembre il Festival Sud de France, evento nazionale che farà conoscere i vini della regione vinicola più grande del mondo: Languedoc Roussillon. Situata nel sud della paese, l’area unisce savoir faire francese a sapore mediterraneo; presenta, infatti, clima e tradizioni simili al nostro paese e una viticoltura antica, introdotta dagli etruschi. Il Sud de France offre una grande ricchezza di tipologie che vanno dagli spumanti ai rosati, dai bianchi ai rossi, fino ai passiti.
 

Contrastare la concorrenza sleale e l’agropirateria

Per contrastare la concorrenza sleale e la contraffazione dei prodotti agroalimentari italiani, nasce il “Progetto per la registrazione del logo dei prodotti Dop e Igp e per la loro tutela legale in campo internazionale”. L’iniziativa, promossa dal Mipaaf, è stata affidata a Buonitalia, la società per la promozione, valorizzazione e per la tutela dell’agroalimentare italiano. Nel presentare l’iniziativa il ministro Zaia ha affermato: “I marchi di qualità dei prodotti italiani a denominazione di origine sono un patrimonio che tutela lo sviluppo dei nostri territori e assicura lavoro a tantissime famiglie. Per questo motivo è nostro dovere difendere in tutti i modi e in tutte le sedi tali marchi dalla contraffazione, dall’usurpazione e dall’imitazione indebita”.
 

A Simei spazio a vino e olio

Anche in questa edizione di Simei verrà riproposta l’iniziativa di successo del Wine bar: un’occasione - rivolta in particolare ai visitatori stranieri - per conoscere e apprezzare prestigiose etichette di qualità del nostro made in Italy, grazie anche alla consulenza degli esperti Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori vino) che si occuperanno di gestire le degustazioni e saranno in grado di raccontare i nostri migliori vini in ben 4 lingue. Torna, poi, anche quest’anno l’iniziativa Oil bar, nata per promuovere la conoscenza del mondo dell’olio extravergine di oliva italiano e gestita dal personale qualificato dell’Onaoo.
Per informazioni: www.simei.it e www.enovitis.it
 

Langhe e Borgogna, così lontani, così vicini

Che cosa hanno in comune il Nebbiolo di Langa e il Pinot nero di Borgogna? Per scoprirlo il 21 e 22 novembre prossimi, nel cuore delle Langhe si svolgerà “Le Loro Maestà” evento ideato da Artevino, che per la prima volta riunirà questi due grandi territori. Nella sala polifunzionale di La Morra, infatti, venti domaine della Borgogna e venti aziende delle Langhe accoglieranno personalmente operatori del settore, giornalisti e appassionati.
 

Germania, vendemmia 2009 prevista regolare

Vendemmia per ora regolare in Germania: secondo le stime del Deutsches Weininstitut non si dovrebbe discostare dai 10 milioni di ettolitri, quantitativo incantinato nelle due annate precedenti. La vendemmia si è già conclusa per il Müller thurgau e le uve base spumante, mentre per le varietà tardive, come il Riesling, e le rosse si concluderà a breve.
 

Spagna, vendemmia al ribasso

In flessione la vendemmia 2009 in Spagna, dove secondo il ministero dell’Agricoltura la previsione di 38,9 milioni di ettolitri evidenzia un -6% rispetto ai 41,5 milioni dello scorso anno. Diversificato l’andamento regionale: al calo pronunciato delle principali regioni produttive - Catalogna (-15%), Extremadura (-15%) e soprattutto Castilla-La Mancha (-10%), che passando dai 23 milioni di hl del 2008 ai 20,7 del 2009 pesa particolarmente sulla previsione di quest’anno - si contrappongono gli incrementi delle altre zone. In testa Aragona (+35%), Navarra (+15%) e Canarie (+14%); a seguire Galizia (+6%), La Rioja (+5%), Castilla y Leon (+2%), Valenciana (+3%). In calo invece l’Andalusia (-4%).
 

Export italiano, un cattivo maggio

La tendenza è ancora marcatamente all’insegna dei saldi, con recuperi in volume (+5%, a 7,4 milioni di ettolitri), ma a scapito dell’incasso, sceso di oltre l’8%, a 1,3 miliardi di euro. Tuttavia, maggio porta qualche buona notizia per l’export italiano di vini. Innanzitutto, un recupero mese su mese: se aprile aveva fatto suonare un preoccupante campanello d’allarme, retrocedendo per la prima volta nel 2009 rispetto agli altri mesi, i 31 giorni di maggio segnano un’inversione di rotta, con il record mensile sia in fatto di volumi esportati (1,7 milioni di ettolitri) sia di valori (292 milioni di euro).
 

Simei, adesioni in forte crescita

Alla vigilia dell’edizione 2009 dell’evento fieristico internazionale più atteso da tutta la filiera vitivinicola, l’incremento delle adesioni sta confermando la previsione ottimistica di inizio estate e Simei (Salone internazionale macchine per enologia e imbottigliamento) ed Enovitis (Salone internazionale delle tecniche per la viticoltura e l’olivicoltura) stanno recuperando la leggera flessione di fine luglio. Quasi tutti gli spazi espositivi sono stati occupati e si mantiene alto l’interesse degli espositori, nazionali e internazionali. Proprio l’alto tasso di internazionalità delle manifestazioni si conferma in progressivo aumento.
Per informazioni: www.simei.it e www.enovitis.it
 

Francia, vendemmia in forte aumento

Le stime di produzione in Francia diffuse da Agreste si attestano a 48 milioni di ettolitri, +12% rispetto al raccolto del 2008 (il più magro dal 2000), ma inferiori del 5% rispetto alla media quinquennale. In aumento tutte le categorie di vini: Aoc +9%, Vdqs +59%, Vins de pays +2%. Per quanto riguarda le regioni, in calo risultano solo la Champagne (-4%), l’Alsazia (-4%) e il Languedoc-Roussillon (-2%), mentre in forte recupero sono tutte le altre zone, a cominciare da Bordeaux (+28%), Charentes (+29%), Loira (+39%). Stabile la Borgogna (+1%).
 

Spumanti italiani, in crescita l’export

Incremento sui mercati esteri del 15% in volumi e del 4% in valore nei primi sei mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo l’anno scorso. Il mercato nazionale si esprime ancora come stazionario sia in fatturato che in quantità (-2%). Questi i primi dati comunicati dal Forum spumanti prendendo come fonti uffici doganali, importatori, esportatori, imprese, Ice, Istat e ufficio imposte. E se in Italia tengono Asti, Prosecco, Franciacorta, alla calma nei mercati tedeschi, in Francia e in Spagna si contrappone il trend positivo nei mercati del Nord-Europa, con particolare riguardo per l’Inghilterra (+10% a valore), nei Paesi scandinavi e in Sud America.
 

Portogallo, vendemmia 2009 in crescita

In crescita la vendemmia attesa in Portogallo. Secondo le stime diffuse dall’Instituto da vinha e do vinho, il volume di vino incantinato sarà pari a 6,1 milioni di ettolitri, +9% rispetto al 2008, ma sempre -10% rispetto alla media degli ultimi cinque an- ni. Raccolto in crescita in tutte le regioni, a eccezione del Tejo (-5%). Nel Minho +5%, Douro e Alentejo +14%, Dao e Bairrada +15%, Madeira +3%.
 

Vini Rioja in calo le vendite

Secondo una recente ricerca di mercato, le vendite dei vini Rioja hanno subito un rallentamento nel corso dei primi cinque mesi dell’anno, avendo accusato, rispetto allo stesso periodo del 2008, un calo del 13% circa. La flessione in questione ha investito sia le vendite all’interno del Paese sia il comparto export. Il fenomeno negativo si era già manifestato nel 2008, soprattutto al culmine della crisi, e, principalmente, nell’ambito delle vendite effettuate presso la ristorazione.
 

Consumi di vino, ancora calo in Italia

Un secondo trimestre di nuovo contrassegnato da una flessione dei consumi italiani di vino, al pari del primo quarto dell’anno. Con una riduzione dei corrispettivi monetari ancora più accentuata rispetto alla dinamica negativa dei volumi, in scia a una generale tendenza al ribasso registrata sul fronte dei prezzi. A segnalare l’ulteriore retromarcia degli acquisti domestici di vini e spumanti in Italia è l’Ismea che nel bilancio del primo semestre 2009 rileva, su base annua, una caduta in termini quantitativi del 2,9% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Un calo affiancato da un più robusto meno 5,5% della spesa.
 

Il mondo del vino unito per il consumo consapevole

Il 2 ottobre a Verona il mondo del vino darà un ulteriore contributo significativo alla diffusione di un chiaro messaggio di consumo responsabile e moderato, compatibile con uno stile di vita sano. Confederazione Italiana della Vite e del Vino-Unione Italiana Vini, Federvini e Fondazione Masi organizzeranno, infatti, in occasione del Premio Masi, il convegno dal titolo: “Il vino è moderazione”. Oltre a interventi di carattere scientifico, sarà l’occasione per presentare e condividere le linee guida di “Wine in moderation”, progetto europeo sul bere responsabile.
 

Vino ambasciatore del made in Italy nel mondoVino ambasciatore del made in Italy nel mondo

Il grande vino diventa ambasciatore del “made in Italy” nel mondo. Al via l’accordo fra il ministero degli Esteri e l’Istituto del vino italiano di qualità Grandi Marchi, che riunisce 17 cantine storiche della Penisola, per la fornitura gratuita di doni di rappresentanza da offrire ai “grandi della Terra” in visita al nostro Paese. Si tratta di una speciale cassetta in legno di ciliegio - con il logo del ministero - contenente una selezione di etichette di prestigio che avranno il compito di ricordare ai leader del mondo il gusto italiano anche al termine del loro viaggio ufficiale.
 

Italia, vendemmia regolare

Se le previsioni dei primi di settembre verranno confermate, con la vendemmia 2009 l’Italia tornerà ad occupare il secondo posto nella classifica dei Paesi produttori, guidata - ad eccezione dello scorso anno -dalla Francia. È infatti di 46,5 milioni di ettolitri la produzione attesa per la vendemmia 2009, secondo quanto emerge dalla seconda indagine vendemmiale, effettuata congiuntamente nella prima settimana di settembre da Ismea e Unione italiana vini.
 

Simei all’insegna della sostenibilità

Sviluppo sostenibile delle produzioni, attenzione all’ambiente, sicurezza per il consumatore: queste le linee direttrici che stanno animando l’organizzazione della convegnistica dell’appuntamento mondiale più importante per tutta la filiera vitivinicola, che è atteso dal 24 al 28 novembre a Milano con l’edizione 2009 delle fiere Simei, Salone internazionale macchine per enologia e imbottigliamento, ed Enovitis, Salone internazionale delle tecniche per la viticoltura e l’olivicoltura.
Per informazioni: www.simei.it e www.enovitis.it
 

Prosecco in Friuli, tutto pronto

Il ministro Luca Zaia ha tenuto a battesimo una nuova zona - per ora di 200 ettari - che produrrà Prosecco Doc in Friuli Venezia Giulia, nelle colline del Carso. Vanga in mano, ha messo a dimora la prima barbatella. La Doc Prosecco ora è dunque interregionale.
 

Consumo responsabile, singolare iniziativa in Piemonte

Per promuovere il consumo responsabile di vino, il Comune di Alba, la capitale delle Langhe, dove si producono Barolo e Barbaresco, ha lanciato una proposta interessante. A chi darà la propria disponibilità a non bere alcolici e quindi ad accompagnare a casa in auto gli amici dopo una serata in compagnia, i gestori dei locali potrebbero offrire una bottiglia di vino (da consumare più tardi, evidentemente).
 

Import Usa, meno volumi, più valore

I dati sull’import Usa del primo semestre 2009 confermano una tendenza in atto da diversi mesi. Ovvero la preferenza del mercato americano, nell’attuale periodo di crisi economica, per i vini a basso prezzo. I dati recentemente resi noti dall’Italian wine & food Institute segnalano infatti un incremento del 22% in quantità controbilanciato da una riduzione del 13,1% in valore. A pesare sull’aumento in quantità è in particolare l’incremento dei vini sfusi provenienti dall’Australia, dal Cile e dall’Argentina con prezzi all’origine di circa mezzo dollaro, contro un prezzo medio di 3,74 dollari al litro dei vini imbottigliati.
 

Export Italia novembre 2009

Chiuderà in negativo sul fronte dei valori l’export italiano del 2009, ma la situazione, almeno stando all’ultimo dato Istat, novembre, è andata migliorando sensibilmente. Gli undici mesi infatti hanno chiuso con un passivo di -5% (a 3,1 miliardi di euro), in recupero rispetto per esempio al -10% di aprile maggio o al -8% di giugno. Il solo mese di novembre (vedi grafico) è stato, sempre per quanto riguarda i valori, il secondo best performer dell’anno, con 353 milioni di euro contro i 358 di luglio.
Insomma, una buona notizia per un anno che per le nostre esportazioni è stato avaro di soddisfazioni: cantine piene e necessità di vendere, con il taglio dei prezzi usato come unica arma “di seduzione” verso i compratori esteri. Il prezzo medio di un litro di vino italiano spedito in giro per il mondo è stato, sempre negli undici mesi, di 1,76 euro, che equivale a -13% rispetto al 2008.
 

Consorzi friulani integrati

 
È operativa la fusione tra il Consorzio di tutela vini dei Colli Orientali del Friuli e il Consorzio del Ramandolo. La lunga marcia di avvicinamento è iniziata nell’agosto 2007, dopo la pubblicazione della legge che stimolava i Consorzi a Doc del Friuli Venezia Giulia a unirsi anche stanziando specifici aiuti economici. Le due denominazioni resteranno distinte anche sulle etichette delle bottiglie, ma vi sarà un unico presidente e un unico consiglio di amministrazione con alcuni posti riservati, di diritto, ai produttori del Ramandolo. Le nuove dimensioni, dopo la fusione, parlano di 2.300 ettari vitati, 208 associati per 115.000 ettolitri di vino prodotti ogni anno. Il “neonato” Consorzio avrà la gestione della denominazione Doc Colli Orientali del Friuli, Docg Ramandolo e Docg Picolit. Per la prima volta, dunque, ambedue le Docg regionali saranno tutelate da un unico Consorzio.

Docg? What do you mean?

“What’s Docg?”. I consumatori inglesi sono confusi dalla classificazione dei nostri vini. E solo una nicchia di appassionati (3%) acquista bottiglie che costano più di 10 sterline. Lo dice una ricerca delle Città del vino, finanziata dal Monte dei Paschi di Siena, presentata a Montalcino al convegno “Strategie, performance e prospettive di Brunello, Nobile e Vernaccia nel mercato Uk”.
 

Prosecco, i dati 2009

Su una produzione di 57,4 milioni di bottiglie di Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, per un valore complessivo al consumo di oltre 370 milioni di euro, continua la crescita dello spumante, la tipologia a maggiore valore aggiunto, che raggiunge oltre l’86% del totale. La suddivisione del mercato vede i consumi nazionali al 70% e l’export al 30%. Per quest’ultimo, il mercato europeo rimane il principale sbocco (76,6%) con in testa il mercato della Germania (37,5%), seguito dalla Svizzera (18,7%) e dall’Inghilterra (6,2%). Nei paesi extraeuropei crescono invece il Nord America (15,7%) e, in particolare, gli Stati Uniti (9,6%). Nonostante oggi il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene sia esportato in oltre 50 paesi, l’Italia si conferma il mercato più importante. Il canale Ho.Re.Ca è il primo sbocco, in particolare per lo spumante (34,9% delle vendite), ma si registra la crescita della Grande distribuzione organizzata, dove lo spumante cresce di 3 punti e il frizzante di ben 13.
 

Sagrantino di Montefalco, classificazione alla francese

Il Sagrantino di Montefalco Docg adotterà il sitema di classificazione di Saint Emilion. La classificazione si baserà su elementi quali i prezzi di vendita, la qualità del vino (degustazione ai soli fini di giudicare la capacità di invecchiamento) e infine la notorietà (presenza sul mercato italiano ed estero, quantità prodotta in percentuale importante rispetto al totale complessivo prodotto, riconoscimenti). La revisione della classificazione a intervalli è prevista inizialmente a tempi ravvicinati (3-5 anni) per poi arrivare a 10 anni, come Saint Emilion.
La fase di sperimentazione del progetto terminerà alla fine del 2010 quando la commissione espressa dal Consorzio presenterà al Mipaaf le proposte operative. La Commissione di valutazione invece sarà selezionata dal Mipaaf tra una rosa di nomi proposta dal Consorzio.
 

Bolgheri in tour a New York

Hanno riscosso ampi consensi i vini della Doc Bolgheri presentati a New York nel corso di un tour promozionale. L’evento, promosso dal Comune di Castagneto Carducci, si è svolto presso il Core Club, uno dei più esclusivi circoli newyorkesi nei pressi della Fifth Avenue. In degustazione il Bolgheri Rosso Superiore 2006 che i diciotto produttori, coordinati dal Consorzio di tutela, hanno presentato agli invitati. L’evento è stato accompagnato da una mostra fotografica di Max Vitali e di Albrecht Tuebke, che con le loro fotografie hanno presentato il territorio di Castagneto Carducci. Al banco di assaggio, svolto nella sala teatro del Club, hanno partecipato un centinaio tra importatori, dettaglianti, enotecari e ristoratori oltre ad alcuni importanti collezionisti di vino.
 

Il Brachetto alla conquista della Corea

Partita la campagna a favore e del Brachetto d’Acqui Docg sul mercato della Corea del Sud, tramite “Wine Discovery”, progetto iniziato dal Consorzio tutela vini d’Acqui nei mesi scorsi, grazie al bando di promozione del vino sui mercati terzi che ha ottenuto l’approvazione e il patrocinio anche da parte del ministero dell’Agricoltura e della Regione Piemonte. Tre emittenti televisive coreane manderanno in onda lo spot del Brachetto d’Acqui girato a Roma dal regista Ruggero Deodato. Inoltre, sono previsti programmi radiofonici, concorsi a premi, filmati educativi, incontri con la stampa e gli operatori del settore, degustazioni mirate; mondo multimediale, carta stampata e seminari aiuteranno a far conoscere, comprendere e apprezzare le caratteristiche e peculiarità del “rosso” di Acqui
 

Novità in casa Valpolicella

Amarone della Valpolicella promosso Docg. “È una conquista di tutta la Valpolicella, e in un momento così poco brillante per il mondo del vino è segno che c’è molta voglia di uscire in fretta da questa impasse”, è il commento del presidente del Consorzio della Valpolicella, Luca Sartori. Il lungo e tormentato percorso dell’Amarone e della sua versione dolce, il Recioto della Valpolicella, anch’esso promosso Docg, era iniziato più di dieci anni fa. La tipologia “Ripasso” invece assumerà la Denominazione di origine controllata autonoma, mentre prima era inserito nel disciplinare del Valpolicella Doc.
 

Sicilia en primeur, le novità 2010

Sarà Sciacca a ospitare l’edizione 2010 di Sicilia en primeur, la manifestazione internazionale che ogni anno presenta le novità delle più importanti aziende vinicole della regione. La location prescelta per la manifestazione è il Verdura Golf & Spa Resort del gruppo Rocco Forte che ha inaugurato i suoi esclusivi ambienti nello scorso luglio. La manifestazione, una delle più importanti a livello nazionale per partecipazione di giornalisti esteri (nel 2009 sono stati 104 in rappresentanza di 34 Paesi) è promossa da Assovini Sicilia sin dal 2003 e quest’anno si svolgerà dal 4 al 7 marzo 2010.

Germania, cala il mercato interno

Nei primi otto mesi di quest’anno le vendite di vini sul circuito commerciale tedesco hanno dati lievi segni di sofferenza, avendo accusato una flessione dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Il fenomeno negativo, tuttavia, non ha investito né gli spumanti né i vini rosati che, invece, hanno rafforzato le loro posizioni, registrando un incremento, rispettivamente del 2% e del 10,3%.
 

Vini austriaci in crisi di “valore”

La situazione dell’export vinicolo austriaco riflette la situazione di crisi che da qualche anno attraversa l’economia mondiale, registrando un calo del valore medio del prodotto. Infatti la commercializzazione del vino austriaco sui mercati esteri ha avuto nel primo semestre di quest’anno una discreta tenuta, registrando un aumento del 10% in volume ma una perdita dell’1,8% in valore. Per quanto concerne i Paesi destinatari, al 1° posto si piazza la Germania con un volume di vino superiore del 9% e con un livello di valore più o meno stabile (+0,5%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Seguono al secondo e terzo posto rispettivamente Svizzera e Usa.
 

Export italiano settembre 2009

Un taglio medio ai listini del 14% consente alle esportazioni italiane di chiudere in positivo il consuntivo dei primi nove mesi del 2009 (14 milioni di ettolitri, +9%), sacrificando però l’incasso totale, che a settembre scivola del 6% a 2,4 miliardi di euro. Una tendenza, quella della “svendita”, inaugurata dall’inizio dell’anno, e che coinvolge tutte le tre macrocategorie dei nostri vini: spumanti -23% (2,60 euro al litro), vini in bottiglia -9% (2,34) e sfusi (-19%, a 50 centesimi), per un prezzo medio del nostro vino situato ormai a 1,75 euro al litro contro i 2 del 2008.
 

Cava, cresce l’export

Nel complesso l’export di spumanti “Cava” sui mercati mondiali nel 2008 ha raggiunto i 139 milioni di bottiglie, con un incremento del 9,6% rispetto al 2007. Sul mercato interno, invece, il consumo di tale prodotto è calato del 9,2%, raggiungendo appena 89 milioni di bottiglie, tenendo presente, però, che complessivamente la commercializzazione del Cava (export + consumo interno) è aumentata dell’1,5%.
 

Talento Trento Doc, 13 aziende aderenti

L’Istituto Talento metodo classico è stato rilanciato in sede nazionale al duplice scopo di distinguere i vini spumante ottenuti da rifermentazione in bottiglia partendo da uve base Chardonnay e Pinot nero e per fare massa critica a livello commerciale in Italia, ma soprattutto in sede internazionale. Il marchio Talento, dice il presidente neo-eletto dell’Istituto Claudio Rizzoli, è stato per molti anni di proprietà di alcune ditte spumantistiche. Dal 2004, in base a decreto legislativo, è diventato marchio collettivo di proprietà del ministero per le Politiche agricole. Finora sono 13 le ditte che hanno aderito all’Istituto Talento. Complessivamente sottendono una produzione di 4 milioni di bottiglie su un totale di 25 milioni.
 

Prosecco di Conegliano star a Londra

Sono circa 1 milione le bottiglie di spumante di Conegliano Valdobbiadene che vengono spedite oggi in Uk: il paese si colloca al 5° posto dell’export totale con il 6% delle vendite e al 3° posto nei mercati europei dietro a Germania (37,5% e 5.400.000 bottiglie) e Svizzera con il 18,7 % delle vendite e 2.700.000 bottiglie. A sancire l’importanza di questi dati, Vino in Villa London, evento annuale organizzato dal Consorzio di tutela all’IOD di Londra. Qui, oltre 170 operatori del trade e della stampa e circa 200 consumatori hanno recentemente celebrato, assieme al Consorzio, 40 anni di Doc e la nuova identità Docg. La formula ormai consolidata del banco d’assaggio e dei seminari, momenti di approfondimento condotti quest’anno dal master of wine Tim Atkin, è stata arricchita da una sorpresa: una torta gigante a forma di bottiglia.

Vendemmia Sudafrica negativa

La stima produttiva relativa al 2009 fornita da Sawis è pari a 1,3 milioni di tonnellate d’uva, che rappresentano un calo dell’8,5% rispetto al 2008. La produzione di vino 2009 (inclusi succhi e concentrati, vino per brandy e vino distillato) dovrebbe quindi attestarsi sui 10 milioni di ettolitri (1,2 milioni in meno rispetto al 2008). Il calo più significativo, comparato al 2008, riguarda Orange River (-36%). Con l’eccezione della zona di Klein Karoo, raccolti in diminuzione in tutti i distretti. Prevista una qualità molto buona.
 

Accordo libero scambio Ue-Sud Corea

Un accordo di libero scambio destinato a smantellare, tra circa un anno, tutte le barriere commerciali tra l’Unione europea e la Corea del Sud. È il free trade agreement firmato da Catherine Ashton, commissario Ue, responsabile per il Commercio, e Kim Jong-hoon, ministro del Commercio di Seul. Il più importante accordo di libero scambio - rivela una nota di Bruxelles - mai negoziato tra l’Unione europea e un Paese terzo. Che dovrebbe portare a un consistente ampliamento degli scambi bilaterali, per un controvalore stimato, a regime, attorno ai 19 miliardi di euro. L’ok congiunto di Bruxelles e del Sud Corea getta inoltre le basi per un nuovo accesso al mercato nel settore dei servizi e degli investimenti. L’accordo rimuoverà in pratica le barriere tariffarie tra le due economie, nonché diversi ostacoli di natura non tariffaria, determinando importanti risvolti anche in ambiti come quello della proprietà intellettuale, dei pubblici appalti, della politica della concorrenza e dello sviluppo sostenibile.
 

Lo Champagne conquista l’Italia

Con 9,4 milioni di bottiglie di Champagne importate nel 2008 l’Italia è il terzo mercato per l’export in valore e il quinto in volume. I gusti degli italiani si distinguono nel panorama mondiale del consumo di Champagne per la particolare domanda di bottiglie di pregio. I millesimati, vini ottenuti da uve di una sola vendemmia, rappresentano da soli il 7,2% delle importazioni. Le cuvée speciali, che costituiscono il top di gamma di ogni produttore, detengono il 6% del mercato italiano, e infine gli Champagne rosè continuano la loro crescita sostenuta attestandosi nel 2008 al 5,7% del mercato. Gli italiani si confermano poi consumatori molto legati ai grandi marchi: l’89% è la quota di mercato detenuta dalle Maison, l’11% è la quota detenuta da vignerons e cooperative. Nel 2008 sono stati importati in Italia oltre 454 marchi.
 

Export spumanti italiani in Usa col turbo

La crisi mette le ali all’export di spumanti italiani in Usa, con i primi sei mesi del 2009 che hanno lasciato nei resoconti statistici una crescita “fuori misura” rispetto alle dinamiche più recenti. Il 43% in più, dice l’Istat, di quanto inviato oltre Atlantico nello stesso periodo di un anno fa. E con gli 85.000 ettolitri abbondanti di spumanti che hanno varcato le frontiere Usa in questi primi sei mesi che si rapportano ai 60.000 scarsi del gennaio-giugno 2008. A iniettare benzina nei motori dell’export tricolore è stato il contestuale crollo, sul mercato a stelle e strisce, delle esportazioni francesi di Champagne, messe quest’anno a dura prova dalla crisi economica e dalla svalutazione del dollaro. Nei primi sei mesi del 2009, rileva il dipartimento del Commercio americano, le bollicine d’Oltralpe hanno ceduto, in termini di volumi, quasi il 30% su base annua.
 

Import Ue in leggero calo

Sul fronte delle importazioni i dati Eurostat restituiscono, per il club dei Ventisette, una flessione del 3% in questo primo semestre, corrispondente a una spesa di 1,13 miliardi scarsi. Segnano il passo in Europa i vini australiani, con l’import Ue sceso del 17% a valore. Guadagnano al contrario terreno Cile e Sudafrica, che archiviano in Europa progressi rispettivamente del 15 e del 4 per cento, affiancati da un più 9% dell’Argentina. Segno meno, invece, per le etichette a stelle e strisce (-4%), in un semestre che ha decretato lo stesso risultato negativo per i vini neozelandesi. Tra i principali importatori della vecchia Europa, a tenere a bada i portafogli sono stati in particolare Regno Unito e Paesi Bassi, che oltre i confini Ue hanno ridotto lo shopping del 6 e del 10% rispettivamente. In Germania, al contrario, l’import di vini dal Nuovo mondo è cresciuto in valore di quasi il 9% (ha subito invece forti riduzioni in Danimarca e Francia), sperimentando, al contempo, incrementi del 5% in Svezia e del 15% in Belgio.
 

Vendemmia Nuova Zelanda stabile

Secondo il New Zealand winegrowers report 2009, produttori e cantine hanno lavorato per portare il raccolto in linea con la domanda del mercato. Come risultato di questo sforzo l’annata 2009 si attesta su una quantità di 285.000 tonnellate, in linea con la raccolta 2008. La resa media è 9,2 tonnellate per ettaro, in calo rispetto al valore di 9,7 tonnellate/ettaro del 2008. Il Sauvignon blanc della zona di Marlborough ha rappresentato il 57% della vendemmia, con 161.000 tonnellate raccolte (+5% rispetto al 2008). Complessivamente, tuttavia, la produzione dell’area di Marlborough è scesa dell’1%. La produzione di Pinot nero, seconda varietà tra le più coltivate, è scesa invece del 16% a 27.000 tonnellate. Valore, questo, che riflette un calo dei rendimenti, in particolare in Marlborough e Central Otago.
 

Valpolicella regione dell’anno per Wine Enthusiast

Decima edizione, 10 categorie, 12 regioni in nomination, 5 regioni finaliste: and the winner is Valpolicella. Questi i numeri del “Wine Star Awards” 2009 sezione Wine Region, il premio promosso dal prestigioso periodico americano Wine Enthusiast: da vent’anni una delle più autorevoli voci sul vino degli Usa. Ogni anno viene premiata l’eccellenza della vitivinicoltura mondiale, suddivisa in dieci categorie che spaziano dalla migliore cantina, al miglior distributore, all’uomo dell’anno e ovviamente alla migliore regione vitivinicola, categoria che nel 2009 ha visto trionfare la Valpolicella. Tre le principali ragioni del riconoscimento: in primis la volontà di valorizzare una metodologia di vinificazione e affinamento unica al mondo, poi l’attenzione alla tutela del paesaggio e infine la capacità della Valpolicella di aver saputo offrire prodotti di qualità su tre diverse fasce di prezzo accontentando tutti i livelli di consumatori, con una grande flessibilità nell’offerta di vini.
 

Vendemmia Cile in aumento

Il Servicio agrícola y ganadero del Cile ha comunicato i dati ufficiali e definitivi relativi alla vendemmia 2009. La produzione è stata di quasi 10 milioni di ettolitri, in aumento del 15,4% rispetto al 2008 (8,7 milioni di hl). Con quasi 8,6 milioni di hl la categoria dei vini d’origine (secondo la locale regolamentazione in materia) rappresenta l’87% dell’intera produzione cilena e risulta in crescita del 25% rispetto all’anno precedente (6,9 milioni di hl); in netta flessione (-37%) i vini da tavola (2,6% del totale) e quelli senza denominazione (-7,5%). Questi ultimi con una produzione di 1 milione di hl rappresentano il 10% del totale. Nella categoria vini a denominazione quasi il 40%, pari a 3,35 milioni di hl, è a base di Cabernet sauvignon; il Sauvignon blanc con il 14,4% è al secondo posto, seguito da Merlot (13,3%) e Chardonnay (11,2%).
 

Export Ue in calo nel primo semestre

Nel complesso, secondo i dati elaborati dall’Eurostat, l’Ufficio statistico di Bruxelles, le vendite di vini da parte dei Ventisette hanno totalizzato, nelle nazioni extra- Ue, 2,38 miliardi di euro, arretrando di quasi il 20% su base annua. Della stessa entità, grosso modo, le perdite di fatturato registrate nel mercato singolo statunitense e nella vicina Svizzera. In Canada il bilancio del semestre sconta un 15% in meno di ricavi. Una percentuale, sempre preceduta dal segno negativo, che sale al 17% in Giappone. E che tocca picchi del -44% in Russia, Paese in cui la crisi, oltre a sgonfiare i consumi, ha avuto pesanti ripercussioni anche sul mercato valutario, determinando una forte svalutazione (-20% circa) del rublo nel rapporto di cambio con la moneta comune.
 

Vendemmia Argentina stabile

Secondo il report conclusivo dell’Instituto nacional de vitivinicoltura la vendemmia 2009 in Argentina segnala una significativa diminuzione rispetto ai quantitativi del 2008. La raccolta è stata pari a 2,17 milioni di tonnellate (di cui 1,43 milioni provenienti dalla zona di Mendoza e 0,58 da San Juan), equivalenti a 11,7 milioni di ettolitri di vino e 3,8 milioni di mosti. La flessione (del 24% rispetto al 2008, ma addirittura del 30% se si considera il potenziale produttivo del Paese), considerata positiva perché consentirà di smaltire gli stock e supportare in maniera positiva i prezzi dei prodotti argentini, è stata causata dall’andamento delle condizioni meteorologiche, caratterizzate da ondate di calore molto intense e umidità molto bassa. I cali si sono verificati in tutto il Paese; l’unica zona ad aver segnalato un recupero sul 2008 è stata quella meridionale, che invece lo scorso anno era stata penalizzata da problemi di gelate.
 

Vendemmia Australia in calo

Vendemmia 2009 in calo del 7% secondo i dati della Winemaker’s federation of Australia, pari a 1,71 milioni di tonnellate contro 1,83 del 2008 e una media quinquennale di 1,79, ma al di sopra comunque delle richieste di mercato. La qualità delle uve è buona, nonostante le difficoltà sofferte in alcune regioni a causa della siccità e delle alte temperature. Le uve a bacca rossa confermano la loro leadership (52% del totale). Lo Shiraz è da quest’anno nuovamente il vitigno più coltivato (23,6%), seguito da Chardonnay (23,4%), Cabernet sauvignon (14,5%), Merlot (7%) e Semillon (4,5%).
 

Dacian Ciolos nuovo commissario Ue all’Agricoltura

“Mi congratulo con Dacian Ciolos. Recentemente avevo auspicato la nomina di un commissario all’agricoltura più a sud possibile o comunque attento alle esigenze dell’agricoltura dell’Europa meridionale. Credo che Ciolos corrisponda a queste caratteristiche. D’altra parte l’Italia aveva manifestato il suo appoggio a questa candidatura. Sono certo che si instaurerà una reciproca collaborazione di cui tutto il mondo agricolo europeo ha bisogno, anche a causa della crisi in cui il settore purtroppo versa”. Con queste parole Luca Zaia, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, ha commentato la nomina del rumeno Dacian Ciolos a Commissario europeo all’agricoltura e allo sviluppo rurale.

Piano nazionale sostegno, il via dell’Ue

“Sono molto soddisfatto perché per il 2010 potremo stanziare a favore del settore vitivinicolo 298 milioni di euro, ben 60 in più rispetto al 2009”. Così il ministro Luca Zaia, alla notizia che la Commissione Europea non ha formulato obiezioni nei confronti del Programma nazionale di sostegno al comparto vitivinicolo. Il Programma prevede il finanziamento della ristrutturazione e della riconversione dei vigneti per 98 milioni di euro, della promozione del vino sui mercati terzi per 35 milioni di euro, della distillazione dell’alcol per uso bocca per 32 milioni di euro, per la distillazione dei sottoprodotti per 20 milioni di euro, dell’utilizzo dei mosti concentrati per 50 milioni di euro, per la vendemmia verde, le assicurazioni sul raccolto e la distillazione di crisi per ulteriori complessivi 63 milioni di euro.

Distretto vini Piemonte al via nel 2010

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato le istruzioni attuative per la piena applicazione della legge sui distretti rurali e agroalimentari di qualità che ha introdotto criteri omogenei e al contempo flessibili per l’individuazione e la gestione delle realtà territoriali, accomunate da produzioni di riferimento e da cui si sviluppa un’economia integrata di filiera. I distretti esistenti e quelli di nuova costituzione potranno diventare operativi. In particolare, il Distretto dei vini Langhe Roero e Monferrato, di cui era presidente e poi commissario Davide Sandalo, si fonde con quello del Nord Piemonte che era rimasto praticamente inattivo negli ultimi anni. Il nuovo Distretto unico dei vini dovrebbe diventare operativo dal prossimo anno.

Vendemmia 2009 Italia, previsto un +5% La vendemmia 2009 si prospetta relativamente abbondante e, a oggi, non inferiore a quella del 2008 che, secondo i dati diffusi dall’Istat, era stata pari a 46 milioni di ettolitri. Questo in sintesi quanto emerge da una prima ricognizione sullo stato dei vigneti, svolta da Ismea e da Unione Italiana Vini in luglio. La campagna che si appresta a iniziare potrebbe, quindi, conseguire volumi produttivi leggermente superiori a quelli dello scorso anno, con un incremento che secondo le prime stime dovrebbe essere contenuto entro il 5%. Probabilmente la vendemmia si assesterà leggermente al di sotto della media di 48 milioni di ettolitri degli ultimi cinque anni. Tale valutazione resta subordinata alla conta dei danni provocati dalle abbondanti precipitazioni che hanno investito la Penisola nella prima settimana di luglio e, soprattutto, alle condizioni meteo a cui saranno sottoposti i vigneti nelle settimane a venire. In termini di calendario vegetativo si riscontra qualche giorno di anticipo rispetto allo scorso anno grazie a riserve idriche più che sufficienti e al caldo del mese di maggio.Importazioni di vino Ue stabili a marzo I dati Eurostat rivelano per i 27 Paesi Ue una sostanziale tenuta dei corrispettivi monetari dell’import di vino, assommati a tutto marzo 2009 a 540 milioni circa (-0,6%). Emergono tuttavia dinamiche di segno opposto in funzione delle provenienze. L’Australia ha ridotto il suo giro d’affari in Europa di quasi 6 punti percentuali, esportando un controvalore di 163 milioni di euro scarsi. Al contrario i vini cileni hanno messo a segno un progresso del 7%, con la spesa dei Ventisette salita in questo caso a 116 milioni di euro. Flette, seppure marginalmente, l’import Ue di vini sudafricani, sceso dell’1,2% a valore rispetto ai primi tre mesi del 2008 (91 milioni circa). Avanzano al contrario Usa e Argentina, con i rispettivi fatturati cresciuti nell’ambito comunitario del 9 e del 4 per cento, a 78 e 32 milioni di euro abbondanti. Il Regno Unito, con oltre la metà dell’import comunitario di vini dai Paesi terzi, ha confermato grosso modo i livelli di spesa del primo trimestre 2008 (285 milioni di euro). Perfettamente speculari le dinamiche di Germania e Paesi Bassi, con le importazioni tedesche aumentate del 6,1% e quelle olandesi in calo della stessa misura. I vini made in Ue segnano il passo: export in frenata Un brusco dietrofront, nel primo trimestre 2009, per l’export vinicolo dell’Unione europea. Con il fatturato nei mercati extra Ue sceso a quota 1,1 miliardi di euro a livello dei Ventisette, da 1,4 miliardi dello stesso periodo del 2008. Una contrazione, anno su anno, del 20,7% certificata dall’Eurostat, l’Ufficio statistico di Bruxelles, che nei conteggi preliminari ha ridimensionato di un terzo il saldo attivo della bilancia commerciale, sceso in questo primo quarto dell’anno a 566 milioni di euro, da oltre 850 milioni del gennaio-marzo 2008. La crisi, insomma, sta mettendo a dura prova anche le cantine del Vecchio continente, che fuori dal perimetro comunitario archiviano un trimestre con perdite a doppia cifra in tutti i principali sbocchi commerciali. In Usa, dove il giro d’affari legato alle vendite di vini made in Europe si è ridotto del 23%, i dati Eurostat riportano nel trimestre un fatturato di 372 milioni di euro, contro gli oltre 480 milioni del gennaio-marzo 2008. Segnano vistosamente il passo anche gli affari in Svizzera e sul mercato giapponese; Paesi in cui l’export comunitario di vino si è alleggerito, in valore, rispettivamente del 12 e del 15 per cento su base annua. Il Vigneto inglese continua a crescere Sono stati annunciati ufficialmente in questi giorni i dati relativi al vigneto Regno Unito che, secondo il Department for environment, food and rural affairs (Defra), continua a espandersi e attualmente è di 1.106 ettari. I dati sono stati rilevati dopo la vendemmia 2008 e dimostrano un aumento della superficie vitata del 45% dal 2004. Il vigneto Regno Unito pertanto è oggi il più vasto nella storia di questo Paese. Secondo i dati raccolti dalla Wine standard branch della Food standards agency che tiene il registro dei vigneti, il numero di vigneti ufficialmente registrati è aumentato annualmente dal 2002 ed è pari a 416, senza contare i giovani vigneti posti a dimora recentemente ma non in produzione, che possono non essere ancora stati registrati. Ciò significa che la superficie totale vitata è certamente maggiore di quella rilevata tuttora La Doc “Piemonte” si allarga Modificato, in positivo, il disciplinare della Doc Piemonte che allarga i suoi confini territoriali comprendendo anche le province finora escluse, tanto da assumere i connotati di una Doc veramente rappresentativa di tutta la regione, tendendo a valorizzare il vigneto ”Piemonte”, aumentando le rese, dando la possibilità di indicare in etichetta il vitigno o i vitigni utilizzati per le nuove tipologie “bianco” e “rosso”. Tutto questo dovrebbe portare maggiori opportunità commerciali ai produttori, in particolare sui mercati esteri. Entrando nel merito del nuovo disciplinare, compaiono le tipologie Piemonte bianco, Piemonte rosso e Piemonte rosato. Compare inoltre la nuova denominazione “Piemonte Brachetto passito” ed entrano nel lungo elenco della denominazione regionale anche il Sauvignon per i bianchi; il Dolcetto per i frizzanti; l’Albarossa, il Dolcetto, la Freisa, il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Pinot nero e lo Syrah per i rossi. La Doc Piemonte bianco sarà prodotta con i vitigni Cortese, Chardonnay, Erbaluce e Favorita. La Doc Piemonte rosso andrà invece ai vini ottenuti dai vitigni Barbera, Nebbiolo, Dolcetto, Freisa e Croatina. Solo vino comunitario per gli “aromatizzati” “L’Italia è un importante produttore di vini aromatizzati, come i vermouth, che vengono in larga parte elaborati utilizzando vini prodotti nel meridione. Grazie all’impegno diplomatico della delegazione italiana e all’appoggio di altri Paesi europei, abbiamo bloccato la possibilità di utilizzare vino extracomunitario per la preparazione dei vini aromatizzati. Per ora resta quindi riservata al vino europeo un’importante filiera, con piena garanzia per la qualità del prodotto e a tutela degli interessi e delle aspettative dei consumatori e dei produttori del nostro Paese”. Questo l’annuncio - come si legge in un comunicato - fatto dal ministro Luca Zaia. Attualmente la normativa europea prescrive che gli operatori possano utilizzare soltanto vino comunitario nella preparazione dei vini aromatizzati: una limitazione che la Commissione europea aveva però proposto di far cadere, ammettendo anche l’utilizzo di vino extracomunitario. A bloccare l’iter della proposta della Commissione è stato il Comitato speciale agricoltura (Csa) dell’Unione europea. Import Usa, vince il fattore prezzo Le importazioni vinicole Usa dai Paesi europei, e dall’Italia in particolare, hanno subito un brusco arresto nel primo quadrimestre dell’anno arretrando di diversi punti percentuali, secondo quanto riportato in una nota dell’Italian wine & food institute. L’Italia, con una riduzione del 10,8% in quantità e del 21,1% in valore, ha perso il primo posto in quantità, con, inoltre, una riduzione di otto punti nella sua quota di mercato, nonostante abbia mantenuto quello in valore fra i principali Paesi fornitori del mercato statunitense. L’Australia con un aumento del 58,6% in quantità e una diminuzione del 3,2% in valore - nonostante il notevole aumento in quantità - guida ora saldamente la classifica dei principali paesi esportatori verso gli Usa. La tendenza che emerge in questo primo quadrimestre dell’anno, sempre secondo l’Iwfi, è che il consumo complessivo dei vini continui ad aumentare in quantità pur diminuendo in valore (+19,3% in quantità e –14,4% in valore nei primi quattro mesi dell’anno rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso) adeguandosi alle richieste dei consumatori che non rinunciano al vino ma privilegiano quello a basso prezzo. Si sta assistendo quindi a un notevolissimo spostamento verso i vini a basso prezzo, che sta favorendo principalmente l’Australia, poi il Cile, l’Argentina e la Nuova Zelanda che hanno avuto tutti notevoli aumenti in quantità. L’Abruzzo riparte da una piccola Doc Sarà una delle più piccole Doc italiane, destinata a insistere esclusivamente sul comune di Tollo, provincia di Chieti, ma sarà anche il simbolo della rinascita di un territorio e, perché no, un segno di speranza per le aziende abruzzesi colpite dal terremoto. Tollo, infatti, fu rasa al suolo durante la guerra ma proprio grazie alla viticoltura ha saputo ricostruire la propria identità inaugurando ora un nuovo percorso per tutta l’enologia regionale. Dopo quaranta anni in cui si è comunicato quasi esclusivamente Trebbiano d’Abruzzo e Montepulciano d’Abruzzo, la strada del futuro è valorizzare la vocazione delle singole aree, i vitigni autoctoni, le specificità. Tullum è così la prima Doc, a cui ci si augura seguano altri esempi regionali. I vini Tullum saranno prodotti esclusivamente con uve della cittadina di Tollo e le singole tipologie dovranno provenire dalle specifiche zone del mappale. Colli del Trasimeno alla ricerca di un’identità

Orvieto, Sagrantino, Torgiano. L’Umbria del vino per ora è raccolta attorno a questi tre capisaldi della produzione regionale, mentre i Colli del Trasimeno sembrano ancora alla ricerca di una propria autonoma identità. Eppure questa zona che si estende attorno al lago, o nelle immediate vicinanze, non ha nulla da invidiare alle altre per la suggestione dei luoghi o per capacità delle aziende che insistono sul territorio. Per provare a colmare questo gap si è costituita la filiera “Colli di Vini” - un’associazione temporanea d’imprese (ati), istituzioni che si occupano di ricerca quali l’Università di Perugia, il Parco Tecnologico 3 A e Analysis, oltre ad associazioni come la Strada del Vino dei Colli del Trasimeno, il Consorzio degli albergatori e Promozione Corciano.

Nuova Doc Prosecco, concluso iter per il riconoscimento “Si conclude oggi l’iter per il riconoscimento della DOC Prosecco e delle DOCG per le due sottozone storiche: con il decreto appena firmato possiamo dire che il “Progetto Prosecco” sia stato realizzato in tempi ultrarapidi e nel migliore dei modi. Quella odierna è una tappa importante, che costituisce il presupposto per l’ulteriore valorizzazione e tutela comunitaria ed internazionale di tutto il Prosecco. Dal 1° agosto infatti la DOC Prosecco e le due DOCG storiche saranno protette come DOP nel registro comunitario”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, in merito al decreto ministeriale - in applicazione dalla prossima vendemmia - che riconosce la DOC “Prosecco” e le DOCG “Conegliano Valdobbiadene - Prosecco” e “Colli Asolani-Prosecco” o “Asolo–Prosecco” per le due sottozone storiche. Barolo 2005, la qualità dell’annata A un inverno mite, caratterizzato da poche precipitazioni, è seguita una primavera fresca, con piogge scarse ma ben dosate. Tra la metà di luglio e la metà di agosto si sono registrate temperature più elevate della media e molte giornate secche. Il ciclo vegetativo della vite ha potuto, però, avvantaggiarsi di una perturbazione giunta a rinfrescare l’ultima decade di agosto. Il colore rosso rubino mediamente intenso con ampi riflessi granata denota una giovinezza non ancora sfiorata dagli effetti dei primi tre anni di maturazione. A oggi il Barolo 2005 si presenta denso e brillante, con una spiccata forza alcolica e una buona presenza di sostanze estrattive. Il bouquet racconta di sentori delicati di frutta matura, sottobosco e leggera vaniglia. Menta e spezie dolci completano la gamma delle sensazioni olfattive. In bocca si prova una prima percezione di calore intenso e piacevole, quasi dolce nonostante la presenza importante e marcata di tannini maturi che si legano bene alla spiccata sapidità che completa la forza del vino.Sartori: un salto di qualità nella comunicazione “Credo che il marketing dia all’imprenditoria italiana un paio di suggerimenti per affrontare in modo meno problematico il futuro: primo, fare un salto di qualità nella comunicazione: dobbiamo smettere di parlare agli esperti e puntare tutto sulla comunicazione diretta con il consumatore, migliorando la qualità degli investimenti. Investimenti che possono essere più corposi solo se le imprese decidono di aggregarsi almeno dal punto di vista promozionale, aderendo per esempio a consorzi volontari all’export. Secondo, dobbiamo lavorare sulla qualificazione delle risorse umane, lasciando sempre meno spazio all’improvvisazione”. Questa la conclusione della relazione tenuta dal presidente dell’Unione Italiana Vini, Andrea Sartori, al congresso nazionale dell’Assoenologi, incentrata sul concetto di marketing applicato al vino, che prendendo in esame l’andamento delle vendite dei vini italiani in Usa, Uk e Germania ha dato lo spunto ai congressisti per riflettere sulle maggiori criticità per i nostri prodotti all’estero. Brunello: prorogati i controlli al 31 dicembre Il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, ha firmato un’ulteriore proroga di 6 mesi delle disposizioni contenute nel decreto 3 luglio 2008 con il quale erano stati adottati interventi urgenti volti a rafforzare il sistema dei controlli del Brunello di Montalcino. La firma del decreto proroga al 31 dicembre 2009 il termine di applicazione delle disposizioni contenute nel decreto 3 luglio 2008. “Si tratta di una proroga necessaria - ha commentato Zaia – perché grazie alle specifiche procedure di controllo attuate dall’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari, si è potuto evitare il blocco indiscriminato delle importazioni di Brunello da parte delle autorità doganali statunitensi. La proroga consentirà di mantenere il flusso delle esportazioni di tale prodotto di prestigio e di restituire fiducia al sistema dei controlli in Italia”.Tutela per il Prosecco già dalla prossima vendemmia “Il Comitato nazionale vini ha dato il definitivo via libera tecnico al Progetto Prosecco’. Avremo così la possibilità di difendere in modo più efficace dalle imitazioni questo vino simbolo del made in Italy, che già dalla prossima vendemmia sarà tutelato a livello comunitario ed internazionale come Denominazione di origine protetta”. Così il ministro Zaia dopo il pronunciamento con cui si chiude formalmente la complessa procedura di rivisitazione delle zone di produzione del Prosecco, i cui disciplinari saranno a breve pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, e da quella data entreranno in vigore diventando norma da rispettare già dalla prossima vendemmia. Il Comitato nazionale vini ha valutato le 14 istanze e controdeduzione (pervenute da diversi enti, produttori e organizzazioni) relative alle richieste di riconoscimento della Doc Prosecco e delle due Docg per le sottozone “Conegliano Valdobbiadene” e “Colli Asolani” o “Asolo”, pubblicate sulla Gazzetta ufficiale del 15 aprile 2009. Il Comitato ha accolto e approvato 3 istanze, rigettando o non ritenendo di sua pertinenza le rimanenti. Sartori (UIV): Ocm, non disperdere i fondi della promozione “Tengo a sottolineare il grande impegno profuso dalla nostra organizzazione affinché anche nella rimodulazione dell’Ocm la misura della promozione non rischiasse di essere svilita o comunque ridimensionata – ha detto Andrea Sartori, presidente UIV -. Di fatto, oggi il nostro comparto può contare su un budget significativo per aprirsi nuovi mercati e consolidarsi su altri, ma anche in questo caso sarà importante non disperdere le risorse, orientandole quindi verso progetti di respiro nazionale o comunque pluriregionale. Ma soprattutto sarà necessario superare vecchi schemi di promozione, individuando nuove modalità di approccio con il coinvolgimento convinto delle imprese”.A Londra si tornerà a produrre vino A maggio a Enfield, periferia a nord di Londra, sono state piantate le prime viti che costituiranno il vigneto Forty Hall. Il progetto nasce con l’auspicio di produrre il vino con cui Londra brinderà alle Olimpiadi del 2012. Sarà la stessa comunità locale a gestire il vigneto sotto la supervisione del Capel Manor Horticultural College e la consulenza tecnica dell’enologo Will Davenport. “Lo scopo principale dell’iniziativa - dice Sarah Vaughan-Roberts, responsabile della gestione del vigneto - è far conoscere ai londinesi i vantaggi della produzione biologica sostenibile e utilizzare l’orticoltura a scopo educativo e terapeutico, soprattutto attraverso la partecipazione volontaria della comunità di Enfield”. UIV: Rieducare i sensi per prevenire ogni abuso Una “Scuola di educazione al gusto” imperniata su analisi sensoriale e didattica on-line per riavvicinare i nostri ragazzi ai profumi, colori e sapori del vino. E’ l’ambizioso e innovativo progetto lanciato da Unione Italiana Vini. Un progetto a cui l’associazione di categoria più rappresentativa del settore vino chiama a partecipare attivamente le istituzioni, in primis i ministeri delle Politiche agricole, Salute, Gioventù e Pubblica istruzione. “Unione Italiana Vini ha deciso di impegnarsi concretamente nella difficile sfida di riportare i giovani verso modalità di consumo corrette e consapevoli, aderendo non solo al progetto Wine in Moderation, ma declinandolo in Italia in un modo nuovo e stimolante - ha spiegato il presidente Andrea Sartori.VitignoItalia, scommessa riuscita Diecimila visitatori, 400 espositori, 5.000 vini in degustazione, convegni, il concorso per il miglior chef emergente vinto dal siciliano Giuseppe Costa del ristorante “Il Bavaglino” di Terrasini, quello del vino perfetto. Ma soprattutto uno scenario spettacolare. Questa in sintesi è la cornice della quinta edizione di Vitignoitalia, il salone delle uve autoctone e internazionali, tenutosi a Napoli dal 17 al 19 maggio scorsi. Certamente Vitignoitalia non è una manifestazione di grandi numeri, ma l’obiettivo è specializzarsi in quella fetta di mercato fieristico non occupata da altri e diventare una vetrina di prossimità per il Centro-Sud che resta la parte d’Italia ancora poco conosciuta e misteriosa. Malgrado la crisi, Vitignoitalia ha registrato dunque un trend in crescita: la scelta di puntare sui vini da uve autoctone si è rivelata vincente e sempre più cantine nazionali hanno deciso di scommettere su Napoli come vetrina e opportunità di business. Fondamentale per la crescita del Salone è stato però il sostegno delle istituzioni.L’Ue ritira la proposta dei rosati da taglio La Commissione Europea ha annunciato che rinuncerà a far approvare dai 27 l’autorizzazione a produrre vino rosato “tagliato” (una miscela di vino bianco e vino rosso), pratica molto contestata in Francia e in Italia. “Non ci sarà alcun cambiamento nelle norme di produzione del vino rosato”, afferma Bruxelles in un comunicato, spiegando di aver ascoltato in queste ultime settimane le preoccupazioni dei produttori di vino riguardo alle nuove norme. “E’ importante ascoltare i nostri produttori quando si preoccupano per i cambiamenti delle norme. E’ diventato chiaro in queste ultime settimane che la maggioranza del nostre settore viticolo pensa che mettere fine al divieto di tagliare minerebbe l’immagine del rosato tradizionale”, dichiara nel comunicato il Commissario all’Agricoltura Mariann Fischer Boel.Usa, import in aumento ma la spesa cala del 6% Arrivano segnali contrastanti dall’America. Nel primo trimestre di quest’anno, le importazioni di vino sono cresciute in modo robusto a volume, segnando un +13% a 2,1 milioni di ettolitri, a fronte però di una spesa fortemente ridotta rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un calo del 16% a poco più di 834 milioni di dollari. Per l’Italia ci sono due notizie negative: la prima, si è perso temporaneamente il primato in termini di volumi esportati a beneficio dell’Australia, che con un prezzo medio tagliato del 40%, a 2,28 dollari, riesce a guadagnare il 40% a volumi, a 668.000 ettolitri contro i 508.000 dell’Italia, pari a un calo dell’8%. La seconda notizia negativa è il brusco calo subito dal nostro Paese anche per quanto riguarda l’incasso, decurtato del 14% a poco meno di 250 milioni di dollari, per un prezzo medio sceso del 7%, a 4,90 dollari al litro. Se le cose continuano ad andare male per la Francia, scesa del 10% a volumi e addirittura del 31% a valore, registriamo la battuta d’arresto della Spagna (-13% e -28%), così come del Sudafrica, sceso a volumi addirittura del 42%. Chi va bene allora? Sostanzialmente, tra i grossi esportatori, solo Cile e Argentina. La Sicilia star al Concours mondial de Bruxelles Su 61 Grandi medaglie d’oro, il massimo riconoscimento del Concours mondial de Bruxelles che si è svolto a Valencia, in Spagna, l’Italia ne ha portate a casa 8 contro le 3 della precedente edizione. Spettacolare successo del Passito di Pantelleria che da solo conquista 4 Grandi medaglie d’oro con il 2007 delle Cantine Pellegrino, il 2006 delle Cantine Rallo, lo Scirafi 2006 di Abraxas oltre al Solidea 2006 dell’omonima azienda pantesca. Le altre 4 vanno al Marsala superiore Intorcia 2000, al friulano Leonard Igt 2006 del Castello di Rubbia, al trevigiano Colmello Rosso 2001 dell’azienda Moletto e infine alla grappa di vinaccia invecchiata dell’Osteria di Rubbiara (Mo). Buono anche il risultato delle Medaglie d’oro, che per l’Italia sono state 72 su 636 complessivamente assegnate, oltre a 114 d’argento su 1.099 assegnate. Da segnalare che la Sicilia ha conquistato un bottino di 5 Grandi medaglie d’oro, 22 Medaglie d’oro e 34 Medaglie d’argento su 163 campioni inviati: una prestazione sicuramente degna di nota. Al secondo posto il Veneto con 1 Grande medaglia d’oro, 8 d’oro e 27 d’argento, mentre la Toscana si è aggiudicata 13 ori e 10 argenti e la Puglia 7 e 7. Paolo Ricagno neopresidente del Consorzio Asti Da alcuni giorni il Consorzio di tutela dell’Asti ha un nuovo presidente. È Paolo Ricagno, che rappresenta la parte agricola dei consorziati. Ricagno non è nuovo a questi incarichi. Senza scomodare i decenni passati, durante i quali ha guidato il Consorzio Barbera d’Asti e Monferrato, tra il 2003 e il 2005 è già stato alla presidenza dell’Asti e tuttora presiede il Consorzio dei vini di Acqui. “So che per l’Asti e il suo Consorzio - esordisce Ricagno - questo è un momento difficile, oltretutto nel pieno di una congiuntura internazionale che non aiuta. Ma è in questi momenti che bisogna avere idee chiare e procedere verso obiettivi condivisi. Credo, quindi, che nel breve e medio periodo bisognerà ricompattare la squadra operativa, riattivando al meglio il Piano di rilancio dell’Asti”. Il Sannio riscrive i suoi disciplinari L’Aglianico del Taburno che dalla Doc passa alla Docg, le Doc Guardiolo, Sant’Agata dei Goti, Solopaca e Taburno che entrano come sottozone nella grande Doc Sannio capace di coprire tutta la provincia e di essere più facilmente veicolata a livello di comunicazione. Ma non basta: la nascita di una Doc Falanghina del Sannio che evita il rischio, previsto dalla riforma europea Ocm, che qualcuno possa imbottigliarla come vino da tavola senza indicare la zona di produzione. È questa, in sintesi, la rivoluzione sannita: certamente la più importante svolta normativa regionale e pari, per la riscrittura dei disciplinari, solo a quanto è stato fatto nel Salento. Ora si attende il placet del ministero e di Bruxelles. La svolta a sorpresa, che candida la provincia ad essere leader di qualità con l’Aglianico e con il bianco più amato e diffuso della regione, la Falanghina, è stata presentata alla Camera di commercio del capoluogo sannita. Fiano superstar dalla Campania alla Sicilia Quale Fiano per la mozzarella di bufala? Un gioco di abbinamento pensato davanti ai templi di Paestum è stato in realtà solo la scusa per misurare le diversità di stili e di espressioni territoriali raggiunti da questo vitigno, quello che più ha camminato nel Sud. Alla fine conta vedere con quanta convinzione è prodotto anche al di fuori del suo territorio d’elezione, l’Irpinia, dove, insieme al Greco è l’unica Docg a bacca bianca del Centro Sud. Il terroir che per primo lo ha adottato dopo la provincia di Avellino è sicuramente il Cilento: lo prevede come dicitura in etichetta della Doc dal 2007, oltre che nella Igt Paestum. Sono quasi vent’anni ormai che è coltivato in riva al mare del Parco con ottime performance, giacché in questo terroir esprime meglio le note fruttate, molto lontano da quelle minerali dello stile irpino. Ma il successo del Fiano è ormai oltre queste due realtà territoriali: lo si lavora in maniera diffusa anche nel Sannio e, fuori regione, in Basilicata e soprattutto Puglia dove nelle ultime tre vendemmie molti produttori lo hanno scelto come bianco di elezione. Infine, il Fiano è presente anche in Sicilia. Un’etichetta per distinguere le bottiglie a tappo sughero Due interrogazioni del Partito per il socialismo europeo, una di Luis Manuel Capoulas Santos e l’altra di Jamila Madeira, sono state presentate alla Commissione e vertono sullo stesso oggetto, l’etichettatura relativa alle bottiglie con tappo di sughero. Gli eurodeputati hanno chiesto all’Esecutivo di elaborare, nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio, un sistema di etichettatura che consenta di distinguere il tipo di sigillatura utilizzato per le bottiglie di vino. I deputati hanno fatto alcune considerazioni a supporto delle interrogazioni stesse: il sughero è un prodotto naturale, biodegradabile e riciclabile al 100%, da sempre riconosciuto come materiale per eccellenza per la sigillatura delle bottiglie, in particolare di quelle di vino: grazie al sughero, l’Unione europea è leader mondiale del mercato dei sistemi di sigillatura delle bottiglie di vino. Attualmente, quando si acquista una bottiglia di vino, non è possibile identificare il tipo di sigillatura, nonostante le alternative disponibili rappresentino opzioni di consumo molto diverse tra loro. Rosati, la Fischer Boel risponde agli europarlamentari Nei giorni scorsi il commissario Fischer Boel ha risposto a nome della Commissione europea all’interrogazione che era stata presentata dall’eurodeputato Dominique Vlasto del Partito popolare europeo a proposito della decisione della Commissione stessa di autorizzare la miscelazione di rossi e bianchi per produrre rosati. La Fischer Boel ha sottolineato che la bozza di regolamento include due nuove indicazioni volontarie relative ai metodi di produzione dei vini rosè: “rosè tradizionale” e “rosè da miscelazione”. Il “rosè tradizionale” è riservato ai vini prodotti con una breve macerazione o una completa pressatura dell’uva. Il “rosè da miscelazione” è riservato ai vini prodotti dalla miscela dei bianchi e dei rossi. Queste due indicazioni (o una di queste due) potranno essere rese obbligatorie dalla decisione di uno Stato membro per i vini prodotti nel suo territorio, inclusi i vini rosè “varietali”. Nel caso che uno Stato membro volesse usare un’altra definizione, la Fischer Boel ha assicurato che la Commissione esaminerà rapidamente la necessità di cambiare le regole, per sostituire il termine “rosè tradizionale” con un’altra espressione o estendere la gamma dei termini specifici. Hong Kong e Italia siglano memorandum d’intesa Hong Kong e Italia più vicine, almeno dal punto di vista vinicolo. Nella sede del Mipaaf, il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, e Rita Lau, segretario per il Commercio e lo sviluppo economico dell’ex colonia britannica, hanno firmato un memorandum d’intesa sulla cooperazione in materia di business legato al vino. L’accordo darà impulso agli operatori del settore di entrambi i Paesi, dando l’opportunità di esplorare da vicino le potenzialità offerte dal mercato asiatico e rafforzando ulteriormente la posizione che Hong Kong si sta ritagliando come hub regionale per la distribuzione commerciale del vino. L’accordo ha cinque obiettivi principali: agevolare ogni collaborazione possibile tra le due parti per iniziative fieristiche; agevolare investimenti di gruppi industriali delle due parti; facilitare il raccordo tra il vino e i comparti turistici; incentivare ogni iniziativa per stroncare le attività di frodi e contraffazioni; migliorare il sistema di controllo dell’origine del prodotto vitivinicolo. Uk, la guerra dello sfuso è cominciata A guardare i dati, la sterzata del mercato britannico verso lo sfuso non è solo nei proclami. In sei anni, dal 2000 al 2008, la quota di “bulk wines” imbottigliati direttamente in loco è passata dall’11 al 20%, pari a qualcosa come 2,4 milioni di ettolitri. E se il totale import (bottiglia + sfuso) ha fatto segnare un +25%, la performance dei soli vini in cisterna sfiora il +120%. Chi si sta avvantaggiando da questa operazione? Australia, Stati Uniti e Sudafrica. Ma anche l’Italia non sta a guardare. L’Australia nel 2000 occupava una posizione di mercato a volumi, sempre per lo sfuso, del 19%, e a colpi di ribassi sul prezzo medio (-21% in sei anni, a 0,69 sterline per litro nel 2008) ha raggiunto la prima posizione, con il 28% di quota sul totale, scavalcando la Francia, che dal 26% del 2000 è scesa al 6%, con un prezzo medio che dalle 0,78 sterline del 2000 è balzato a oltre 2. E veniamo all’altro fenomeno del mercato inglese: gli Stati Uniti in sei anni hanno visto lievitare le esportazioni del 1.605% in volume e passare da un modesto 3% di quota al 26%. Terzo fenomeno del mercato bulk è il Sudafrica, che in sei anni si prende tre punti, scavalca Germania e Francia e si accaparra oltre il 15% del mercato a volumi (+174% di performance 2000/08), mentre sui valori è rimasto pressoché stabile, con un prezzo al litro di poco meno di 60 pence e una quota salita di 1 punto e mezzo (quinto posto).Barolo, delimitate le menzioni geografiche aggiuntive Dopo anni di indagini impegnative il Consorzio tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero, in collaborazione con i Comuni della zona di produzione, la Provincia di Cuneo e l’Enoteca Regionale del Barolo, ha recepito le segnalazioni dei produttori e ha proposto la delimitazione dei confini delle menzioni geografiche aggiuntive del Barolo. A differenza dei cru francesi, le menzioni geografiche aggiuntive non connotano vini di qualità superiore, bensì indicano l’origine più precisa dei vini prodotti e commercializzati. Brunello è marchio in Corea del Sud “Per la prima volta, un’Indicazione geografica (Ig) straniera sta per essere registrata in Corea del Sud come ‘marchio geografico collettivo’ nel rispetto della legge coreana sui marchi. Il fatto che questa Indicazione sia italiana e che riguardi il Brunello, uno dei prodotti principe del made in Italy, è per me motivo di grande soddisfazione”. Il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia ha commentato così la notizia del riconoscimento della prima Indicazione geografica, il Brunello di Montalcino, in Corea del Sud quale “marchio geografico collettivo”. La registrazione del nome “Brunello di Montalcino” è avvenuta dopo un lungo iter, iniziato con la presentazione della domanda di riconoscimento al KIPO (ente coreano per la registrazione dei marchi) da parte dei legali del Consorzio nel giugno 2007. Decorsi i tempi per eventuali controdeduzioni, il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino diventa il titolare del “marchio geografico collettivo” in Corea del Sud. Nessun altro soggetto straniero aveva cercato finora di registrare una Ig come “marchio geografico collettivo” da quando è stato introdotto, nel luglio 2005, questo sistema di protezione delle Indicazioni geografiche in Corea del Sud. Promozione Paesi terzi, una grande opportunità È stato approvato il decreto ministeriale riguardante le disposizioni nazionali relative alla misura “Promozione sui mercati dei Paesi terzi” dell’Organizzazione comune del mercato vitivinicolo. Il provvedimento dispone il finanziamento di progetti di promozione nei mercati dei Paesi terzi, progetti che potranno essere presentati da singole imprese vitivinicole oppure da loro raggruppamenti, ma anche da associazioni e organizzazioni di categoria. Ai soggetti promotori, comunque, è richiesto un impegno economico pari al 50% sul totale delle spese sostenute per la realizzazione e l’attuazione del progetto, mentre la restante quota resterà a carico degli aiuti pubblici individuati nel decreto. Tra le iniziative di promozione ammesse, da svolgersi esclusivamente nei Paesi terzi, sono previste quelle riguardanti promozione e pubblicità che mettano in rilievo i vantaggi dei prodotti di qualità, la sicurezza alimentare e il rispetto dell’ambiente; campagne di informazione e promozione, in particolare, sulle denominazioni d’origine e sulle indicazioni geografiche, da attivare presso i punti vendita, la grande distribuzione, la ristorazione dei Paesi terzi; ulteriori strumenti di comunicazione (siti web, pieghevoli, degustazioni guidate, incontri con operatori ecc.). Il vino? Questione sempre più da donne In Gran Bretagna le donne che bevono vino se ne intendono, sono sicure di sé e comprano otto delle dieci bottiglie di vino bevute a casa. Questa una delle rivelazioni del sondaggio compiuto da Vinexpo in cinque Paesi con la collaborazione di oltre 4.300 lettrici di varie testate (tra cui, nel Regno Unito, Decanter e Livingetc) e presentato alla stampa presso l’hotel Metropolitan di Londra. Sei donne su dieci nel Regno Unito bevono vino almeno una volta alla settimana e preferiscono i rossi (55%) ai bianchi (35%), mentre i rosati sono graditi solo da una minoranza (7%). L’80% beve vino perché ne gradisce il gusto e il 70% perché si accoppia bene al cibo, mentre il 23% beve perché è di moda e il 15% perché fa bene alla salute. In generale comunque le donne britanniche considerano il vino una bevanda salutare e il 51% lo preferisce alla birra e agli spiriti proprio per tale motivo. Inoltre il 54% non è dissuaso dalle campagne governative contro l’alcol o dal timore della possibile presenza di additivi. La maggioranza beve vino in momenti particolari della giornata: il 91% ai pasti, l’89% con amici, il 52% a fine giornata e il 38% come aperitivo. Risultati molto simili a quelli ottenuti in Francia, Germania, Giappone e Usa.L’originalità dell’Amarone anche nei vitigni dimenticati L’Amarone della Valpolicella è uno dei pochi vini che anche in questi tempi di stagnazione economica, per non dire difficoltà, continua a esercitare un grande fascino sul pubblico di tutto il mondo, al punto che il suo trend di crescita non sembra dare ancora segni di rallentamento. Ciò premesso, cos’altro può restare da dire o da scoprire in merito a uno dei prodotti di maggior successo degli ultimi dieci anni? Molto, a giudicare dai risultati di un recente convegno-degustazione organizzato dalla Cantina Valpolicella di Negrar (uno dei maggiori produttori di Amarone) all’ultimo Vinitaly. Infatti, pur essendo un vino dove la tecnica dell’appassimento gioca un ruolo di assoluto rilievo, gran parte dell’originalità nascosta dell’Amarone risiede nei suoi vitigni, quelle cultivar autoctone (Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara e altre) che solo in Valpolicella sembrano trovare la giusta combinazione di suoli e microclima che rendono l’Amarone il grande vino che conosciamo, e non uno dei tanti vini da uve appassite che in giro per il mondo ormai molti cominciano a fare. Montefalco, realtà in continua crescita Il Sagrantino Day 2009 ha portato il Sagrantino di Montefalco Docg a essere degustato contemporaneamente in 43 diverse città del mondo da 4.000 sommelier internazionali. La realtà del Sagrantino ha permesso di far lievitare il vigneto dai 122 ettari del 1998 agli attuali 660 e di passare da 18 a 61 cantine di imbottigliamento. In crescita anche i numeri del turismo, che segnano il passaggio da 70 a 122.000 presenze in 7 anni. Ora per l’annata 2008 è prevista una produzione di Sagrantino di Montefalco Docg, secco e passito, di circa 2,3 milioni di bottiglie; ugualmente per il Montefalco rosso Doc. Infatti la produzione totale dell’area, tra Doc e Docg, supererà per l’annata 2008 i 4,6 milioni di bottiglie.Vini rosati, in etichetta la tradizione Si chiude la vicenda dei vini rosati che ha tenuto banco nei giorni addietro, sulla stampa specializzata e non solo, circa le modalità di vinificazione di questa tipologia. Ciò grazie alla volontà favorevole della maggior parte degli Stati membri, i quali hanno accolto la proposta della commissaria all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel, che permetterà di distinguere con la dicitura “vino rosé tradizionale” il vino rosato prodotto con la consueta tecnica della breve macerazione sulle bucce di uve a bacca rossa. Nei mesi scorsi, infatti, l’Ue aveva aperto alla possibilità, da più fronti sostenuta, di mettere a punto dei vini rosati tramite il blend, ovvero una miscela dosata di vino bianco e rosso da cui fosse possibile giungere al prodotto finito quale vino rosato. In seguito, il Comitato di gestione vino, a Bruxelles, ha dato via libera alla Commissione europea per l’abolizione del divieto di taglio del vino rosso con vino bianco per ottenere vino rosato e per quanto riguarda l’etichettatura dei vini questa andrà in vigore dal prossimo 1° luglio 2009. Il provvedimento è stato notificato al Wto e dovrà ritornare al Comitato di gestione per la definitiva approvazione. ProWein, la Germania riparte con ottimismo Il settore del vino brilla di ottimismo. Con questa affermazione inizia l’ultimo bollettino emesso dalla fiera ProWein prima della conclusione della manifestazione vinicola più importante della Germania. Nelle tre giornate espositive ben 35.000 visitatori qualificati, provenienti da tutto il mondo, hanno affollato i sette padiglioni, i cui spazi espositivi disponibili risultavano esauriti fino all’ultimo metro quadrato. Il dato rappresenta una crescita del numero dei visitatori di oltre il 12% rispetto all’anno precedente. I maggiori incrementi si sono registrati per i visitatori provenienti da Usa, Paesi scandinavi, Benelux, Svizzera e Slovenia. Hanno partecipato 3.180 espositori da tutto il mondo (42 i Paesi produttori), consci dell’importanza di questo mercato, che importa ogni anno qualcosa come 11 milioni di ettolitri di vino, cioè oltre la metà del fabbisogno del mercato tedesco, pari a circa 20 milioni di ettolitri. padrona di casa, era rappresentata da oltre 800 produttori, seguita a ruota dalla squadra italiana con circa 600 espositori. Quarant’anni di Doc per il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Per i suoi quarant’anni Doc, il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene dedica Vino in villa, festival internazionale della denominazione, alle novità: la conclusione dell’iter per la Docg e la candidatura a patrimonio Unesco. L’evento, che si svolgerà dal 16 al 18 maggio al Castello di San Salvatore di Susegana (Tv), vedrà il tradizionale banco d’assaggio con circa cento aziende della denominazione, ma anche la partecipazione degli “ospiti”, il Raboso del Piave e il Colli di Conegliano. La giornata dei lavori tecnici sarà sabato 16 dove, durante il convegno “Quaranta anni di denominazione, cinque secoli di vocazione”, in programma alle 10.30, verranno presentati i cambiamenti che presto riguarderanno le colline di Conegliano Valdobbiadene. Si parlerà della riserva del nome ai soli vini Doc e del percorso per il riconoscimento dell’area storica di Conegliano Valdobbiadene a Docg. Per quest’ultima, la nuova identità avrà al centro il territorio, elemento che diverrà il messaggio di comunicazione più importante. Asti, difficoltà di mercato ma anche molte occasioni Una battuta d’arresto che arriva dopo anni di crescita continua, che dai 66 milioni di bottiglie del 2004 era arrivata nel 2007 a toccare quota 78. Il 2008 per l’Asti Docg, complice la crisi dei mercati, si è infatti fermato a 75 milioni di bottiglie. Nero su bianco il bilancio che il Consorzio dell’Asti archivia per l’anno passato segna quindi una contrazione delle vendite globali pari a - 4,5%. Ma i numeri, si sa, vanno anche interpretati perché possono rivelare situazioni complesse fatte di ombre ma anche di luci. E “perché dietro a ogni difficoltà si celano opportunità - ha detto il neo direttore del Consorzio, Aldo Squillari - e l’Asti è pronto a reagire con prontezza, mettendo in campo forze nuove , strategie efficaci, investimenti coerenti e adeguati al potenziale di questa denominazione che pur vale 75 milioni di bottiglie”. In questa direzione è infatti in procinto di ripartire il Piano di rilancio, con nuove attività di comunicazione e informazione, con eventi e occasioni per migliorare le occasioni di contatto diretto con il mercato. Torna VitignoItalia, a Napoli dal 12 al 19 maggio Una settimana di vino a Napoli. Comincia il 12 maggio e prosegue fino al 19: prima con Wine&theCity e poi con Vitignoitalia. Il primo è un evento diffuso in città, una sorta di “fuori salone”, che coinvolge oltre 50 indirizzi di Napoli (boutique, gioiellerie, enoteche, alberghi, gallerie d’arte e design) in una girandola di eventi a tema vino aspettando Vitignoitalia (www.wineandthecity.it). Il salone del vino da vitigno autoctono si apre infatti domenica 17 maggio con una novità assoluta rispetto alle edizioni passate: non più Mostra d’Oltremare, ma lo storico Castel dell’Ovo sul lungomare con un prolungamento al Grand hotel Excelsior. I vini in esposizione e degustazione saranno oltre 5.000, tutti da vitigni storici e tradizionali italiani. Le aziende partecipanti sono circa 400 e vengono da tutta Italia. Tante le novità di questa quinta edizione che vira verso l’evento boutique con un programma collaterale ben fatto e un “fuori salone” che apre la strada. VITIGNOITALIA, 17-19 MAGGIO. Orari 14-21 Castel dell’Ovo; 10-20 Grand hotel Excelsior. Ingresso 20 euro la domenica, 15 euro lunedì e martedì. www.vitignoitalia.it, tel. 081 4104533Vini rosati, interrogazione al Parlamento La Commissione europea nei giorni scorsi ha varato un provvedimento in virtù del quale è stato dato il via libera alla commercializzazione del vino rosé ottenuto dalle miscele di vino bianco e rosso. E a questo proposito la parlamentare Poli Bortone (An) ha presentato al Senato un’interrogazione al ministro delle Politiche agricole. “Il vino rosato - ha detto la Poli Bortone - è noto per essere prodotto da soffici spremiture di uve nere e a giudizio dell’interrogante non certo da alchimie autorizzate dalla Commissione europea, in contrasto, peraltro, con le reiterate dichiarazioni e i regolamenti che indicano nella qualità e nella tracciabilità i requisiti fondamentali per la genuinità del prodotto a tutela dei consumatori e della salute. Il provvedimento - ha sottolineato - voluto dall’Europa danneggia la filiera vinicola italiana, ma in particolare quella pugliese e ancor più quella salentina, svilendo, di fatto, una produzione identitaria per valorizzare la quale i produttori si sono impegnati negli anni, anche finanziariamente, nel paziente recupero di tecniche vinificatorie che garantissero tradizione e qualità del vino salentino”.“Wine in moderation”, si muovono i primi passi in Italia Anche in Italia “Wine in moderation” incomincia a muovere i primi passi. E sono passi importanti. L’incontro di Roma, con la presentazione di “Enotria 2009”, annuario UIV, e del relativo programma europeo nelle sue linee essenziali, ha dimostrato in modo evidente l’attualità del tema in oggetto e la sensibilità degli attori in gioco. A dimostrarlo, oltre alla presenza di numerosi giornalisti, quella dei rappresentanti della filiera, degli osservatori e la vicinanza del mondo politico. Non è un caso che siano intervenuti il direttore generale della Sicurezza degli alimenti, Silvio Borrello, la dott.ssa Laura La Torre del Mipaaf oltre al presidente di Buonitalia, Walter Brunello. I tempi sono maturi perché il mondo imprenditoriale, attraverso le sue organizzazioni rappresentative, intervenga con una propria progettualità sul grande tema dell’educazione per un consumo responsabile e consapevole. Intervista al ministro Luca Zaia Ministro Zaia, tra pochi mesi entrerà in vigore la parte dell’Ocm vino attinente alle Dop e Igp, su cui si è dibattuto a lungo e che, ancora oggi, risulta al centro di numerose polemiche. Lei come giudica il futuro quadro legislativo? L’Italia ha subito alcune decisioni sulla Ocm e il ministero si impegnerà in ogni sede per cambiare ancora ciò che non ci piace e per far sì che le misure di sostegno e quelle applicative nazionali della nuova Ocm ci consentano di consolidare e migliorare il nostro sistema produttivo, legato ai vini a Do e Ig. Come pensa si stia attrezzando il mondo del vino italiano in previsione della fase attuativa dell’Ocm? Tutte le misure di sostegno nazionali porteranno ai necessari adeguamenti delle strutture tecnico-produttive, a partire dalla viticoltura fino alla commercializzazione. Gli interventi finanziari, ripartiti d’intesa con le Regioni, consentiranno al mondo produttivo di attivare importanti sinergie. Quali sono le misure che il suo ministero intende adottare per affrontare questo momento cruciale? Oltre a finanziare progetti di valorizzazione e promozione delle nostre produzioni vinicole di qualità e accanto al suo ruolo tecnico-normativo, il Mipaaf svolge un’essenziale funzione di coordinamento con altri enti nazionali e territoriali. Prosecco, la rivoluzione dalla prossima vendemmia Il mondo del Prosecco si prepara a cambiare e l’iter è ormai in dirittura d’arrivo. Dopo la pubblica audizione a Treviso, il Comitato nazionale vini ha dato parere positivo al progetto che prevede la nascita della Docg per Conegliano Valdobbiadene e Colli Asolani e di quella della Doc Prosecco, che prende il nome dalla omonima frazione di Trieste e che riguarderà otto province tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Gli incontri di Treviso, ben tre, hanno visto la presenza complessivamente di quasi 800 persone fra produttori, rappresentanti di associazioni di categoria e istituzioni. Un vero record, che ha dimostrato come il futuro del Prosecco stia a cuore dei produttori che credono e hanno creduto in questo vino. A leggere le proposte dei disciplinari, era stato lo stesso presidente del Comitato vini, Giuseppe Martelli, presente assieme al vicepresidente Michele Zanardo. “Avevamo promesso tempi rapidi - ha dichiarato il ministro Luca Zaia - e così è stato. D’ora in poi i produttori di Prosecco avranno uno strumento in più per difendersi da frodi e tentativi di imitazione”. Dopo il pronunciamento favorevole del Comitato, che ha apportato alcune modifiche di carattere formale per gli adeguamenti alla normativa italiana, i disciplinari verranno pubblicati sulla Gazzetta ufficiale e le nuove denominazioni diverranno operative dalla prossima vendemmia. Ue, via libera ai rosati da taglio, la Francia si oppone Una delle tante novità che potrebbero ridisegnare l’assetto dei vini europei dal 1° agosto di quest’anno è la possibilità di ottenere vini rosati dal taglio di vini rossi e bianchi. Possibilità prevista dalla nuova bozza di regolamento predisposta dalla Commissione europea in tema di pratiche enologiche che rimuoverebbe una volta per tutte il divieto di taglio previsto finora per i vini da tavola. Tuttavia, pare che non tutto vada liscio in sede di Comitato di gestione, dove causa veto francese la partita si è incagliata. La Francia è infatti ostile all’inserimento di questa pratica per i vini da tavola, in nome della difesa dei propri Aoc rosé. Si sta cercando quindi un difficile compromesso, che potrebbe tradursi in una specifica dizione in etichetta: “vino rosato tradizionale”, per i prodotti ottenuti esclusivamente da vinificazione in rosa di uve rosse. Presentato il progetto “Area Media Uiv” Solo chi è in grado di dare un nuovo ruolo all’informazione, rendendola autorevole, oggettiva e condivisa, può distribuire valore all’interno del settore e accreditarsi come soggetto di riferimento presso tutti gli attori che gravitano attorno al “sistema vino”: istituzioni, imprese, fornitori, distribuzione. Unione Italiana Vini dimostra ancora una volta di saper giocare d’anticipo sulle esigenze del mercato lanciando il “Progetto Area Media”, centro strategico di raccolta di bisogni diffusi e sviluppo di risposte mirate a tutti i livelli. Questo il messaggio forte dato al numeroso pubblico che ha preso parte alla conferenza stampa di presentazione. “Negli ultimi anni – ha spiegato Andrea Sartori, presidente di Unione Italiana Vini – i rapidi mutamenti degli scenari di mercato hanno messo a nudo inefficienze e carenze lungo tutti gli anelli della filiera vino: si avverte l’esigenza di fare ordine nel flusso delle informazioni, di leggere i dati in maniera diversa, aggregandoli in una forma nuova e più efficiente e di restituirli con un format condiviso e autorevole. Il Progetto Area Media vuole coprire queste carenze focalizzandosi principalmente su quelle attività di B2B che oggi hanno assoluta necessità di essere ritarate in funzione delle nuove domande che emergono dal mondo produttivo”. Est! Est!! Est!!!, in arrivo la menzione “Classico” La vicenda, che ha animato nelle ultime settimane la storica Doc dell’Est! Est!! Est!!!, ha finalmente trovato un punto di composizione che porterà a una revisione del disciplinare con l’individuazione di un’area di produzione che si fregerà della menzione Classico e che prevedrà l’inclusione di terreni vitati facenti parte anche del territorio del comune di Bolsena oltre a Montefiascone. A oggi, inoltre, sembra aver perso rilevanza la questione dell’imbottigliamento in zona, tanto che si è giunti a non dover ancorare necessariamente questa fase di produzione alla zona geografica individuata come classica. La Doc è una realtà da 3,5 milioni di bottiglie, di cui circa la metà prodotte dalla cantina Falesco, di recente trasferitasi dalla provincia di Viterbo a quella di Terni, e dall’azienda Bigi, le quali hanno contribuito in maniera determinante a diffondere sui mercati internazionali questo vino bianco del Lazio. L’entrata in vigore della nuova Ocm vino ha riacceso un dibattito che il territorio si trascinava da molto tempo, riguardo all’opportunità di istituire una zona Classico che aiutasse a rilanciare l’identità di un prodotto storicamente noto e diffuso, ma che sembra aver perso forza di mercato e appeal presso i consumatori, tanto da essere compreso ormai nel mare magnum dei vini bianchi di buona qualità ma di media fascia.Importanti novità per i vini Doc delle Langhe L’assemblea dei soci del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero ha esaminato e approvato le seguenti modifiche ai disciplinari di produzione dei vini di Langa: Barbaresco: nella base ampelografica si è tolta la specificazione dei biotipi Michet e Lampia del Nebbiolo mentre viene consentita a scopo migliorativo l’aggiunta, nella misura massima del 15%, di Barbaresco più giovane a Barbaresco più vecchio o viceversa anche se non ha ancora ultimato il periodo di invecchiamento obbligatorio. Barolo: la novità di assoluto rilievo è l’introduzione dell’elenco delle menzioni geografiche aggiuntive nel disciplinare, mentre come per il Barbaresco si è scelto di mantenere inalterata la zona di vinificazione consentita per le uve Nebbiolo atte a Barolo. Pertanto, si potrà continuare a vinificare Barolo solo ed esclusivamente nella zona di produzione. Dolcetto di Diano d’Alba: approvato a larga maggioranza il passaggio del Dolcetto di Diano d’Alba a Docg. La Doc Sicilia accelera, pronto il disciplinare La filiera vitivinicola siciliana ha approvato la bozza del disciplinare della nuova Doc Sicilia. In un incontro svoltosi nei giorni scorsi a Palermo nella sede dell’Ircac a cui hanno partecipato aziende di tutta la regione, sia cooperative che private, è stata approvata all’unanimità la bozza di disciplinare presentata dall’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via. Il passo successivo sarà raccogliere almeno 20.000 firme di produttori entro il 31 marzo per raggiungere la soglia minima del 66% di adesioni, così come richiesto dai regolamenti comunitari. “L’istituzione della Doc - ha affermato La Via - è un passaggio assolutamente essenziale per le prospettive del vino prodotto nella nostra isola, che dovrà misurarsi nei prossimi anni con il mancato paracadute della distillazione, imposto dalla nuove regole comunitarie. L’obiettivo determinante è quello di sostenere il sistema nelle criticità legate alla strategia di rilancio del settore attraverso efficaci strumenti di accompagnamento”. Questi i punti salienti del disciplinare. La Doc Alba è finalmente realtà Dopo anni di discussioni e cambiamenti, l’assemblea del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero ha definitivamente approvato l’idea e il disciplinare della Doc “Alba”. Di questa nuova denominazione si era cominciato a parlare tra l’estate e l’autunno del 2000. In quel momento, l’ipotesi era di lavorare per ottenere un vino importante, capace di resistere al tempo, prodotto solo sulle colline di Alba e con una base ampelografica legata alle uve Nebbiolo (75-80%) e Barbera (20-25%). Poco per volta, il progetto è cambiato. L’esclusività dell’area legata alla città di Alba ha lasciato spazio a una zona sempre più ampia fino agli attuali 50 comuni nell’Albese, alla destra e alla sinistra del Tanaro. La base ampelografica si è affinata. All’inizio era prevalsa la tesi che vedeva Nebbiolo e Barbera intervenire in parti uguali nel vino. Poi, però, è tornata a prevalere la quota del Nebbiolo, fino all’attuale livello minimo del 70%, con la presenza della Barbera che non potrà stare al di sotto del 15% e la possibile aggiunta di altre varietà a bacca nera coltivate in Piemonte che non dovrà passare il 5%. Benvenuto Brunello Il benvenuto dato al Brunello, edizione 2009 a Montalcino, in occasione della consueta anteprima ha avuto toni più sobri e pacati del solito. D’altra parte, non poteva essere altrimenti, vista la bufera giudiziaria che si è abbattuta sulle cantine e sui vigneti dove nasce uno dei vini più osannati al mondo e che non si è ancora placata. Inutile stare a ripercorrere tutto quello che è accaduto a Montalcino nel corso del 2008, che ha pesato fortemente sul Brunello, e che ha gettato ombre anche sul resto del vino toscano. I giornalisti comunque non sono mancati, come pure i produttori che - a parte qualche assenza eccellente e non di poco peso - hanno affollato i banchi della tensostruttura eretta come di consueto nella Fortezza Medicea per mettere in degustazione il Brunello 2004, che si era aggiudicato ben 5 stelle. Al Teatro degli Astrusi si è invece consumato il rito dell’assegnazione delle stelle all’ultima vendemmia - quattro all’annata 2008 - e dei premi Leccio d’Oro al ristorante, osteria ed enoteca che si sono particolarmente distinti per la presenza di Brunello nella carta dei vini. Chianti Classico, ritorno alla classicità Duecento giornalisti da tutto il mondo e oltre 1.300 operatori: sono questi i numeri della nuova edizione della Chianti Classico Collection che si è svolta come di consueto alla Stazione Leopolda di Firenze. Come sempre, in degustazione le ultimissime annate del vino che nasce tra le province di Firenze e Siena, comprese le anteprime di 70 etichette targate 2008, vendemmia assai positiva per i produttori della denominazione, anche se con un calo produttivo stimato in un 5-6%. Le aziende presenti alla Leopolda sono state 148, per un totale di ben 358 vini in degustazione, divisi tra annate (dal 2008 al 2004) e Riserve (dal 2007 al 2001). Osservando le composizioni dei vini emerge un dato interessante: tra le annate 2008 e 2006 10 etichette hanno abbandonato i vitigni internazionali per sposare o la strada del solo Sangiovese o quella del connubio con vitigni toscani. A questi si aggiungono anche altre 4 etichette nelle quali la percentuale di Sangiovese è stata aumentata a discapito degli internazionali (Merlot e Cabernet), mentre soltanto in un vino abbiamo riscontrato un aumento del Merlot dal 10 al 15%. Uiv-Provincia Catania, tappa veronese per il Progetto Qualità “Colgo questa occasione per complimentarmi non solo con la Provincia, ma con tutta la Sicilia perché i risultati raggiunti negli ultimi anni hanno contribuito a elevare e innovare l’immagine e il prestigio dell’Italia nel mondo. Un’evoluzione che non è ancora completata e che quindi può ancora dare nuovi risultati. Il rapporto di collaborazione instaurato con Unione Italiana Vini è un ulteriore segnale dato dalla Provincia per consolidare questa eccellenza”. Con queste parole il presidente di Unione Italiana Vini, Andrea Sartori, ha introdotto la conferenza di presentazione a Vinitaly del “Progetto Qualità 2009-10” siglato nei mesi scorsi con la Provincia di Catania a supporto del comparto vitivinicolo locale e che vede coinvolte una settantina di aziende delle zone dell’Etna e del Calatino. Quattro stelle al Nobile 2008 “Usciamo da un’annata molto difficile: la crisi ha colpito anche il nostro settore. Le prospettive per il 2009 sono a dir poco incerte a causa dell’eccesso di offerta e dell’incredibile competizione che c’è sui mercati”. Così Federico Carletti, presidente del Consorzio, ha introdotto l’edizione 2009 dell’Anteprima del Vino Nobile. Quest’anno a illustrare le caratteristiche del 2008, annata che si è aggiudicata 4 stelle su 5, è stato Renzo Cotarella, già direttore generale della Marchesi Antinori, azienda presente in zona con La Braccesca. L’andamento meteo scostante per buona parte dell’anno aveva fatto temere una situazione non ottimale, ma poi l’ultimo periodo ha permesso di raggiungere una buona maturazione delle uve. L’assaggio dei campioni in degustazione ha confermato che il Vino Nobile sarà di buona struttura, abbastanza concentrato, di un ottimo equilibrio gustativo e di un quadro aromatico interessante. Un vino, quindi, che farà dell’equilibrio e dell’eleganza la più importante prerogativa. Andrea Sartori: dai vini varietali escludere il Pinot grigio Il presidente dell’Unione Italiana Vini, Andrea Sartori, è recentemente intervenuto su una questione di stretta attualità che suscita non poca preoccupazione all’interno del mondo imprenditoriale. Si tratta dei vini da tavola varietali previsti dalla nuova Ocm e del relativo rischio di utilizzo di vitigni di successo oggi commercializzati come Do e Igt. È il caso del Pinot grigio. Il presidente Sartori ha espresso la posizione dell’Associazione attraverso lettere inviate, rispettivamente, al ministro delle Politiche agricole Luca Zaia (e al Capo dipartimento delle Politiche di sviluppo economico e rurale, Giuseppe Nezzo) e al responsabile del dicastero Lavoro, Salute e Politiche sociali, Maurizio Sacconi (e al sottosegretario Ferruccio Fazio).. Russia, Cina e India, il nuovo volto del mercato Abbiamo intervistato Robert Beynat, uno dei creatori della fiera di Bordeaux, di cui è direttore generale dal 1980. Anche quest’anno lo studio che avete commissionato a Iwsr sembra peccare di eccesso di ottimismo. Si aspettava questo tipo di previsioni? Non parlerei di ottimismo. Tra l’altro lo studio è stato ultimato da Iwsr nel dicembre 2008, quando la crisi economica era al suo apice. Il messaggio fondamentale è che, nonostante le difficoltà, il consumo di vino al mondo è destinato ad aumentare da qui al 2012, a un tasso annuo pari a circa il 4%. Il problema resta soprattutto la ristorazione, che spesso applica sul vino ricarichi esagerati. È lecito riporre così tante speranze in mercati emergenti quali Russia e Cina? Sono convinto che questi mercati, ai quali bisogna aggiungere anche l’India, cambieranno profondamente fisionomia al mercato del vino. Nei prossimi anni si ripeterà probabilmente quanto è successo negli Usa, un Paese che grazie alle importazioni ha cominciato a conoscere il vino di qualità, e che oggi è in grado di soddisfare una crescente percentuale del suo mercato interno con etichette prodotte in loco. Non solo, ma gli Usa sono ormai diventati il sesto Paese esportatore di vino al mondo. Alla fase della scoperta, insomma, segue inevitabilmente quella dello sviluppo dell’industria vitivinicola locale. E l’ingresso di Cina, Russia e India comporterà enormi cambiamenti a livello globale. Primitivo di Manduria Doc, via al restyling Restyling al vecchio disciplinare della Doc. Il Consorzio di tutela Primitivo di Manduria ha da tempo avviato l’iter per la modifica di parti importanti del precedente testo approvato con dpr del 30 ottobre 1974. Le novità previste sono diverse. Fra queste, la più rilevante sembra essere quella che modifica la base ampelografica, introducendo la possibilità di attribuire la Doc “ai vini ottenuti dalla vinificazione delle uve provenienti dai vigneti composti dal vitigno Primitivo per almeno l’85%”, contro il 100% previsto dal vigente disciplinare. L’articolo 2 della bozza precisa che “possono concorrere, in ambito aziendale, da sole o congiuntamente, alla produzione del suddetto vino, le uve dei vitigni a bacca nera non aromatici, raccomandati o autorizzati per le province di Taranto e Brindisi, fino a un massimo del 15%”. Per la Doc di Manduria si tratta, insomma, di una notevole “svolta”. Mercato mondiale, si profilano orizzonti “rosei”

Nei prossimi anni le sorti del mercato vitivinicolo globale dipenderanno soprattutto dall’aumento dei consumi di vino nella Federazione Russa e in Cina. Già alla fine del 2009, d’altronde, si prevede che questi due Paesi arriveranno ad assorbire più del 58% della crescita mondiale, e che nel 2012 la Russia, come la Cina, consumerà più vino fermo della Spagna. A delineare uno scenario di questo tipo è lo studio “Il mercato mondiale del vino e degli alcolici e le sue prospettive in vista del 2012”, che anche quest’anno la fiera francese Vinexpo (Bordeaux, 21-25 giugno 2009) ha commissionato alla società inglese Iwsr. Da queste pagine emerge in maniera evidente il fatto che i tradizionali Paesi produttori dovranno sempre più fare i conti con mercati interni vicini alla saturazione, dove i consumi sono destinati a crescere a tassi tendenti allo zero. Tra il 2008 e il 2012, per esempio, le vendite di vino a volume sul mercato italiano aumenteranno solo dello 0,51% (+1,2% a valore), e a soffrire maggiormente di questa difficile situazione saranno soprattutto le etichette con un posizionamento superiore ai 5 dollari Usa (circa 4 euro).